lunedì 6 aprile 2020

La logica del complottista

Ogni volta che si manifesta una nuova condizione di sofferenza per la popolazione, una svolta governativa dannosa per il Paese, l'emergere di un nuovo pericolo per la salute pubblica ed in mille altri casi presenti e passati in cui i meccanismi ed i presupposti non sono chiari, si formano spontaneamente due fronti (perché questo Universo è duale) contrapposti con ben poche sfumature composte per lo più da liberi pensatori, persone in genere molto intelligenti ma spesso non sufficientemente informate dei fatti.
E' noto in che occasione sia stata coniata la definizione denigratoria di "complottista": nel 1963 per sminuire le tesi di coloro che avevano notato delle palesi incongruenze nella versione ufficiale sull'omicidio di JFK. Siccome il regime dell'epoca non aveva argomenti validi da opporre alle eccezioni sollevate dai revisionisti, allora si procedette ad etichettarli tutti come propalatori della
Teoria del Complotto.
Perché secondo il Sistema i complotti non esistono e chi ci crede è un visionario.
Allora, a prescindere dal fatto che, come rilevato da una ricerca universitaria statunitense, il complottista-tipo possiede un'intelligenza ed una cultura superiore alla media, vediamo in soldoni come ragionano un complottista che non sia un semplice paranoico ma appunto una persona intelligente ed informata e per contro un anticomplottista ovvero una persona ebefrenica e psicolabile che professa una fede incrollabile per qualsiasi "verità" propagandata dai media di regime.

Il complottista ritiene che tre indizi hanno buona probabilità di configurare una prova che vale quindi la pena di indagare.

L'anticomplottista ritiene invece che tre prove schiaccianti ed inoppugnabili non sono sufficienti per configurare un indizio di cui sarebbe intelligente tener conto.

Ecco, in estrema sintesi sono questi i due atteggiamenti più opposti tra loro, tutto il resto sono solo sfumature dialettiche (in quei rari casi in cui viene concessa la possibilità di confrontarsi).

Del resto, come scriveva Orwell: "Libertà è poter affermare che due più due fa quattro, tutto il resto viene di conseguenza".
In Italia, questa possibilità è sempre più osteggiata. Mai come nel caso Coronavirus infatti, si è visto così da vicino il vero volto del Nuovo Ordine Mondiale, con una censura delle idee ed un controllo dell'individuo sempre più stringenti, con l'uniformazione forzata al Pensiero Unico e con la sospensione (per quanto non è dato sapere) delle libertà fondamentali dell'individuo.
Peraltro, anche se dovessimo uscire da questa situazione di domicilio coatto e privi del fondamentale diritto al lavoro sancito dalla Costituzione, rimarrà una gravissima frammentazione della società causata dal terrore del contagio di un'influenza che non sarà "banale" ma ricordiamo che quella stagionale causa normalmente, più o meno indirettamente, circa 20.000 morti all'anno mentre quella da Coronavirus non si è ancora neanche avvicinata a questi numeri eppure siamo confinati in casa!).

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