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giovedì 23 luglio 2020

Attenzione a Settembre Nero

🚨 LA SECONDA ONDATA COVID🚨


IL PIANO DI CONTAGIO SARÀ LO STESSO ADOTTATO A BERGAMO L’ANNO SCORSO MA CON 2 MESI DI ANTICIPO, DEVONO FARE TUTTO ENTRO IL 21 DICEMBRE 2020

A SETTEMBRE 2020 SONO PREVISTE DIVERSE CAMPAGNE VACCINALI ANTINFLUENZALI IN CUI I MEDICI SARANNO PARTICOLARMENTE INSISTENTI

SONO PREVISTI PREMI IN DENARO PER I MEDICI DI FAMIGLIA E VACCINATORI PER OTTENERE COPERTURA VACCINALE  MASSIMA

LA MICROBIOLOGA JUDY MIKOVITS CI AVEVA INFORMATO (IN QUESTO VIDEO AL MINUTO  18:32) CHE LE PERSONE VACCINATE CONTRO L’INFLUENZA HANNO IL 36% DI PROBABILITÀ IN PIÙ DI CONTRARRE IL COVID (SARS-COV-2) E IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO LO SA, LO SA BENE ANCHE IL DR. CRISANTI!

mercoledì 22 luglio 2020

Che la CoViD sia una truffa planetaria è ora accertato da un rapporto governativo tedesco

Mentre in Italia abbiamo subito, stiamo subendo e continueremo a subire a lungo gli effetti di decisioni isteriche ed anticostituzionali prese arbitrariamente dal malgoverno sulla base di una millantata pandemia, in Germania un rapporto ufficiale attesta quello che si sapeva già: la CoViD-19 è una truffa globale, attuata con un imponente sistema di connivenza e corruzione capillarizzata nei punti chiave di tutti i Paesi bersaglio della farsa.
Sugli scopi (iniziali ed aggregati) si può disquisire al lungo perché riguardano diversi ambiti della vita sociale: dal controllo dell'individuo alla depopolazione, dall'imposizione vaccinale ad affari di basso livello come le forniture di materiale specifico reso obbligatorio o artificialmente necessario ma quello che è certo è che la CoViD-19 è una TRUFFA PLANETARIA che in Italia ha causato la morte diretta di pochissime centinaia di persone quasi tutte già verso la fine della loro vita, e non solo per motivi d'età.


domenica 14 giugno 2020

Lo Stato come una setta


Lo Stato segue lo schema di una setta?

" Sulla base della mia esperienza in una setta religiosa, ho individuato 8 punti comuni del modo di agire dello Stato e di una setta:

  1. Far sentire piccoli e ignoranti
  2. Imporre regole basate su fondamenti inesistenti
  3. Spingere alla delazione
  4. Smorzare la coscienza critica
  5. Punire chi disobbedisce
  6. Incutere timore per la punizione
  7. Far sentire nel giusto chi si omologa
  8. Zittire chi solleva questioni scomode

sabato 23 maggio 2020

La truffa del 5G

MyLittle Crocodile [23.05.20 14:57]

Buon giorno a tutti. Notizia importantissima che dovete fare girare assolutamente e anche alla svelta. In questi giorni gli operatori telefonici a partire da Vodafone (il cui amministratore delegato Vodafone Italia è guardate caso Vittorio Colao, l'uomo legato alla Commissione Trilaterale e al Club Bilderberg, quindi poteri occulti, ma soprattutto l'uomo messo a capo della task force per la 5G,  personaggio a capo di strutture con conflitti d'interesse pesantissimi), che vi inizieranno a prendere d'assalto con i vari call center per proporvi un NUOVO CONTRATTO, che prevederà il dimezzamento dei costi a patto che accettiate di passare dalla vostra attuale 4G alla 5G.
BOICOTTATELA FINO ALLA MORTE, perché attraverso questo sistema di coercizione-convincimento commerciale che fa leva sui costi dei servizi internet ci fotteranno definitivamente con la 5G, perché se almeno la metà della popolazione la accetterà loro avranno la forza di introdurla definitivamente senza nemmeno il nostro consenso, che gli abbiamo già tolto e che grazie al nostro tam tam social e web siamo riusciti a bloccarla, portando moltissimi sindaci d'Italia e paesi del mondo a bloccarne la messa in funzione definitiva.

giovedì 5 gennaio 2017

Tutto il razzismo USA in un presidente Ignobel

E' difficile comprendere quale disegno razzista abbia affidato ad Obama il compito di passare alla storia come:

- Il primo presidente negro degli USA, in nome di una finta quanto ipocrita dimostrazione di antirazzismo da parte di uno dei Paesi più razzisti del mondo, diventato grande anche grazie allo schiavismo.

- Il primo presidente USA ad essere nato all'estero (precisamente in Kenya), quindi

giovedì 29 dicembre 2016

Test d'ignoranza

Esistono innumerevoli test d'intelligenza perché nessuno è mai riuscito a fornire una definizione universalmente valida di questa virtù. Affrontandone uno qualsiasi, ci si rende conto infatti che gran parte dei quiz presuppongono più che altro attenzione e concentrazione, due stati d'animo che possono essere difficili da ottenere per una persona "intelligente" che per sua natura è distratta ed interessata ad una moltitudine di cose. A meno che i test d'intelligenza non costituiscano uno dei suoi interessi reali.
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venerdì 21 ottobre 2016

Parlare di immigrazione con cognizione di causa


Nelle discussioni dò spesso l'impressione di non volermi confrontare o di non avere alcuna opinione su dei particolari aspetti delle questioni solo perché tendo a radicalizzare il mio punto di vista, focalizzando le cause e non mettendo neanche in discussione gli effetti.
Ma come si fa, ad esempio, ad avere un'opinione sulla migrazione nel nostro Paese ed a discutere dello stesso concetto neo sovietico di Europa Unita se non si conosce il Piano Kalergi?!? [vedi link di approfondimento]
E' perfettamente inutile discutere sul da farsi, sugli effetti, ignorando del tutto che il fenomeno della migrazione è dovuto ad una pianificazione attuata metodicamente da decenni. Nulla di più lontano dall'essere un fenomeno spontaneo o di contingenza!

domenica 18 settembre 2016

Attacco congiunto coalizione USA - ISIS - Israele contro la Siria


- Contiene due aggiornamenti -

Al di là delle scuse ufficiali per quello che gli USA hanno definito ipocritamente un "errore" (al tempo in cui i satelliti NON consentono errori ma loro credono di avere a che fare solo con idioti), un'operazione congiunta contro la Siria è stata messa in atto dalla coalizione USA-ISIS-Israele sabato alle 17 con l'aviazione americana che ha bombardando direttamente le postazioni regolari siriane presso la città di Deir el-Zor, nell'est della Siria.
Subito dopo l'azione, è partita un'offensiva del Daesh-ISIS verso l'interno del Paese, il tutto mentre al sud le forze israeliane intensificavano l'offensiva contro le truppe siriane già impegnate contro l'ISIS.

Un'azione deliberatamente congiunta e pianificata, a meno di non voler essere tanto stolti da credere che il millantato errore, la successiva offensiva del

martedì 6 settembre 2016

Brutte notizie dal G20


Si è appena svolta la farsa internazionale del G20, evento in cui Paesi autoproclamatisi più importanti degli altri vanno a disquisire su argomenti già definiti in sedi realmente decisionali.
Limitandomi ad un'analisi più che superficiale - anche perché non sarei capace di farne di approfondite - posso dire che le notizie a riguardo, che ho colto dalla TV mentre cucinavo e che mi sono balzate all'attenzione sono sostanzialmente due:

Il Presidente illegittimo Obama si è complimentato col suo omologo Renzi (omologo non in quanto presidente ma in quanto illegittimo) per il lavoro che sta svolgendo.
Questa conferma è estremamente preoccupante perché sappiamo bene che gli

martedì 12 aprile 2016

Esperienze quotidiane di plagio mentale

Come accorgersi se la persona con la quale ci rapportiamo (anche quella che si riflette nello specchio...) è mentalmente condizionata o del tutto plagiata?

Butto giù una piccola guida per punti basata sulle mie esperienza quotidiane degli ultimi giorni. (Figuratevi quelli di una vita intera: alle scuole medie raggiunsi un accordo col prete: lui entrava ed io uscivo passando l'intera ora di religione nei corridoi. Mi fossi potuto avvalere dei futuri studi di Biglino!)

1) Dato che è quasi inevitabile vista la situazione che sta attraversando il nostro Paese, vi trovate a parlare di economia, così, senza impegno in un convivio tra amici.
Voi, che magari attingete a qualche nozione in più degli altri e non ne potete più di focalizzare la vostra attenzione sulle sciocchezze, accennate alla radice del problema: la perdita di sovranità monetaria da parte dello Stato ed allo strabuzzare degli occhi degli astanti perderete ore, probabilmente senza successo, cercando di far comprendere un concetto tanto elementare come il signoraggio bancario che capirebbe anche un bambino che, per sua fortuna, non è stato ancora indottrinato.
Di fronte a voi, avete delle persone condizionate da un dogma di falsa economia che difenderanno strenuamente per evitare di fare la figura di quelli che per una vita intera sono stati ingannati e non se ne sono accorti.
2) Un argomento tira l'altro e, ignorata la questione del signoraggio primario per cui diventa quasi inutile cercare di introdurre il tema del signoraggio secondario, qualcuno suggerirà le sue soluzioni ai problemi nazionali anche se voi sapete bene che riguardano gli effetti e non le cause.
I poveretti se la prenderanno con: Berlusconi (perfetto capro espiatorio: se non ci fosse stato, il Sistema avrebbe dovuto inventarlo); gli stipendi dei parlamentari (una vera goccia nel fiume di capitali sottratto quotidianamente alla nostra nazione); l'evasione fiscale (ignorando il fatto che uno Stato imprenditore, straricco come l'Italia e che emetta moneta propria non avrebbe alcun bisogno di estorcere denaro con la forza ai propri cittadini, come non erano tassati i cittadini USA prima della delega dell'emissione della moneta alla banca privata Federal Reserve).
Chiaramente, cercare di far capire a tutti che stanno discutendo degli effetti e non delle cause è impossibile visto che non hanno compreso il punto 1.

3) Stanchi di combattere contro i mulini al vento, alzate gli occhi al cielo e, valutandone lo stato, fate una battuta buttata là sulle condizoni evidentemente artificiose in cui versa. Al che, i più disinformati tra di loro, serrando le palpebre divertiti, osserveranno a voce alta che siete dei "complottisti" ignorando di utilizzare un termine ed osservare passivamente un protocollo concepito dalla CIA per censurare la verità sull'omicidio di JFK e che funziona benone ancora oggi.
Assolutamente inutile cominciare a spiegare i parametri fisici necessari per la formazione di scie di condensa, dell'enorme mole di documenti e accordi internazionali che vertono sulle modificazioni artificiali del clima, degli effetti certi e gli scopi ipotizzabili da tali pratiche perché ormai siete bollati come complottisti e qualsiasi prova reale e verificabile possiate addurre, nulla potrà contro il condizionamento menatle che hanno subito i vostri poveri interlocutori.

4) Di lì a poco, ormai oggetto di dileggio da parte del gruppo, concluderanno che allora voi credete anche agli UFO!!
Embè? Direte voi: l'acronimo indica solo il rilievo di un oggetto volante non identificato, non si tratta di crederci o non crederci, al livello conoscitivo iniziale. Ma, osservando ciò, non state prendendo in considerazione il fatto che nella loro mente lo stesso termine UFO identifica qualcosa in cui credono solo i gonzi, ricalcando un protocollo ordito subito dopo il crash di Roswell, ma che ve lo dico a fare...?

5) Del resto sono proprio "loro" che ci hanno "creato": cosa c'è di strano ad ammettere cha siano ancora qua in giro?
Apriti cielo! Mettere in dubbio la visione teologica monoteista del più rimaneggiato libro di storia del mondo è roba da anatema: nonostante non sia assolutamente vostra intenzione mettere in dubbio l'esistenza di Dio (visto che la bibbia non ne parla affatto e neanche voi ve ne intereressate) mettere in discussione le certezze teologiche (quindi del tutto umane) sulla natura di Dio e dei sui scritti liberi da diritti di riproduzione, è cosa di cui non si può neanche cominciare a discutere: del tutto inutile addurre studi antropologici, paleobotanici o paleogenetici: vi risponderanno sempre con cervellotiche ed improbabili interpretazioni simboliche di scritti che sono abbastanza chiari, se affrontati serenamente e con la mente sgombra da preconcetti.
Ma i preconcetti rappresentano le fondamenta filosofiche di molti di noi e non c'è niente di peggio che provare a metterli in discussione. Ci vuole troppa umiltà intellettuale e non è da tutti. 

6) A questo punto, cercate di evitare assolutamente di ricordare, parlando d'altro, che Bin Laden morì ammazzato nel 2001, che i 40 attivisti di Al-Qaeda furono eliminati nel 2002 nelle tane di Tora Bora, che l'ISIS e la stessa vecchia jihad sono una creazione della CIA, che non puoi sbriciolare e far dissolvere nel nulla un colosso di ferrocemento lanciandoci contro un aereo d'alluminio tutto sommato piccolo in rapporto all'edificio perché tanto qualsiasi cosa dice un complottista non va presa in considerazione, altrimenti si rischia di capire.

Consolatevi, perché da uno studio è stato recentemente appurato che i cosiddetti complottisti sono mediamente più intelligenti ed aperti mentalmente di chi è pervicacemente abbarbicato ai dogmi inculcatigli fin da bambino.
Questa nuova consapevolezza per me non cambia nulla perché nel mio dizionario dei sinonimi&contrari, "complottista" è il contrario di "idiota".
Senza offesa per i disinformati.

sabato 8 marzo 2014

Una vera parità è possibile solo tenendo conto delle differenze tra gli esseri umani

In occasione della ricorrenza odierna, seconda quanto a demenzialità solo a quella di Halloween, su Tiscali Notizie è stata pubblicata un'interessante intervista ad una dottoressa nonché docente universitaria che, in poche parole, sottolinea le differenze cliniche che si possono manifestare tra uomini e donne anche in base all'età.
Differenze che nella pratica clinica ma soprattutto nella ricerca farmaceutica non vengono sufficientemente prese in considerazione. E se fanno testo le sole differenze tra esseri umani, provate ad immaginare quanto possa essere indicativa la sperimentazione su animali (maschi o femmine?) di farmaci destinati ad uso umano... .
 
Nell'intervista, linkata a margine, la dottoressa Baggio fa esplicito riferimento anche alle differenze genetiche relative alla razza, dei pazienti, che lei o la giornalista molto correttamente - ma solo dal punto di vista politico - definisce "etnia".
Il termine "etnia" infatti, indica solo l'identità di gruppi sociali contraddistinti da precisi usi e costumi e non certo da differenze genetiche. Ma siccome al giorno d'oggi parlare di razze umane è politicamente scorretto allora è necessario nascondere una verità evidente dietro ad un'ipocrisia lessicale dando ad intendere ai meno dotati che diverse reazioni ai farmaci possano essere ascrivibili a mere differenze culturali... .
 
La sperimentazione farmaceutica infatti, essendo condotta principalmente in ambiti razziali "bianchi" occidentali, in quanto le Case farmaceutiche sono di prevalente proprietà di tali gruppi razziali, fornisce inevitabilmente indicazioni non del tutto affidabili se riferite a soggetti diversi da giovani maschi caucasici, modello classico su cui si svolge generalmente la sperimentazione.
Io aggiungerei che in ambito medico, per affinare diagnosi e cure, non basterebbe neanche tener conto solo della razza, del sesso e dell'età del paziente ma anche del suo gruppo sanguigno ed in ultimo delle eventuali condizioni di acidificazione e/o intossicazione dell'organismo, nonché dello stato di allenamento e della percentuale di massa grassa!
 
Troppo?
No: dipende solo dalla precisione che si vuole ottenere da un'anamnesi e dal grado di efficacia della cura; ed a questo proposito, consideriamo che almeno nel mondo occidentale la principale causa di morte dei pazienti è... la terapia!!
 
Non a caso, anche studi portati avanti da enti ufficiali scoprono ovvero confermano lecite intuizioni che determinate differenze genetiche tra gruppi umani non solo esistono ma sono così evidenti da permettere di individuale con precisione l'appartenenzza di un individuo ad un determinato ceppo razziale senza neanche vederlo di persona. E' quanto si può apprezzare dal secondo articolo riportato a margine (in inglese).
 
Solo apprezzando le reali differenze tra tutti gli esseri umani si può costruire un mondo migliore.
Per tutti e non solo per i giovani maschi caucasici.
 Articoli di riferimento:
- http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/14/03/medicina-genere-baggio.html
- http://outofatlantis.blogspot.it/2011/12/studies-contradict-view-that-race.html
- http://itruffatori.blogspot.it/search?q=razze+umane
 
Una conseguenza dell'idiozia dilagante dovuta alla fobia razziale:
-  http://voxnews.info/2014/01/18/proibita-vendita-caramelle-sono-razziste/

mercoledì 5 marzo 2014

Schiavo perfetto è chi non sa di esserlo

La schiavituù moderna è un libro ed un film documentario di 53 minuti prodotti in modo del tutto indipendente; il libro (e il DVD che contiene) è distribuito gratuitamente in alcune piazze alternative in Francia e in America Latina.
Il testo è stato scritto in Giamaica nell'ottobre 2007 e il documentario è stato ultimato in Colombia nel maggio 2009.

Esiste in versione francese, inglese spagnola e italiana. Il film è stato elaborato a partire da immagini sottratte principalmente a fiction e documentari. L'obiettivo centrale di questo film è quello di smascherare la condizione dello schiavo moderno nel quadro del sistema totalitario mercantile e di rendere visibili le forme di mistificazione che occultano questa condizione servile.
 
È stato realizzato con l'unico scopo di attaccare frontalmente l'organizzazione dominante del mondo.
Molto istruttivo per tutti quelli che ancora non riescono a cogliere l'essenza della realtà che li circonda.

Questa versione è doppiata in maniera non professionale ma ciò che conta è il messaggio che veicola, non certo la forma.
Buona visione e, soprattutto, buon ascolto.


martedì 15 ottobre 2013

Ancora sull'olo-truffa: l'ultima intervista ad Erich Priebke

L'ultima intervista al comandante Erich Priebke arricchisce di particolari storici interessanti il quadro reale degli accadimenti che hanno caratterizzato il periodo a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, uno dei più censurati e stravolti nella memoria storica dell'umanità.
 


INTERVISTA RILASCIATA DA ERICH PRIEBKE A FINE LUGLIO 2013 

D. Sig. Priebke, anni addietro lei ha dichiarato che non rinnegava il suo passato. Con i suoi cento anni di età lo pensa ancora? 

R. Sì.


D. Cosa intende esattamente con questo?

R. Che ho scelto di essere me stesso.


D. Quindi ancora oggi lei si sente nazista.

R. La fedeltà al proprio passato è qualche cosa che ha a che fare con le nostre convinzioni. Si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali, quello che per noi tedeschi fu la Weltanschauung e ancora ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore. La politica è un’altra questione. Il Nazionalsocialismo è scomparso con la sconfitta, e oggi non avrebbe comunque nessuna possibilità di tornare.


D. Della visione del mondo di cui lei parla fa parte anche l’antisemitismo.

R. Se le sue domande sono mirate a conoscere la verità è necessario abbandonare i luoghi comuni: criticare non vuol dire che si vuole distruggere qualcuno. In Germania sin dai primi del Novecento si criticava apertamente il comportamento degli ebrei. Il fatto che gli ebrei avessero accumulato nelle loro mani un immenso potere economico e di conseguenza politico, pur rappresentando una parte in proporzione assolutamente esigua della popolazione mondiale, era considerato ingiusto. E’ un fatto che ancora oggi, se prendiamo le mille persone più ricche e potenti del mondo, dobbiamo constatare che una notevole parte di loro sono ebrei, banchieri o azionisti di maggioranza di imprese multinazionali. In Germania poi, specialmente dopo la sconfitta della prima guerra mondiale e l’ingiustizia dei trattati di Versailles, immigrazioni ebraiche dall’est europeo avevano provocato dei veri disastri, con l’accumulo di immensi capitali da parte di questi immigrati in pochi anni, mentre con la repubblica di Weimar la grande maggioranza del popolo tedesco viveva in forte povertà. In quel clima gli usurai si arricchivano e il senso di frustrazione nei confronti degli ebrei cresceva.


D. Quella che gli ebrei abbiano praticato l’usura ammessa dalla loro religione, mentre veniva proibita ai cristiani, è una vecchi storia. Cosa c’è di vero secondo lei?

R. Infatti non è certo una mia idea. Basta leggere Shakespeare o Dostoevskij per capire che simili problemi con gli ebrei sono storicamente effettivamente esistiti, da Venezia a San Pietroburgo. Questo non vuole assolutamente dire che gli unici usurai all’epoca fossero gli ebrei. Ho fatto mia una frase del poeta Ezra Pound: ”Tra uno strozzino ebreo e uno strozzino orfano non vedo nessuna differenza”.


D. Per tutto questo lei giustifica l’antisemitismo?

R. No, guardi, questo non significa che tra gli ebrei non ci siano persone perbene. Ripeto, antisemitismo vuol dire odio, odio indiscriminato. Io anche in questi ultimi anni della mia persecuzione, da vecchio, privato della libertà ho sempre rifiutato l’odio. Non ho mai voluto odiare nemmeno chi mi ha odiato. Parlo solo di diritto di critica e ne sto spiegando i motivi. E le dirò di più: deve considerare che, per loro particolari motivi religiosi, una grossa parte di ebrei si considerava superiore a tutti gli altri esseri umani. Si immedesimava nel “Popolo Eletto da Dio” della Bibbia.


D. Anche Hitler parlava della razza ariana come superiore.

R. Sì, Hitler è caduto anche lui nell’equivoco di rincorrere questa idea di superiorità. Questa è stata una delle cause di errori senza ritorno. Tenga conto comunque che un certo razzismo era la normalità in quegli anni. Non solo a livello di mentalità popolare, ma anche a livello di governi e addirittura di ordinamenti giuridici. Gli Americani, dopo aver deportato le popolazioni africane ed essere stati schiavisti, continuavano a essere razzisti, e di fatto discriminavano i neri. Le prime leggi, definite razziali, di Hitler non limitavano i diritti degli ebrei più di quanto fossero limitati quelli dei neri in diversi stati USA. Stessa cosa per le popolazioni dell’India da parte degli inglesi; e i francesi, che non si sono comportati molto diversamente con i cosiddetti sudditi delle loro colonie. Non parliamo poi del trattamento subìto all’epoca dalle minoranze etniche nell’ex URSS.


D. E quindi come sono andate peggiorando in Germania le cose, secondo lei?

R. Il conflitto si è radicalizzato, è andato crescendo. Gli ebrei tedeschi, americani, inglesi e l’ebraismo mondiale da un lato, contro la Germania che stava dall’altro. Naturalmente gli ebrei tedeschi si sono venuti a trovare in una posizione sempre più difficile. La successiva decisione di promulgare leggi molto dure resero in Germania la vita veramente difficile agli ebrei. Poi nel novembre del 1938 un ebreo, un certo Grynszpan, per protesta contro la Germania uccise in Francia un consigliere della nostra ambasciata, Ernest von Rath. Ne seguì la famosa “Notte dei cristalli’”. Gruppi di dimostranti ruppero in tutto il Reich le vetrine dei negozi di proprietà degli ebrei. Da allora gli ebrei furono considerati solo e soltanto come nemici. Hitler dopo aver vinto le elezioni, li aveva in un primo tempo incoraggiati in tutti i modi a lasciare la Germania.

Successivamente, nel clima di forte sospetto nei confronti degli ebrei tedeschi, causato dalla guerra e di boicottaggio e di aperto conflitto con le più importanti organizzazioni ebraiche mondiali, li rinchiuse nei lager, proprio come nemici. Certo per molte famiglie, spesso senza alcuna colpa, questo fu rovinoso.


D. La colpa quindi di ciò che gli ebrei hanno subìto secondo lei sarebbe degli ebrei stessi?

R. La colpa è un po’ di tutte le parti. Anche degli alleati che scatenarono la seconda guerra mondiale contro la Germania, a seguito della invasione della Polonia, per rivendicare territori dove la forte presenza tedesca era sottoposta a continue vessazioni. Territori posti dal trattato di Versailles sotto il controllo del neonato Stato polacco. Contro la Russia di Stalin e la sua invasione della restante parte della Polonia nessuno mosse un dito. Anzi, a fine conflitto, ufficialmente nato per difendere proprio l’indipendenza della Polonia dai tedeschi, fu regalato senza tanti complimenti tutto l’est europeo, Polonia compresa, a Stalin.


D. Quindi, politica a parte, lei sposa le teorie storiche revisioniste.

R. Non capisco perfettamente cosa si intenda per revisionismo. Se parliamo del processo di Norimberga del 1945 allora posso dirle che fu una cosa incredibile, un grande palcoscenico creato a posta per disumanizzare di fronte all’opinione pubblica mondiale il popolo tedesco e i suoi capi. Per infierire sullo sconfitto oramai impossibilitato a difendersi.


D. Su quali basi afferma questo?

R. Cosa si può dire di un autonominatosi tribunale che giudica solo i crimini degli sconfitti e non quelli dei vincitori; dove il vincitore è al tempo stesso pubblica accusa, giudice e parte lesa e dove gli articoli di reato erano stati appositamente creati successivamente ai fatti contestati, proprio per condannare in modo retroattivo? Lo stesso presidente americano Kennedy ha condannato quel processo definendolo una cosa “disgustosa”, in quanto “si erano violati i princìpi della costituzione americana per punire un avversario sconfitto”.


D. Se intende dire che il reato di crimini contro l’umanità con cui si è condannato a Norimberga non esisteva prima che fosse contestato proprio da quel tribunale internazionale, c’è da dire in ogni caso che le accuse riguardavano fatti comunque terribili.

R. A Norimberga i tedeschi furono accusati della strage di Katyn, poi nel 1990 Gorbaciov ammise che erano stati proprio loro stessi russi accusatori, ad uccidere i ventimila ufficiali polacchi con un colpo alla nuca nella foresta di Katyn. Nel 1992 il presidente russo Eltsin produsse anche il documento originale contenente l’ordine firmato da Stalin. I tedeschi furono anche accusati di aver fatto sapone con gli ebrei. Campioni di quel sapone finirono nei musei USA, in Israele e in altri Paesi. Solo nel 1990 un professore della università di Gerusalemme studiò i campioni dovendo infine ammettere che si trattava di un imbroglio.


D. Sì, ma i campi di concentramento non sono un’invenzione dei giudici di Norimberga.

R. In quegli anni terribili di guerra, rinchiudere nei lager (in italiano sono i campi di concentramento) popolazioni civili che rappresentavano un pericolo per la sicurezza nazionale era una cosa normale. Nell’ultimo conflitto mondiale l’hanno fatto sia i russi che gli USA. Questi ultimi in particolare con i cittadini americani di origine orientale.


D. In America, però, nei campi di concentramento per le popolazioni di etnia giapponese non c’erano le camere a gas!

R. Come le ho detto, a Norimberga sono state inventate una infinità di accuse, Per quanto riguarda quella che nei campi di concentramento vi fossero camere a gas aspettiamo ancora le prove. Nei campi i detenuti lavoravano. Molti uscivano dal lager per il lavoro e vi facevano ritorno la sera. II bisogno di forza lavoro durante la guerra è incompatibile con la possibilità che allo stesso tempo, in qualche punto del campo, vi fossero file di persone che andavano alla gasazione. L’attività di una camera a gas è invasiva nell’ambiente, terribilmente pericolosa anche al suo esterno, mortale. L’idea di mandare a morte milioni di persone in questo modo, nello stesso luogo dove altri vivono e lavorano senza che si accorgano di nulla è pazzesca, difficilmente realizzabile anche sul piano pratico.


D. Ma lei quando ha sentito parlare per la prima volta del piano di sterminio degli ebrei e delle camere a gas?

R. La prima volta che ho sentito di cose simili la guerra era finita, e io mi trovavo in un campo di concentramento inglese, ero insieme a Walter Rauff. Rimanemmo entrambi allibiti. Non potevamo assolutamente credere a fatti così orribili: camere a gas per sterminare uomini, donne e bambini. Se ne parlò con il colonnello Rauff e con gli altri colleghi per giorni. Nonostante fossimo tutti SS, ognuno al nostro livello con una particolare posizione nell’apparato nazionalsocialista, mai a nessuno di noi erano giunte alle orecchie cose simili.

Pensi che anni e anni dopo venni ha sapere che il mio amico e superiore Walter Rauff, che aveva diviso con me anche qualche pezzo di pane duro nel campo di concentramento, veniva accusato di essere l’inventore di un fantomatico autocarro di gasazione. Cose di questo genere le può pensare solo chi non ha conosciuto Walter Rauff.


D. E tutte le testimonianze della esistenza delle camere a gas?

R. Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli Americani a Dachau. Testimonianze che si possono definire affidabili sul piano giudiziario o storico a proposito delle camere a gas non ce ne sono; a cominciare da quelle di alcuni degli ultimi comandanti e responsabili dei campi, come per esempio quella del più noto dei comandanti di Auschwitz , Rudolf Höss. A parte le grandi contraddizioni della sua testimonianza, prima di deporre a Norimberga fu torturato e dopo la testimonianza per ordine dei russi gli tapparono la bocca impiccandolo. Per questi testimoni, ritenuti preziosi dai vincitori, le violenze fisiche e morali in caso di mancanza di condiscendenza erano insopportabili; le minacce erano anche di rivalsa sui familiari. So per l’esperienza personale della mia prigionia e quella dei miei colleghi, come, da parte dei vincitori, venivano estorte nei campi di concentramento le confessioni ai prigionieri, i quali spesso non conoscevano nemmeno la lingua inglese. Poi il trattamento riservato ai prigionieri nei campi russi della Siberia oramai è cosa nota, si doveva firmare qualunque tipo di confessione richiesta; e basta.


D. Quindi per lei quei milioni di morti sono un’invenzione.

R. Io ho conosciuto personalmente i lager. L’ultima volta sono stato a Mauthausen nel maggio del 1944 a interrogare il figlio di Badoglio, Mario, per ordine di Himmler. Ho girato quel campo in lungo e in largo per due giorni. C’erano immense cucine in funzione per gli internati e all’interno anche un bordello per le loro esigenze. Niente camere a gas. Purtroppo tanta gente è morta nei campi, ma non per una volontà assassina. La guerra, le condizioni di vita dure, la fame, la mancanza di cure adeguate si sono risolti spesso in un disastro. Però queste tragedie dei civili erano all’ordine del giorno non solo nei campi ma in tutta la Germania, soprattutto a causa dei bombardamenti indiscriminati delle città.


D. Quindi lei minimizza la tragedia degli ebrei: l’Olocausto?

R. C’è poco da minimizzare: una tragedia è una tragedia. Si pone semmai un problema di verità storica. I vincitori del secondo conflitto mondiale avevano interesse a che non si dovesse chiedere conto dei loro crimini. Avevano raso al suolo intere città tedesche, dove non vi era un solo soldato, solo per uccidere donne, bambini e vecchi e così fiaccare la volontà di combattere del loro nemico. Questa sorte è toccata ad Amburgo, Lubecca, Berlino, Dresda e tante altre città. Approfittavano della superiorità dei loro bombardieri per uccidere i civili impunemente e con folle spietatezza. Poi è toccato alla popolazione di Tokyo e infine con le atomiche ai civili di Nagasaki e Hiroshima. Per questo era necessario inventare dei particolari crimini commessi dalla Germania e reclamizzarli tanto da presentare i tedeschi come creature del male e tutte le altre sciocchezze: soggetti da romanzo dell’orrore su cui Hollywood ha girato centinaia di film.

Del resto da allora il metodo dei vincitori della seconda guerra mondiale non è molto cambiato: a sentire loro esportano la democrazia con cosiddette missioni di pace contro le canaglie, descrivono terroristi che si sono macchiati di atti sempre mostruosi, inenarrabili. Ma in pratica attaccano soprattutto con l’aviazione chi non si sottomette. Massacrano militari e civili che non hanno i mezzi per difendersi. Alla fine, tra un intervento umanitario e l’altro nei vari Paesi, mettono sulle poltrone dei governi dei burattini che assecondano i loro interessi economici e politici.


D. Ma allora certe prove inoppugnabili come filmati e fotografie dei lager come le spiega?

R. Quei filmati sono un’ulteriore prova della falsificazione: Provengono quasi tutti dal campo di Bergen Belsen. Era un campo dove le autorità tedesche inviavano da altri campi gli internati inabili al lavoro. Vi era all’interno anche un reparto per convalescenti. Già questo la dice lunga sulla volontà assassina dei tedeschi. Sembra strano che in tempo di guerra si sia messo in piedi una struttura per accogliere coloro che invece si volevano gasare. I bombardamenti alleati nel 1945 hanno lasciato quel campo senza viveri, acqua e medicinali. Si è diffusa un’epidemia di tifo petecchiale che ha causato migliaia di malati e morti. Quei filmati risalgono proprio a quei fatti, quando il campo di accoglienza di Bergen Belsen devastato dall’epidemia, nell’aprile 1945, era ormai nelle mani degli alleati. Le riprese furono appositamente girate, per motivi propagandistici, dal regista inglese Hitchcock, il maestro dell’horror. E’ spaventoso il cinismo, la mancanza di senso di umanità con cui ancora oggi si specula con quelle immagini. Proiettate per anni dagli schermi televisivi, con sottofondi musicali angoscianti, si è ingannato il pubblico associando, con spietata astuzia, quelle scene terribili alle camere a gas, con cui non avevano invece nulla a che fare. Un falso!


D. II motivo di tutte queste mistificazioni, secondo lei, sarebbe coprire i propri crimini da parte dei vincitori?

R. In un primo tempo fu così. Un copione uguale a Norimberga fu inventato anche dal Generale McArthur in Giappone con il processo di Tokyo. In quel caso per impiccare si escogitarono altre storie e altri crimini. Per criminalizzare i giapponesi che avevano subìto la bomba atomica, si inventarono all’epoca persino accuse di cannibalismo.


D. Perché in un primo tempo?

R. Perché successivamente la letteratura sull’Olocausto è servita soprattutto allo stato di Israele per due motivi. Il primo è chiarito bene da uno scrittore ebreo figlio di deportati: Norman Finkelstein. Nel suo libro “L’industria dell’Olocausto” spiega come questa industria abbia portato, attraverso una campagna di rivendicazioni, risarcimenti miliardari nelle casse di istituzioni ebraiche e in quelle dello stato di Israele. Finkelstein parla di “un vero e proprio racket di estorsioni”. Per quanto riguarda il secondo punto, lo scrittore Sergio Romano, che non è certo un revisionista, spiega che, dopo la “guerra del Libano”, lo stato di Israele ha capito che incrementare ed enfatizzare la drammaticità della “letteratura sull’Olocausto” gli avrebbe portato vantaggi nel suo contenzioso territoriale con gli arabi e “una sorta di semi immunità diplomatica”.


D. In tutto il mondo si parla dell’Olocausto come sterminio, lei ha dei dubbi o lo nega recisamente?

R. I mezzi di propaganda di chi oggi detiene il potere globale sono inarginabili. Attraverso una sottocultura storica appositamente creata e divulgata da televisione e cinematografia, si sono manipolate le coscienze, lavorando sulle emozioni. In particolare le nuove generazioni, a cominciare dalla scuola, sono state sottoposte al lavaggio del cervello, ossessionate con storie macabre per assoggettarne la libertà di giudizio.

Come le ho detto, siamo da quasi 70 anni in attesa delle prove dei misfatti contestati al popolo tedesco. Gli storici non hanno trovato un solo documento che riguardasse le camere a gas. Non un ordine scritto, una relazione o un parere di un’istituzione tedesca, un rapporto degli addetti. Nulla di nulla.

Nell’assenza di documenti, i giudici di Norimberga hanno dato per scontato che il progetto che si intitolava “Soluzione finale del problema ebraico” allo studio nel Reich, che vagliava le possibilità territoriali di allontanamento degli ebrei dalla Germania e successivamente dai territori occupati, compreso il possibile trasferimento in Madagascar, fosse un codice segreto di copertura che significava il loro sterminio. E’ assurdo! In piena guerra, quando eravamo ancora vincitori sia in Africa che in Russia, gli ebrei, che erano stati in un primo tempo semplicemente incoraggiati, vennero poi fino al 1941 spinti in tutti i modi a lasciare autonomamente la Germania. Solo dopo due anni dall’inizio della guerra cominciarono i provvedimenti restrittivi della loro libertà.


D. Ammettiamo allora che le prove di cui lei parla vengano fuori. Parlo di un documento firmato da Hitler o da un altro gerarca. Quale sarebbe la sua posizione?

R. La mia posizione è di condanna tassativa per fatti del genere. Tutti gli atti di violenza indiscriminata contro le comunità, senza che si tenga conto delle effettive responsabilità individuali, sono inaccettabili, assolutamente da condannare. Quello che è successo agli indiani d’America, ai kulaki in Russia, agli italiani infoibati in Istria, agli armeni in Turchia, ai prigionieri tedeschi nei campi di concentramento americani in Germania e in Francia, così come in quelli russi, i primi lasciati morire di stenti volutamente dal presidente americano Eisenhower, i secondi da Stalin. Entrambi i capi di Stato non rispettarono volutamente la convenzione di Ginevra per infierire fino alla tragedia. Tutti episodi, ripeto, da condannare senza mezzi termini, comprese le persecuzioni fatte dai tedeschi a danno degli ebrei; che indubbiamente ci sono state. Quelle reali però, non quelle inventate per propaganda.


D. Lei ammette quindi la possibilità che queste prove, sfuggite a una eventuale distruzione fatta dai tedeschi alla fine del conflitto, potrebbero un giorno venir fuori?

R. Le ho già detto che certi fatti vanno condannati in assoluto. Quindi, se poniamo anche solo per assurdo che un domani si dovessero trovare prove su queste camere a gas, la condanna di cose così orribili, di chi le ha volute e di chi le ha usate per uccidere, dovrebbe essere indiscussa e totale. Vede, in questo senso ho imparato che nella vita le sorprese possono non finire mai. In questo caso però credo di poterle escludere con certezza, perché per quasi sessanta anni i documenti tedeschi, sequestrati dai vincitori della guerra, sono stati esaminati e vagliati da centinaia e centinaia di studiosi, sicché, ciò che non è emerso finora difficilmente potrà emergere in futuro.

Per un altro motivo devo poi ritenerlo estremamente improbabile, e le spiego il perché: a guerra già avanzata, i nostri avversari avevano cominciato a insinuare sospetti su attività omicide nei Lager. Parlo della dichiarazione interalleata dei dicembre 1942, in cui si diceva genericamente di barbari crimini della Germania contro gli ebrei e si prevedeva la punizione dei colpevoli. Poi, alla fine del 1943, ho saputo che non si trattava di generica propaganda di guerra, ma che addirittura i nostri nemici pensavano di fabbricare false prove su questi crimini. La prima notizia la ebbi dal mio compagno di corso, e grande amico, Capitano Paul Reinicke, che passava le sue giornate a contatto con il numero due del governo tedesco, il Reichsmarschall Goering: era il suo capo scorta. L’ultima volta che lo vidi mi riferì del progetto di vere e proprie falsificazioni. Goering era furibondo per il fatto che riteneva queste mistificazioni infamanti agli occhi del mondo intero. Proprio Goering, prima di suicidarsi, contestò violentemente di fronte al tribunale di Norimberga la produzione di prove falsificate.

Un altro accenno lo ebbi successivamente dal capo della polizia Ernst Kaltenbrunner, l’uomo che aveva sostituito Heydrich dopo la sua morte e che fu poi mandato alla forca a seguito del verdetto di Norimberga. Lo vidi verso la fine della guerra per riferirgli le informazioni raccolte sul tradimento dei Re Vittorio Emanuele. Mi accennò che i futuri vincitori erano già all’opera per costruire false prove di crimini di guerra ed altre efferatezze che avrebbero inventato sui lager a riprova della crudeltà tedesca. Stavano già mettendosi d’accordo sui particolari di come inscenare uno speciale giudizio per i vinti.

Soprattutto però ho incontrato nell’agosto 1944 il diretto collaboratore del generale Kaltenbrunner, il capo della Gestapo, generale Heinrich Müller. Grazie a lui ero riuscito a frequentare il corso allievi ufficiali. A lui dovevo molto e lui era affezionato a me. Era venuto a Roma per risolvere un problema personale del mio comandante, ten. colonnello Herbert Kappler. In quei giorni la quinta armata americana stava per sfondare a Cassino, i russi avanzavano verso la Germania. La guerra era già inesorabilmente persa. Quella sera mi chiese di accompagnarlo in albergo. Essendoci un minimo di confidenza mi permisi di chiedergli maggiori dettagli sulla questione. Mi disse che tramite l’attività di spionaggio si aveva avuto conferma che il nemico, in attesa della vittoria finale, stava tentando di fabbricare le prove di nostri crimini per mettere in piedi un giudizio spettacolare di criminalizzazione della Germania una volta sconfitta. Aveva notizie precise ed era seriamente preoccupato. Sosteneva che di questa gente non c’era da fidarsi, perché non avevano senso dell’onore né scrupoli. Allora ero giovane e non diedi il giusto peso alle sue parole, ma le cose poi di fatto andarono proprio come il generale Müller mi aveva detto. Questi sono gli uomini, i gerarchi, che secondo quanto oggi si dice avrebbero dovuto pensare e organizzare lo sterminio degli ebrei con le camere a gas! Lo considererei ridicolo, se non si trattasse di fatti tragici.

Per questo quando gli americani nel 2003 hanno aggredito l’Iraq con la scusa che possedeva “armi di distruzione di massa”, con tanto di falso giuramento di fronte al consiglio di sicurezza dell’ONU del Segretario di stato Powel, proprio loro che quelle armi erano stati gli unici a usarle in guerra, io mi sono detto: niente di nuovo!


D. Lei da cittadino tedesco sa che alcune leggi in Germania, Austria, Francia, Svizzera puniscono con il carcere chi nega I’Olocausto?

R. Sì, i poteri forti mondiali le hanno imposte e tra poco le imporranno anche in Italia. L’inganno sta proprio nel far credere alla gente che chi, per esempio, si oppone al colonialismo israeliano e al sionismo in Palestina sia antisemita; chi si permette di criticare gli ebrei sia sempre e comunque antisemita; chi osa chiedere le prove della esistenza di queste camere a gas nei campi di concentramento, è come se approvasse una idea di sterminio degli ebrei. Si tratta di una falsificazione vergognosa. Proprio queste leggi dimostrano la paura che la verità venga a galla. Ovviamente si teme che dopo la campagna propagandistica fatta di emozioni, gli storici si interroghino sulle prove, gli studiosi si rendano conto delle mistificazioni. Proprio queste leggi apriranno gli occhi a chi ancora crede nella libertà di pensiero e nella importanza della indipendenza nella ricerca storica.

Certo, per quello che ho detto posso essere incriminato, la mia situazione potrebbe addirittura ancora peggiorare ma dovevo raccontare le cose come sono realmente state, il coraggio della sincerità era un dovere nei confronti del mio Paese, un contributo nel compimento dei miei cento anni per il riscatto e la dignità del mio popolo.



L'immagine utilizzata è tratta dall'interessante articolo storico:

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http://olodogma.com/wordpress/2012/10/10/0010-il-numero-dei-morti-di-auschwitz-jurgen-graf-contro-fritjof-meyerchiamatemi-pure-meyer-un-addio-allovvieta/#more-105

domenica 5 maggio 2013

Femminicidio o italianicidio?

 
A causa della limitata ricezione di canali radio nella zona in cui mi trovavo ieri mattina, in diverse faccende affaccendato, tra un brano musicale e l'altro stavo sopportando senza un particolare interesse le facezie di una coppia di conduttori impoverite per altro da immancabili interventi esterni.
In questo quadro, le orecchie mi si drizzano (forse in un'altra vita ero un cane, come sostiene chi mi conosce bene) quando colgo l'improbabile definizione di "femminicidio"...
 
...prima di continuare, e prima che qualche lettore disinteressato dalla premessa smetta di continuare la lettura, devo illustrare alcuni aspetti della mia particolare formazione culturale.
Ancora nei primi degli anni '60, esisteva un solo canale televisivo, denominato "Nazionale" in quanto non esistendo un "secondo" non poteva essere denominato "primo".
Questo canale trasmetteva in limitate fasce orarie che andavano dalla tarda mattinata alla sera ad uso sostanzialmente di due categorie di spettatori: quelli che avevano la TV a casa e quelli che la seguivano nei locali pubblici come circoli (i famosi circoli degli anni '60) e bar.
Tra questi ultimi in particolare, si trovava una consistente fetta di quell'11% di analfabeti che contava allora la nazione - un dato forse superiore a quello del tardo periodo borbonico (per chi non lo sapesse, lo Stato borbonico delle Due Sicilie era uno dei più "acculturati" del mondo, se non il più acculturato in assoluto, prima che fosse distrutto ed annesso forzatamente alla nascente creazione inglese denominata "Italia"- piegando sanguinosamente la resistenza popolare, nel corso di 11 lunghi anni).
Dov'ero rimasto?
Ah già, le trasmissioni del Nazionale.
La fascia pomeridiana era dedicata per lo più ai bambini e, con un apposito quanto storico programma che andava sotto il nome di "Non è Mai Troppo Tardi", agli analfabeti.
In questo ambito, l'allora giovane ed appassionato pedagogo Alberto Manzi insegnava i fondamenti della comunicazione scritta a chi non era mai stato a scuola, avvalendosi di disegni che illustravano visivamente i contesti (notare il paesaggio rurale che si scorge nella foto).
Bene, siccome per volere del mio apprensivo padre, invece di giocare per strada con gli altri bambini passavo i pomeriggi in casa (almeno quando lui si trovava nelle vicinanze...) quando ero stanco del Lego, del Meccano, delle automobiline Polistil e di arrampicarmi sui mobili di casa, accendevo la TV e la guardavo... anzi "assistevo ad un programma televisivo" come pretendeva si specificasse il mio futuro maestro delle elementari.
E già, perché questo succedeva quando avevo solo quattro anni.
Il risultato fu che dopo un po' di trasmissioni, i miei genitori si accorsero che avevo imparato a leggere ed a scrivere per conto mio.
Questo non per sottolineare la mia genialità ma per provare la grande capacità didattica del Maestro Manzi.
Quello che ci guadagnai, fu essere spedito a scuola un anno prima.
In tale contesto, la mia predisposizione per la matematica mi portò ad eccellere ben presto... nell'analisi logica e quindi grammaticale (non v'è alcuna differenza di approccio tra l'analisi logica e quella matematica vera e propria). Divenni padrone della materia perché mi piaceva e mi veniva naturale (cioè logico) catalogare ed individuare una funzione per tutte le parti di un discorso.
Divenni così bravo che il mio (bravissimo anche lui) maestro, si avvaleva della mia collaborazione per correggere i compiti dei miei compagni, nonostante avessoro tutti (almeno) un anno più di me.
 
La mia forma mentis è da allora rimasta più o meno inalterata (si dice che il carattere di un bambino si delinei entro i primi cinque anni di vita e non a caso i Gesuiti, grandi maestri della persuasione, si vantano del fatto che un bambino vissuto con loro per i suoi primi sei anni, rimarrà gesuita per sempre).
Quindi, quando colgo un errore grammaticale, lessicale o anche solo di forma in uno scritto o nel parlato, la mia attenzione non può che essere attratta da esso e porlo in evidenza con un ideale sottolineatura rossa o blu, secondo la sua gravità... .
 
Dopo questa puntualizzazione, torniamo al "femminicidio".
Sono sintomatici dei nostri tempi, intesi come ultimi duemila anni circa e forse ancor di più, i reiterati e continuati tentativi del Potere di dividerci in categorie e fazioni all'unico scopo di controllarci meglio.
L'augusto Cesare ci riusciva seminando zizzania tra le popolazioni sottomesse, nei giorni nostri questo obiettivo è perseguito dalla disinformazione di regime o dalle ideologie.
Oggi, il gioco del calcio persegue molto bene questo scopo dividendo la nazione in tifoserie in acerrimo contrasto tra di loro tanto da far invidia alle contrade senesi ma anche concetti privi di senso come la Lotta di Classe od il Femminismo, è chiaro che sono stati creati al solo scopo di disgregare la società aizzandola verso falsi responsabili e falsi nemici.
Sostenevo questo già negli anni '70 rischiando linciaggi (non solo) ideologici nella Toscana degli Anni di Piombo e ne ho sempre più conferma col passare del tempo e delle esperienze.
 
I due conduttori citati in apertura lanciavano una notizia o più esattamente una campagna su di una presunta recente recrudescenza di uccisioni mirate di donne.
Premesso che se non si verificano analiticamente TUTTI i dati forniti dal Ministero deglli Interni è impossibile affermare una cosa del genere, dai "complottisti" esperti o anche da quelli dilettanti è risaputo che quando parte una campagna mediatica del genere, si basa su dati sapientemente estrapolati dalle statistiche oppure sono inventati di sana pianta.
E lo scopo di tale campagna non può che essere, lungi dal risolvere il vero problema, quello di giustificare agli occhi della popolazione l'introduzione di norme e provvedimenti altrimenti inaccettati.
Detto questo, il termine "femminicidio" non è solo brutto ma inutile, in quanto la denfinizione di "omicidio" non significa solo "uccisione di esseri umani di sesso maschile " ma di qualsiasi genere. Ed età, per cui via anche la definizione di "infanticidio"!!
Evitiamo quindi neologismi inutili - è logico che il programma di correzione automatico di un sorpreso intervenuto nella discussione lo evidenziava come errore - e ragioniamo sul fatto che ogni essere umano, di qualsiasi sesso, età, razza o nazionalità è un capolavoro assoluto e come tale va protetto.
Per radio, ogni tanto passano anche opinioni sensate:


lunedì 28 gennaio 2013

27 gennaio, il giorno della propaganda

È appena trascorso il 27 gennaio, giorno dedicato – in base ad un’apposita legge - alla propaganda mirata a rinfrescare a tutti le false memorie riguardanti il cosiddetto Olocausto.
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E già, perché allontanandoci sempre più dall’epoca dei fatti ma persistendo ancora il Sistema di potere che organizzò e ricavò enormi vantaggi dall’operazione “Seconda Guerra Mondiale” , qualcuno delle nuove generazioni non ancora del tutto indottrinato potrebbe cominciare a porsi delle semplici domande ognuna delle quali, da sola, farebbe crollare tutto l’impianto accusatorio.
Ad esempio, basterebbe chiedersi come mai i nazisti venivano riforniti di prodotti petroliferi dalla Standard Oil di Rockefeller - fino a che la stessa non chiuse improvvisamente i rubinetti cambiando le sorti della guerra (è difficile portare avanti una guerra quando cominciano a scarseggiare i carburanti) - per concludere che FORSE l’ascesa e poi il declino della potenza nazista era stata programmata a tavolino negli Stati Uniti.
Rimanendo nello stesso ambito energetico, ci si potrebbe chiedere dove riuscissero i nazisti in tempo di guerra a reperire il kerosene (forse sottraendolo ai propri carri armati?) per alimentare i loro mitici forni crematori, sapendo che per ridurre in cenere UN cadavere – con un moderno forno crematorio - necessitano almeno 200 litri di combustibile ed almeno 2 ore di tempo per cui, per eliminare in tal modo 6.000.000 di cadaveri scomodi disponendo in tutto di una decina di forni rinvenuti sarebbero occorsi circa 140 anni e 1.200.000.000 litri di kerosene. E non mi pare che tali incenerimenti siano ancora in corso.
Forse però si potrebbero ridimensionare questi dati prendendo atto di altri dati, statistici, che annoveravano a soli 960.000 componenti la popolazione di etnia semitica presente in tutta Europa prima della guerra. Prendendo per buono questo dato, allora ce l’avrebbero fatta in poco più di 23 anni, cioè intrattenendosi presso i forni solo per una ventina d’anni dopo la fine della guerra.
Certo bisognerebbe anche chiedersi in base a quale logica sarebbero stati istituiti dei campi di sterminio la cui funzionalità comportava – in un tempo di guerra in cui la leva obbligatoria scese fino all’età di 15 anni – l’impegno di ingenti risorse economiche, strutturali e militari, invece di provvedere a sterminare sul posto tutte le vittime designate.
E, assunto che i Campi erano sostanzialmente dei luoghi in cui i prigionieri venivano forzati a lavorare per il regime producendo armi e munizioni, ci si potrebbe chiedere in base a quale logica lo stesso regime avrebbe dato ordine di decimare in maniera sistematica i propri operai.
Facendo un giro in alcuni penitenziari degli USA e prendendo atto delle specifiche tecniche ed i criteri di utilizzo (tra cui la non apertura della camera per 4 ore dopo ogni utilizzo-esecuzione) necessari per le famigerate camere a gas, ci si potrebbe chiedere come mai non ne sia stata ritrovata neanche una nei cosiddetti “Campi di Sterminio”
Ci si potrebbe chiedere anche come mai, dopo la distruzione di un regime accusato di crimini così nefandi e condannati per sempre dall’umanità, a tutt’oggi esista un regime che ne compie di simili ed ancor peggiori senza che la gran parte dei cittadini del mondo occidentale s’indigni per questo.
Ma la propaganda di regime serve a questo: non a caso fu concepita, nella sua forma scientifica e moderna, nella Germania nazista e poi continuata a sviluppare “al meglio” dall’attuale regime (nazista) americano.
Forse i giovani di oggi potrebbero anche interrogarsi sul significato dell’aggettivo “nazista” scoprendo che è solo una contrazione dell’appellativo “nazional-socialista” e potrebbero di conseguenza scoprire qual è storicamente il Sistema politico al mondo più assimilabile – con le sue idee e col suo operato - al concetto di nazionalsocialismo. Non a caso, lo stesso Hitler si complimentò con Roosvelt per come negli USA avevano “risolto” la scomoda presenza dei nativi sul territorio occupato.
 
Nota: per quanto riguarda l’immagine utilizzata, forse pochi sanno che in base ai regolamenti vigenti nei campi di prigionia – di cui esiste ancora traccia storica – i rapporti sessuali tra prigioniere e militari nazisti erano puniti con la morte, di questi ultimi.