giovedì 19 settembre 2013

Terrorismo Internazionale, Vicende della vita privata di Berlusconi, Femminicidio ovvero Tecniche di Distrazione di Massa

Questo ottimo articolo del giornalista Furio Stella, dimostra con dati alla mano che il tanto pubblicizzato "femminicidio" rientra nelle armi di distrazione di massa usate dai media mainstream: notizie inventate o amplificate per distogliere l'attenzione dei sudditi dalle cose veramente serie e importanti.
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Femminicidio: la nuova legge approva alla Camera ma i delitti non sono in aumento e in Europa si uccide più che in Italia
 
di Furio Stella per www.disinformazione.it – 20 agosto 2013 - effervescienza@yahoo.it
 
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Il decreto legge sul femminicidio approda (oggi) alla Camera per la sua approvazione. Sul tavolo, il pacchetto di nuove norme varate d’urgenza dal governo che prevedono pene più severe (arresti in flagranza, querela irrevocabile, aggravanti per coniuge e compagno anche non conviventi, etc.) per contrastare l’ondata di delitti, praticamente uno ogni tre giorni, che dall’inizio dell’anno hanno una donna come vittima.
Sul fenomeno - omicidi efferati, dunque particolarmente odiosi e inaccettabili in un contesto civile - si sono mobilitati in tanti. Peccato che in tanta mobilitazione sia mancato l’elemento più importante sul piano dell’informazione, e cioè i dati.
Il ministero dell’Interno, che sarebbe il primo deputato a fornirne, non ne ha. Il chè è già un dato preoccupante. Quei pochi che ci sono provengono o da data-base giornalistici, o dall’Istat (ma sono fermi al 2009), o da qualche istituto di ricerca indipendente come l’Eures. Pochi ma buoni? Se sì, è sorprendente come i dati a disposizione dicano cose diverse da quella che è la percezione del fenomeno. Nel senso che, nonostante quello che possa far supporre l’amplificazione data dai media, non è assolutamente vero che il 2013 (81 le vittime dall’inizio dell’anno fino a oggi) sia una sorta di anno record per quanto riguarda i femminicidi.
Né che questi ultimi siano in qualche misura aumentati rispetto agli anni scorsi. Dai giornali, difatti, si apprende che nel 2012 le donne uccise in Italia (nel 75% dei casi dal partner o dall’ex partner, e al 63% fra le mura di casa) sono state 124, e 137 nel 2011. Secondo l’Istat, le cui statistiche coprono il periodo dal 1992 al 2009, i femminicidi sono passati da 186 (1992) a 131 (2009), il che farebbe pensare a un fenomeno addirittura in calo.
In realtà non è nemmeno così, perché nel periodo sono presenti oscillazioni che, secondo l’Eures, vanno da 98 (i minimi storici di delitti verificatisi nel 2005 e nel 2007) ai 199 del 2000, anno record in negativo dell’ultimo ventennio. Insomma, a spanne i dati indicano che si tratta di un fenomeno costante nel tempo, e con una media che si attesta più o meno sui 120 casi l’anno, dunque 10 al mese. Ossia circa dieci volte di meno delle donne suicide o dei morti sul lavoro, per arginare i quali non risultano provvedimenti legislativi in arrivo.
Detto della differenza fra i fatti e la loro percezione - fenomeno sociologicamente tutt’altro che nuovo quando si ha a che fare con il tam-tam di giornali e tv - dai dati reali arriva un’altra fragorosa smentita, e cioè l’analisi secondo cui alla base dell’ondata di femminicidi nel nostro paese ci sia il maschilismo degli italiani. Frutto, sempre secondo la vulgata, non solo di mamme iperprotettive o castranti, ma più in generale di una società maschilista (la pubblicità osèe, la donna oggetto, le discriminazioni sul lavoro) ancora imbevuta di quella non-cultura per la quale per esempio fino al 1981 era ancora valido nel nostro codice penale il delitto d’onore che di fatto “derubricava” l’uccisione del partner fedifrago con pene da 3 fino a un massimo di 7 anni (praticamente come dare fuoco a uno scooter…).
Oddio, il discorso in generale è vero, se è vero che sono un milione e mezzo le donne italiane che hanno denunciato violenze dei loro partner, e che secondo magistratura e forze dell’ordine rappresenterebbero solo la punta dell’iceberg (il 6-7%) delle violenze di genere. E’ anche vero però che se paragoniamo l’Italia con gli altri paesi europei, i dati dicono un’altra cosa. E cioè che si uccidono molte più donne in Francia, in Germania e anche nella Svezia culla dell’emancipazione femminile. Secondo l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, difatti in Germania negli anni Ottanta i femminicidi erano il doppio che in Italia. Mentre il paese europeo dove si ammazzano più donne è di gran lunga sapete chi? La Finlandia, in media 4-5 volte più che da noi. E dove, sempre in proporzione al numero degli abitanti, vantano anche il poco esaltante record europeo degli omicidi maschili. Dal che si deduce: o il maschio italiano non è affatto maschilista. O, se lo è, lo è meno dei suoi colleghi europei
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Articolo correlato: Femminicidio o italianicidio?

venerdì 17 maggio 2013

Trattative Stato-Mafia: Napolitano, Grasso e Ciampi citati al processo


I PM di Palermo che indagano sulla Trattativa Stato-mafia hanno citato come testi al processo, che si aprirà il 27 maggio in corte d’Assise, Giorgio Napolitano, Pietro Grasso e Carlo Azeglio Ciampi.
Napolitano dovrebbe essere sentito, se i giudici accoglieranno la richiesta, in ordine alle preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris
D’Ambrosio nella lettera del 18-6-2012″, concernenti il timore del dottor D’Ambrosio “di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi, nel periodo tra il 1989 e il 1993″.

 
I PM vogliono dunque ricostruire il contesto in cui maturarono le telefonate fra Nicola Mancino e il consigliere giuridico del Quirinale Loris D’Ambrosio, telefonate che, ricordiamolo, SONO STATE DISTRUTTE PER COPRIRE L’INTOCCABILE (*)
Anche la seconda carica dello Stato, Piero Grasso, dovrà riferire sulla questione.
Ecco, perché invece di pontificare sciocchezze su gay e “omofobia”, Napolitano non ci dice cosa si sono detti lui e Mancino.
 
 
 
 

giovedì 9 maggio 2013

Amministrative romane: Marra come Ron Paul

Pochi cittadini non americani al mondo, e forse neanche tutti quelli americani, sanno che le elezioni presidenziali che videro la consacrazione programmata del primo presidente USA nato all'estero (in barba alla Costituzione, Obama è nato in Kenya e non ad Honolulu come cita la biografia disinformativa di Wikipedia) vedevano il lizza tre candidati importanti e papabili, e non solo due.
Del resto, c'è ancora qualcuno che è convinto che gli edifici del WTC demoliti l'11 settembre siano solo due e non tre.
 
Il terzo candidato, il più importante per un vero cambiamento, era Ron Paul, l'unica vera alternativa al partito unico dell banche che sosteneva Obama e finanziava sia Obama che i suoi finti antagonisti McCain e poi Romney.
 
Parimenti, le elezioni romane vedono il candidato più pericoloso, l'unico che può veicolare un cambiamento radicale per non dire epocale (altro che grillini...), censurato ed oscurato dai principali media che si occupano di politica locale e nazionale.
Ciò, nonostante sia supportato da ben 10 liste!
Ecco il messaggio unitario sottoscritto da 8 di loro:

"Prima di credere a chi promette, chiedigli dove prenderà i soldi. Se tergiversa, è perché vuol nascondere che si possono prendere solo dalle banche, che rubano il 90% dei soldi della società. Significa che è della setta dei massoni deviati o membri bilderberg di cui, a partire dai Letta, sono zeppi governo, partiti e media. Hanno svenduto Roma e l’Italia alla finanza internazionale e alle banche. Sono tutti ‘dentro’, anche Grillo e Vendola che fingono di contrastarli. Stiamo con Marra perché è il solo che li contrasta davvero, e con le proposte."

Firmato: Fronte Giustizialista, Pensioni e Dignità, Dimezziamo lo Stipendio ai Politici, No alla Chiusura degli Ospedali, Viva l’Italia, Forza Roma, La Zampa-Animalisti e Ambientalisti, Lega Italica.

Approfondimento:

- http://www.signoraggio.it/marra-candidato-sindaco-di-roma-per-dieci-liste-leggi-il-programma/


Articolo di riferimento:
- Ron Paul il candidato censurato
 

domenica 5 maggio 2013

Femminicidio o italianicidio?

 
A causa della limitata ricezione di canali radio nella zona in cui mi trovavo ieri mattina, in diverse faccende affaccendato, tra un brano musicale e l'altro stavo sopportando senza un particolare interesse le facezie di una coppia di conduttori impoverite per altro da immancabili interventi esterni.
In questo quadro, le orecchie mi si drizzano (forse in un'altra vita ero un cane, come sostiene chi mi conosce bene) quando colgo l'improbabile definizione di "femminicidio"...
 
...prima di continuare, e prima che qualche lettore disinteressato dalla premessa smetta di continuare la lettura, devo illustrare alcuni aspetti della mia particolare formazione culturale.
Ancora nei primi degli anni '60, esisteva un solo canale televisivo, denominato "Nazionale" in quanto non esistendo un "secondo" non poteva essere denominato "primo".
Questo canale trasmetteva in limitate fasce orarie che andavano dalla tarda mattinata alla sera ad uso sostanzialmente di due categorie di spettatori: quelli che avevano la TV a casa e quelli che la seguivano nei locali pubblici come circoli (i famosi circoli degli anni '60) e bar.
Tra questi ultimi in particolare, si trovava una consistente fetta di quell'11% di analfabeti che contava allora la nazione - un dato forse superiore a quello del tardo periodo borbonico (per chi non lo sapesse, lo Stato borbonico delle Due Sicilie era uno dei più "acculturati" del mondo, se non il più acculturato in assoluto, prima che fosse distrutto ed annesso forzatamente alla nascente creazione inglese denominata "Italia"- piegando sanguinosamente la resistenza popolare, nel corso di 11 lunghi anni).
Dov'ero rimasto?
Ah già, le trasmissioni del Nazionale.
La fascia pomeridiana era dedicata per lo più ai bambini e, con un apposito quanto storico programma che andava sotto il nome di "Non è Mai Troppo Tardi", agli analfabeti.
In questo ambito, l'allora giovane ed appassionato pedagogo Alberto Manzi insegnava i fondamenti della comunicazione scritta a chi non era mai stato a scuola, avvalendosi di disegni che illustravano visivamente i contesti (notare il paesaggio rurale che si scorge nella foto).
Bene, siccome per volere del mio apprensivo padre, invece di giocare per strada con gli altri bambini passavo i pomeriggi in casa (almeno quando lui si trovava nelle vicinanze...) quando ero stanco del Lego, del Meccano, delle automobiline Polistil e di arrampicarmi sui mobili di casa, accendevo la TV e la guardavo... anzi "assistevo ad un programma televisivo" come pretendeva si specificasse il mio futuro maestro delle elementari.
E già, perché questo succedeva quando avevo solo quattro anni.
Il risultato fu che dopo un po' di trasmissioni, i miei genitori si accorsero che avevo imparato a leggere ed a scrivere per conto mio.
Questo non per sottolineare la mia genialità ma per provare la grande capacità didattica del Maestro Manzi.
Quello che ci guadagnai, fu essere spedito a scuola un anno prima.
In tale contesto, la mia predisposizione per la matematica mi portò ad eccellere ben presto... nell'analisi logica e quindi grammaticale (non v'è alcuna differenza di approccio tra l'analisi logica e quella matematica vera e propria). Divenni padrone della materia perché mi piaceva e mi veniva naturale (cioè logico) catalogare ed individuare una funzione per tutte le parti di un discorso.
Divenni così bravo che il mio (bravissimo anche lui) maestro, si avvaleva della mia collaborazione per correggere i compiti dei miei compagni, nonostante avessoro tutti (almeno) un anno più di me.
 
La mia forma mentis è da allora rimasta più o meno inalterata (si dice che il carattere di un bambino si delinei entro i primi cinque anni di vita e non a caso i Gesuiti, grandi maestri della persuasione, si vantano del fatto che un bambino vissuto con loro per i suoi primi sei anni, rimarrà gesuita per sempre).
Quindi, quando colgo un errore grammaticale, lessicale o anche solo di forma in uno scritto o nel parlato, la mia attenzione non può che essere attratta da esso e porlo in evidenza con un ideale sottolineatura rossa o blu, secondo la sua gravità... .
 
Dopo questa puntualizzazione, torniamo al "femminicidio".
Sono sintomatici dei nostri tempi, intesi come ultimi duemila anni circa e forse ancor di più, i reiterati e continuati tentativi del Potere di dividerci in categorie e fazioni all'unico scopo di controllarci meglio.
L'augusto Cesare ci riusciva seminando zizzania tra le popolazioni sottomesse, nei giorni nostri questo obiettivo è perseguito dalla disinformazione di regime o dalle ideologie.
Oggi, il gioco del calcio persegue molto bene questo scopo dividendo la nazione in tifoserie in acerrimo contrasto tra di loro tanto da far invidia alle contrade senesi ma anche concetti privi di senso come la Lotta di Classe od il Femminismo, è chiaro che sono stati creati al solo scopo di disgregare la società aizzandola verso falsi responsabili e falsi nemici.
Sostenevo questo già negli anni '70 rischiando linciaggi (non solo) ideologici nella Toscana degli Anni di Piombo e ne ho sempre più conferma col passare del tempo e delle esperienze.
 
I due conduttori citati in apertura lanciavano una notizia o più esattamente una campagna su di una presunta recente recrudescenza di uccisioni mirate di donne.
Premesso che se non si verificano analiticamente TUTTI i dati forniti dal Ministero deglli Interni è impossibile affermare una cosa del genere, dai "complottisti" esperti o anche da quelli dilettanti è risaputo che quando parte una campagna mediatica del genere, si basa su dati sapientemente estrapolati dalle statistiche oppure sono inventati di sana pianta.
E lo scopo di tale campagna non può che essere, lungi dal risolvere il vero problema, quello di giustificare agli occhi della popolazione l'introduzione di norme e provvedimenti altrimenti inaccettati.
Detto questo, il termine "femminicidio" non è solo brutto ma inutile, in quanto la denfinizione di "omicidio" non significa solo "uccisione di esseri umani di sesso maschile " ma di qualsiasi genere. Ed età, per cui via anche la definizione di "infanticidio"!!
Evitiamo quindi neologismi inutili - è logico che il programma di correzione automatico di un sorpreso intervenuto nella discussione lo evidenziava come errore - e ragioniamo sul fatto che ogni essere umano, di qualsiasi sesso, età, razza o nazionalità è un capolavoro assoluto e come tale va protetto.
Per radio, ogni tanto passano anche opinioni sensate:


sabato 27 aprile 2013

L'oscena lista dei Ministri

La farsa elettorale ha infine partorito il cast di designati ad interpretare i ruoli di Ministri di Governo. Si saranno avvalsi sicuramente di agenti migliori degli altri.
Nota: il corsivo utilizzato per alcuni termini serve a sottolineare che non mi sto avvalendo di una metafora.
 
Da notare una Bonino sintomaticamente Ministro degli Esteri, visto che è notoriamente componente del gruppo criminale Bilderberg, per cui potrà svolgere comodamente le sue mansioni di sudditanza al Potere senza utilizzare intermediari:

Dario Franceschini – Rapporti con il Parlamento
Flavio Zanonato – Sviluppo Territoriale
Enrico Giovannini – Lavoro

Mario Mauro – Difesa
Mariachiara Carrozza – Istruzione

Angelino Alfano – Interni
Annamaria Cancellieri – Giustizia
(un nome, un destino)
Maurizio Lupi – Infrastrutture
Nunzia De Girolamo – Agricoltura
Beatrice Lorenzin – Sanità
Emma Bonino – Esteri
Fabrizio Saccomanni – Economia
Massimo Brai – Cultura

Gaetano Quagliariello – Riforme Costituzionali (omeopatiche)
Andrea Orlando – Ambiente

Enzo Mauro Milanesi - Affari Europei
Graziano del Rio - Affari Regionali ed Autonomie

Josefa Idem - Pari Opportunità, Sport e Politiche Giovanili 
Carlo Treglia - Coesione  (Coesione? E che razza di ministero è?!?)

Cecile Kyenge - Integrazione

Nota2: non ho trovato immagini pertinenti o "degne" di guarnire questo post.
 Lo faccio per un dovuto rispetto alle immagini.

Chissà se dopo aver preso atto di queste designazioni, i grillini cominciano a capire qualcosa del mondo in cui vivono.

E adesso qualcosa di completamente diverso, anzi di perfettamente uguale, solo un po' più serio.
Sicuramente più serio del Ministero della Coesione:
 

venerdì 26 aprile 2013

Trattativa Stato-Mafia: niente di meglio che distruggere delle prove. Napolitano ringrazia.

 
Protetto dalla sua carica istituzionale più che dal corazziere che ha alle spalle, Re Giorgio saluta sorridente in stile ventennio, sicuro della sua immunità.
 
Considerando che qualunque personaggio avesse ricoperto la sua carica sarebbe stato in ogni caso un'espressione degli stessi poteri più o meno occulti, sarà per metterlo al sicuro da eventuali indagini relative alle tre denunce che lo hanno colpito, che lo hanno rieletto pur sapendo bene di violare la Costituzione?
 Dubbio legittimo.
Ma l'opera di salvataggio del presidente ripetente non è finita qui:

Distrutti tutti i file delle conversazioni tra il leader eterno presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino (quello della legge liberticida) registrate nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.
Cancellati, spariti, finiti nell’oblio.
Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Riccardo Ricciardi.
La distruzione dei file audio è avvenuta la mattina del giorno 22 nel carcere Ucciardone, dove si trova il server in cui i file erano conservati. Alle operazioni ha partecipato il tecnico della Rcs, la società che gestisce gli impianti di intercettazioni per conto della Procura di Palermo. Hanno fatto sparire le prove.
 
Tratto da VoxNews

giovedì 25 aprile 2013

Bilderberg e Trilaterale hanno deciso il loro nuovo Presidente del Consiglio per l'Italia

Dopo il Colpo di Stato presidenziale col quale in violazione della Costituzione è stato rieletto lo stesso fantoccio (vero è che la Costituzione parla di Presidente della Repubblica e non di fantoccio rincoglionito) vediamo chi è veramente il nuovo Presidente del Consiglio designato, come il precedente e come tanti altri, dai soliti poteri forti extra nazionali.
Mentre i grillini insorgono compatti contro le pagliuzze e non vedono le travi, mentre su Napolitano ed il Parlamento intero pende un'altra denuncia-querela, questa volta nuovamente ad opera di Alba Mediterranea, per Alto Tradimento e Colpo di Stato, chiediamoci ora...

...chi è Enrico Letta?

Il volto nuovo del vecchio Sistema

Approfondimenti su ENRICO LETTA (e suo zio Gianni):

"Enrico letta, uomo di Bilderberg, Trilaterale, Aspen Institute. Insieme a Monti"
http://www.nocensura.com/2012/12/enrico-letta-uomo-di-bilderberg.html

"I POTERI FORTI E IL PARTITO DEMOCRATICO"
http://www.nocensura.com/2013/01/i-poteri-forti-e-il-partito-democratico.html

"Enrico Letta e la sua amata "agenda Monti": ecco i suoi obiettivi dichiarati"
http://www.nocensura.com/2012/12/enrico-letta-e-la-sua-amata-agenda.html

"Ecco l'elenco dei partecipanti al Bilderberg 2012. C'è anche Gianni Letta"

http://www.nocensura.com/2012/06/ecco-lelenco-dei-partecipanti-al.html

"Conoscete Aspen Institute Italia?" (Enrico Letta è il vice presidente... ha la stessa carica nel PD)
http://www.nocensura.com/2012/03/conoscete-laspen-institute-italia.html
 

"Enrico e Gianni Letta una famiglia al governo"
http://www.lastampa.it/2011/11/11/italia/politica/enrico-e-gianni-lettauna-famiglia-al-governo-z1ApCxxDODEpwr96wdCezO/pagina.html

"Travaglio mette all'angolo Gianni Letta (braccio destro di Berlusconi) davanti al nipote Enrico Letta del PD."
http://youtu.be/JlQ2kCmcnZ4

"MPS ANTONVENETA: IL CONSULENTE ERA GIANNI LETTA"

http://crisis.blogosfere.it/2013/01/mps-antonveneta-il-consulente-goldman-sachs-era-letta-gianni.html

Un Letta per ogni stagione.

Prima Gianni, poi figli e nipoti, ora Maria Teresa numero due di Croce Rossa Italiana...
http://ilcentro.gelocal.it/regione/2013/02/02/news/un-letta-per-ogni-stagione-1.6463343

"Chi è Gianni Letta?"
Recensione della "biografia non autorizzata"
http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/02/chi-e-gianni-letta/

Articolo de "Il Giornale" che lo definisce 'Enfant Prodige"... lo criticano un po', ma lo rispettano, visti i rapporti di B. con lo zio, però illustra molte vicende interessanti...

http://www.ilgiornale.it/news/interni/letta-jr-lex-enfant-prodige-che-si-smarrito-strada-832438.html

LE SCHEDE DI WIKIPEDIA:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Letta
http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Letta

martedì 23 aprile 2013

La squadra del Presidente - I soliti noti, anzi di più: forse verrà riesumato persino il sabotatore finanziario Giuliano Amato

Oggi pomeriggio [22/04/2013 data articolo] alle 17.00, il presidente bis, Giorgio Napolitano presterà giuramento alla nazione e al popolo italiano e poi dirà immediatamente quali sono i suoi intenti.
Intanto, si infiamma il toto-governo: PD, PDL, Lega e Scelta civica di Monti si stanno dividendo le poltrone in parti uguali, come previsto dall’inciucio post elettorale. In attesa di capire chi sarà il premier – Giuliano Amato è in pole – Mario Monti avrà il Ministero dell’Economia o quello degli Esteri (candidato a questa poltrona anche Massimo D’Alema).
Gaetano Quagliariello (PDL) sarà Ministro delle Riforme, poi una sfilza di riconferme del governo Monti, tanto criticato in campagna elettorale da Berlusconi e Bersani.
“Monti e i suoi ministri ci hanno affamato”, ha ripetuto il leader del PDL in questi mesi, e allora che si fa?
Riconferme per tutti: Anna Maria Cancellieri rimane Ministro dell’Interno, Paola Severino Ministro della Giustiza, Corrado Passera resta allo Sviluppo e la Fornero ha grosse chance di restare al Welfare. Gianni Letta (PDL), sarà sottosegretario alla presidenza del consiglio.
 C’era bisogno di andare a votare?
 
Integralmente tratto da CONTRO COPERTINA
 
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Il papabile Giuliano Amato, in pensione da 12 anni a 31.000 Euro al mese dopo aver tagliato le pensioni agli italiani e ciò nonostante consulente del governo Monti allo scopo di NON tagliare i costi della politica, invece di accettare l'eventuale carica dovrebbe vergognarsi (anche) per altre sue malefatte tra le quali la più grossa quella di aver fatto parte della task-force che, sul panfilo Britannia, svendette l'Italia al peggiore offerente creando di fatto i presupposti dell'attuale crisi.
 
Articoli di riferimento ed approfondimenti:
 
 

lunedì 22 aprile 2013

La funzione del Grillo

Per chi non lo avesse ancora capito, la funzione del MoVimento Immobile è stata quella di far coalizzare tutti gli altri partiti per esprimere una linea talmente conservatrice che non sarebbe potuta mai passare in altro modo.
Non a caso, nell'ultimo ventennio tante leggi che in passato sarebbero state etichettate come "di destra" sono passate solo grazie alla sinistra.
Non a caso, la rielezione di Re Giorgio pare sia dovuta alla pressione esercitata su di lui da personaggi apparentemente antitetici tra loro - almeno a parole - come Berlusconi, Bersani, Maroni e Monti (in rigoroso ordine alfabetico nonché in rigoroso ordine inverso di disprezzo personale).
Il risultato gattopardesco è stata la rielezione storica di un personaggio di cui nessuno avrebbe sentito la mancanza tranne i soliti poteri mondialisti.
Ma superando anche la proiezione più futurista che avrebbe potuto esprimere Tomasi di Lampedusa, qualcosa NON è cambiato in modo che tutto potesse rimanere come prima.
 
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Tutti si sono inchinati alla parola d'ordine data oggi dai poteri dietro le quinte.
Dopo che erano stati messi in condizioni di non poter fare altro. Rimane lui e tutto continuerà come prima, anzi peggio.
Perché ora sarà anche il Salvatore della Patria
E lui farà, in maniera più convinta, quello che ha fatto fino ad ora, il garante, per:
 
"...garantire al massimo il gruppo trasversale che ha preso il potere sia in Italia che in Vaticano: il gruppo gesuita-massonico;
garantire che il gruppo perdente, quello opusdeista-piduista di destra, non verrà per il momento massacrato ulteriormente; o almeno non verrà massacrato subito…;
garantire nelle scelte per il governo che il prescelto sia sempre mondialista, vicino alla finanza tipo Goldman Sachs, ai gesuiti e alla grande massoneria internazionale;
garantire che correremo a formare il superstato europeo, come fase intermendia del superstato orwelliano centrale, cedendo libertà e sovranità;
garantire che farà da amplificatore alle pressioni della finanza internazionale;
garantire che faremo interventi militari anticostituzionali, se la NATO lo richiede;
garantire che i vecchi poteri, in parte camuffati da nuovi, continueranno a governarci."
 
Negli articoli precedenti avevamo detto come sarebbe stato il nuovo Presidente: esattamente il ritratto di Napolitano.
 
Non era e non sarà il nostro Presidente.
Non ci aspettavamo dalla politica attuale nulla di meglio... Per una nuova politica dobbiamo veramente rimboccarci le mani: nessuno ce la darà dal di fuori al posto nostro... .

E non dovremo fidarci dei vari imbonitori di turno, che finiscono per essere sempre funzionali ai veri poteri.

Tutti i partiti, compreso Grillo, hanno portato a quello che si annuncia come un grande inciucio. Al quale Grillo poteva opporsi, assumendo responsabilità di governo,sparigliando e mettendo all'angolo Bersani. Lo abbiamo insistentemente ripetuto. Come diciamo fin dalle elezioni, il ruolo di Grillo è ormai evidentemente quello di spingere tutti gli altri a compattarsi tra loro. Sotto le bandiere del mondialismo europeista massonico.

Contiamo sulle libere coscienze presenti nel 5stelle e negli altri partiti perchè si liberino da dirigenze schiaccianti, condizionate e condizionanti.

Ma soprattutto contiamo sulle belle coscienze che sono fuori dal Parlamento...
 

Napolitano/ tu vuo' fa l'americano/ ma sì nato (fascista) col PiCcì...

L'Italia viene svenduta ai peggiori offerenti
 ma qualche italiano, da sempre, si vende al meglio... .
 
Con 738 voti, il 20 aprile 2013, due terzi della casta politica ha votato come Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, confermando al Colle un uomo di 88 anni (che secondo il mandato settennale resterebbe in carica fino a 95 anni... alla faccia del rinnovamento della classe politica).

Ma chi è veramente Giorgio Napolitano?
 
Egli è un uomo che ha sempre cambiato i suoi ideali all'occorrenza, da sempre servile ai poteri forti americani e filo-israeliani, presente ed ossequioso ovunque ci fosse un potere da servire.
 
Singolare in termini di contraddizioni il fatto che il 9 maggio 2010 fu premiato con il Premio Dan David (Fondazione israeliana che premia personalità che abbiano espresso ammirazione per Israele e per l'ideologia sionista) con questa motivazione: "...per il suo coraggio e integrità intellettuale che sono stati fondamentali nel guarire le ferite della Guerra Fredda in Europa, così come le cicatrici lasciate in Italia sulla scia del fascismo"; proprio lui che in gioventù militava nei G.U.F. (Gruppi universitari fascisti).
 
Dopo essersi finto difensore della classe operaia e dell'ideologia comunista ha capito fin da giovane che poteva essere l'uomo giusto al posto giusto: un insider-man, utile agli americani in funzione anti-comunista e per agevolare l'imperialismo americano in Europa ed in Italia.
 
L’ascesa politica di Napolitano si ebbe nel 1953 quando fu eletto deputato nel PCI e poco più tardi si unirà alla corrente migliorista (interna al PCI) di Giorgio Amendola, uomo liberale, antifascista e massone. Una ideologia, quella dei miglioristi, profondamente anti-marxista che portò Amendola e Napolitano a mettersi al servizio di organizzazioni come l’Istituto di Affari Internazionali di Gianni Agnelli e il Council for Foreign Relations di Rockfeller.
 
Nel 1975 Napolitano strinse anche relazioni con Antonio Nigro, il quale ottenne grossi finanziamenti dalla Fondazione Rockefeller e dalla Fondazione Ford allo scopo di convincere i comunisti ad attraversare un lungo processo di democratizzazione (leggasi "americanizzazione").
 
 Napolitano ebbe diversi incontri anche con Henry Kissinger, considerato l'uomo-ombra del governo americano e il rappresentante politico dell'ideologia basata sul Nuovo Ordine Mondiale. "L'arrivo al potere dei comunisti - si legge in un documento interno del Fco - costituirebbe un forte colpo psicologico per l'Occidente. L'impegno Usa verso l'Europa finirebbe per indebolirsi, potrebbero così sorgere tensioni gravi fra gli americani e i membri europei della Nato su come trattare gli italiani". A Londra Henri Kissinger discutendo la situazione italiana con il nuovo Ministro degli Esteri inglese Antony Crosland fa delle rivelazioni sconvolgenti: "La questione dell’obbedienza del PCI a Mosca è secondaria. Per la coesione dell’occidente i comunisti come Berlinguer sono più pericolosi del portoghese Cunhal"

Nel 1978 Napolitano, su invito del neo-conservatore americano, Joseph La Palombara, è ospite del Council on Foreign Relations (organizzazione che si occupa di strategie globali per conto di importanti famiglie di bancheri come i Rockefeller, i Rothschild e i Morgan) e lì dichiarerà fedeltà alla N.A.T.O. .
Bisognava adesso dare il colpo di grazia al PCI: fu nel 1980 che si posero le basi per una delle operazioni più importanti della CIA: lo stratega Duane Clarridge dà inizio all’operazione chiamata "soluzione finale" e da lui definita "una delle operazione più azzardate della sua carriera: un accordo segreto tra la CIA e il PCI". Attraverso azioni non violente, ad esempio creando una equipe di tecnici neo-liberisti all’interno di un partito "non allineato" all'ideologia capitalista americana, la CIA riuscì a penetrare nella gestione del PCI. Il cerchio si era finalmente chiuso: alla morte di Enrico Berlinguer nel 1984, come segretario del PCI venne eletto Alessandro Natta ma Napolitano, forte della protezione degli Usa, da lì a poco avrebbe dato il colpo di grazia al partito.

Qualora gli ultimi trenta'anni di storia politica non bastassero a rappresentare Napolitano come traditore del PCI, nonchè uomo al servizio dell'imperialismo americano e del potere filo-bancario, ricorderei le recenti manomissioni di alcuni importantissimi articoli della Costituzione, manomissioni da lui avallate e controfirmate, tra tutte l'articolo 81 della Costituzione che il 18 aprile 2012 ha introdotto il pareggio di bilancio, obbligando di fatto lo Stato alla schiavitù delle politiche di austerità, tanto care all'imperialismo-capitalistico americano ed europeista, il tutto secondo i piani dell'ideologia mondialista, rendendo al tempo stesso le teorie keynesiane (basate, invece, su una politica monetaria espansiva che darebbe slancio all'economia) di fatto incostituzionali.
 
Attraverso la complicità di personaggi come Napolitano, Monti e probabilmente anche Amato al governo italiano l'imperialismo americano potrà continuare ad dominare indisturbato sulla politica e sull'economia nazionale, portando avanti tutti gli obiettivi previsti nella scaletta mondialista:
accentramento dei poteri nelle mani di organizzazioni sovranazionali (unione politica europea, B.C.E., F.M.I., W.T.O.) non elette democraticamente da alcun cittadino;
politiche basate sull'austerità che stanno conducendo alla recessione economica;
drastico aumento della disoccupazione;
impoverimento delle classi sociali, riduzione delle nascite e, quindi, riduzione della popolazione.
 

domenica 21 aprile 2013

Quanto potrà durare ora il secondo mandato del Presidente?

In un'ottica "papale", a prescindere dalla sua resistenza (quella fisica, l'unica che è stato capace di esprimere) il nuovo, illegittimo insediamento potrebbe durare giusto il tempo di un risveglio dal coma irreversibile in cui versa la magistratura che, invece di occuparsi di gossip relativo a politici scomodi, potrebbe dar corso a serie indagini su Napolitano "Re" Giorgio.
Esse costituirebbero in realtà un mero dettaglio garantista visto che le prove della sua colpevolezza sono scritte nella storia recente, anche quella ufficiale quindi sotto gli occhi di tutti, giustificando rapidamente un mandato di cattura e di seguito una giusta condanna, una volta tanto, veramente nel nome del Popolo Italiano.
Paso


I golpisti finanziari che hanno terminato la democrazia italiana dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, coma da lui stesso dichiarato su Business Week.
 
1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.
 
 2) Le misure di austerità – si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio – non hanno ora più ostacoli.
 
3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.
 
I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati.
Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti.
 Questo è un colpo di Stato.
 
Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase – Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group – Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria – William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY – Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra – Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group – Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE – David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International – Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese – John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria – Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale – inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA).
Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.
 
Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. I mercati si sarebbero fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.
Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.
 
Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002.
 
Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani, sull’ambiente, e sulla democrazia saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento dei cittadini italiani Mario Draghi e Giorgio Napolitano. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza di quanto scritto.
 
p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.
 
 

Il presidente uscente rientra, forse si era scordato qualcosa

Il Gattopardo

A volte gl'incubi sembrano non avere mai fine, e con essi alcuni personaggi negativi che sono coloro per i quali fu coniato l'adagio popolare - tanto caro alla mia nonna maremmana -  "L'erbaccia non muore mai".
Dopo le candidature più improbabili per dare l'impressione che ci fosse realmente una ricerca in atto mirata a proporre un cambiamento almeno simbolico, il Sistema avrà pensato che non valeva neanche la pena di rinunciare ad un servitore fedele in cambio di un altro, visto che ormai la gente crede a tutto: da una coppia (dico due) di ologrammi che abbattono tre (dico tre) grattacieli in ferrocemento alle scie di condensazione che non sublimano mai, e quindi non ha più bisogno neanche di apparenze per digerire il dinamismo immobile del Potere.
Inoltre, rieleggendo lo stesso personaggio si risparmiano un sacco di spese di cancelleria.
 
Così, ci siamo evoluti talmente tanto dai primi del novecento che non è neanche più necessario che qualcosa cambi perché tutto rimanga come prima.


sabato 20 aprile 2013

Al peggio non c'è mai fine - PD allo sbando ricandida la sua cariatide

In poche ore mi sono dovuto ricredere: abbiamo schivato Prodi ma "a rischio presidenza" non è solo la Gabanelli, c'è di peggio... .
Secondo una notizia dell'ultim'ora tratta da VoxNews, il Napolitano che non vedevamo l'ora di allontanare con disonore dal Quirinale si ricandida forse allo scopo di riaffermare un immobilismo dinamico che, alla luce della catastrofe ottenuta col colpo di Stato Monti pilotato proprio dal presidente uscente, si è dimostrato eccellente per continuare a traghettare verso il baratro ciò che rimane dell'Italia.
 
Mussolini non si sbagliava...
 
Ripassiamo un po' la storia di questo ex-fascista quindi filosovietico poi filostatunitense (alla faccia della coerenza politica, in ossequio al potere del momento):

- Chi è Giorgio Napolitano

- Tre domande ad un truffatore e rivelazioni sul suo passato

- Censura di Stato: vietato dire la verità su Giorgio Napolitano
 

Schivato Prodi, è la volta della Gabanelli: il Sistema contrattacca

 
Mi piace pensare che il ritiro di Prodi da candidato al Colle ed il conseguente caos all'interno del PD - oppure il contrario, non è che m'interessi più di tanto - si sia verificato grazie all'opera informativa portata avanti da noi blogger "complottisti" ovvero capaci di scorgere dei complotti tanto evidenti che a non vederli si dovrebbe essere etichettati come "non vedenti".
 
Qualcuno, perfino nell'ambito del Bilderberg, si sarà reso conto che un Prodi Presidente, oltre a creare l'acronimo leggibile come "pipì", avrebbe costituito una vera offesa per gli italiani e su vasta scala, per chi conosce i fatti italiani, una vergogna a livello internazionale superiore a quella generata dalla presidenza di Napolitano.
 
Ora non rimane che aspettare che i poteri forti, attraverso il teatrino della politica, designino un nuovo burattino. O forse no, come spera lo Staff di nocensura.com nell'immagine.
Segnalo nel frattempo un commento di Paolo Barnard (giornalista che continuo a stimare nonostante non sia ancora capace di vedere le scie chimiche) sull'improbabile candidatura della Gabanelli a presidente:
 
 "Una costola di Prodi che piace al PD".
 
Ora è il momento di parlare di lei.
 
Articolo di riferimento:
 

giovedì 18 aprile 2013

Le malefatte di un probabile presidente

 
Mentre i due emeriti stronzi della foto se la ridono alle nostre spalle nell'attesa che il Club Bilderberg designi ancora una volta un presidente fantoccio per la nostra scalcagnata repubblica con la erre minuscola, vale la pena di ripassare le malefatte di Romano Prodi a partire dal 1982 fino ad oggi, giusto per essere coscienti di quale infimo livello abbia toccato ormai la nostra politica, asservita sempre più platealmente ad interessi alieni.
Nel senso di estranei alla nazione... .
 
L'elezione di tale sgherro a Presidente della Repubblica da parte del Bilderberg non farebbe altro che confermare la sua sudditanza a tale organizzazione, sudditanza pluridecennale cui l'elezione a Presidente rappresenterebbe il premio finale.
Ricordiamo per inciso che i costi della Presidenza della Repubblica sono superiori a quelli sostenuti per la Corona inglese. Ma la ricchezza da spartire a tali livelli è enorme.

Controstoria di Romano Prodi

 
La ‘complicità’ tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quando Prodi viene nominato presidente dell’IRI, il più grande ente economico dello Stato, in casa di Carlo De Benedetti (proprietario del gruppo Repubblica e L’Espresso e di altre 30 riviste/quotidiani/settimanali/mensili in tutta Italia).
 
L’attività di Prodi dal 1982 al 2007 è stata concentrata principalmente in un solo unico compito: svendere (o regalare) tutti gli enti pubblici dello Stato al suo alleato Carlo De Benedetti a un prezzo irrisorio con bandi truccati.

De Benedetti, dal canto suo, si è poi puntualmente affrettato a rivendere immediatamente tali società al loro reale valore di mercato (di solito 20 volte il loro prezzo d’acquisto) a gruppi stranieri (o addirittura allo Stato stesso, che li ricomprava a prezzi folli), realizzando guadagni incalcolabili a danno degli italiani.
Prodi, per 7 anni guidò l’ IRI dello Stato, concedendo tra l’altro incarichi miliardari alla sua società di consulenza “
Nomisma“, con un evidente conflitto di interessi.
Al termine di questi 7 anni il patrimonio dell’ IRI risultò dimezzato per la cessione di importanti gruppi quali Alfa Romeo e FIAT, passando da 3.959 a 2.102 miliardi. La Ford aveva offerto 2.000 miliardi in contanti per l’Alfa Romeo, ma Prodi la regalò alla FIAT per soli 1000 miliardi a rate e, nel frattempo, lottizzò ben 170 nomine dei quali ben 93 diessini.
Le privatizzazioni dell’IRI fatte da Romano Prodi sono state delle vere e proprie svendite del patrimonio economico italiano a gruppi privati della sinistra (De Benedetti, Coop Rosse) complici del professore, anche se “svendere” un ente pubblico a un decimo del suo valore quando ci sono altri gruppi privati che offrono il doppio, più che una “svendita” fu un regalo o, per essere ancora più precisi, una serie incredibile di furti colossali a danno dello Stato e degli italiani perpetrata impunemente per anni.
Giocando sulle parole e sull’interpretazione dello statuto dell’Ente, Romano Prodi vantò utili inverosimili (12 miliardi e 400 milioni nel 1985), ma la Corte dei Conti, magistratura di sorveglianza, portò alla luce l’enorme falso in bilancio di Prodi: «Il complessivo risultato di gestione dell’Istituto IRI per il 1985, cui concorrono… sia il saldo del conto profitti e perdite sia gli utili e le perdite di natura patrimoniale, corrisponde a una perdita di 980,2 miliardi, che si raffronta a quella di 2.737 miliardi consuntivata nel 1984». La Corte, inoltre, segnalava che le perdite nette nel 1985 erano assommate a 1.203 miliardi contro i 2.347 miliardi del 1984.
 
Romano Prodi si vanta tantissimo che durante i suoi 7 anni alla presidenza dell’ IRI riuscì a far guadagnare utili stratosferici, mentre la verità, come chiarito dalla Corte dei Conti, è che invece di utili stratosferici realizzo perdite stratosferiche, regalando il patrimonio dello Stato e degli Italiani ai suoi amici. Prodi uscì indenne dai processi perché le aziende erano S.P.A. di diritto privato e ,quindi, i dirigenti non erano qualificati come pubblici ufficiali.
La conferma di tutto questo si trova nell’indebitamento dell’Istituto, salito dal 1982 al 1989 da 7.349 a 20.873 miliardi (+184 per cento), e quello del gruppo IRI da 34.948 a 45.672 (+30 per cento). Lo stesso Massimo D’Alema, intervistato da Biagi in televisione, affermò che Romano Prodi, da lui scelto per guidare la coalizione contro Berlusconi, era un «uomo competente» perché quando lasciò l’IRI nel 1989 il bilancio dava un «più 981 miliardi». Fu facile confutare queste affermazioni, facendogli notare che la cifra reale, tenendo contro delle perdite siderurgiche transitate soltanto nel conto patrimoniale, era di «meno» 2.416 miliardi. Il buco reale non fu mai contestato dai diretti interessati.
 
La vera abilità di Romano Prodi è sempre stata di riuscire a prendere soldi dallo Stato a costo zero. La conferma viene da un articolo di Paolo Cirino Pomicino, nel quale rileva che dei 28.500 miliardi erogati dallo Stato a titolo di fondo di dotazione dalla data di nascita dell’IRI, Romano Prodi ne ottenne ben 17.500!
Va poi ricordato anche che, nel 1986, Romano Prodi svendette il più grande gruppo alimentare dello Stato, la SME alla Buitoni sempre a Carlo De Benedetti per soli 393 miliardi, mentre il valore globale della SME, che già soltanto nelle casse aveva più di 600 miliardi di denaro liquido, ma il suo valore globale era di 3.100 miliardi. A Prodi e De Benedetti fu dato torto in primo grado, in Corte d’appello e in Cassazione da ben 15 magistrati, all’unanimità.
Come presidente dell’IRI, svendette anche la Italtel alla Unilever nonostante un conflitto di interessi evidente, essendo consulente di quest’ultima.
Come se tutto questo non bastasse, durante il suo governo nel 1996, regalò 5.000 miliardi alla Fiat per fare una rottamazione e durante i fallimenti Parmalat e Cirio e difese i banchieri che truffarono i risparmiatori e loro ricambiarono, e ricambiano ancora, il favore con i loro giornali schierati.
 
 
"Controstoria" integralmente tratta da CORRETTAinformazione.it

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foto tratta da NO a Romano PRODI Presidente
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