sabato 12 maggio 2012

Una formazione scientifica è indispensabile per l’interpretazione della realtà


Una delle più grandi truffe perpetrate ai danni delle masse inconsapevoli è, appunto, quella di fare in modo che rimangano inconsapevoli.
Un’accurata  disinformazione è la norma da molto prima di quanto si possa immaginare: se ne parla come arma  in modo da modificare a proprio favore il campo di battaglia ovvero il contesto in cui si svolgerà la disputa – poco importa se a livello militare, politico o diplomatico – già in quell’Arte della Guerra risalente forse al VIsec. A.C.  che molti grandi condottieri del passato e del presente mostrano di aver studiato o quanto meno emulato nella filosofia, da Giulio Cesare a Napoleone, dai leader comunisti a quelli globalisti anglosassoni. Il Confucianesimo che ancora guida le strategie della classe dominante cinese ha attinto a piene mani dagli scritti di Sun Tzu.
La differenza sostanziale tra l’arte della guerra concepita in oriente e quella tipicamente occidentale non consiste tanto nelle tattiche di battaglia – che dipendono in maniera determinante dalla tecnologia a disposizione delle parti – ma nel concetto di onore. Per noi occidentali intrisi di cultura cristiana ed umanistica, l’onore non prescinde dalla lealtà, dall’altruismo, dal senso di giustizia, dal profondo rispetto per l’avversario anche dopo la sua sconfitta mentre l’onore orientale si basa su ben altre virtù pragmaticamente riassumibili nella capacità di vincere senza neanche dare battaglia.
Com’è possibile vincere senza neanche dare battaglia?
La disinformazione, la menzogna, l’inganno, la corruzione, i rapimenti, la tortura, il genocidio selettivo, il plagio delle opinioni sono tutte tecniche aborrite dalla nostra cultura (solo aborrite ma come vedremo, in pratica utilizzate da sempre) mentre per quella orientale rappresentano solo dei mezzi possibili per ottenere il fine ultimo che è quello della supremazia. E se consideriamo tutte queste tecniche per quello che sono in realtà: delle armi vere e proprie, comprendiamo immediatamente che, a parità di tecnologia e dispiegamento di forze, tali armi “non convenzionali” costituiscono un argomento determinante  nello stabilire le sorti di una disputa. La coscienza di questo  aspetto fondamentale ma occultato dalla storia ufficiale, permette di stabilire che a rigor di calcolo statistico è quasi impossibile, anche in Occidente, che le guerre siano mai state vinte dai “buoni”. Come abbiamo visto, quelli che la nostra visione del mondo classifica come buoni sono quelli che in base a precetti cristiani e cavallereschi non si abbasserebbero MAI E POI MAI (sembra di sentire il BUON Brancaleone alle Crociate…) alla frode ed all’inganno ma unicamente ad affrontare la pugna sorretti dalla loro fede e da una conoscenza approfondita del mestiere delle armi.
In occidente, oltre alle idee di qualche leader illuminato e vincente (almeno per un po’…),  bisogna aspettare Machiavelli per apprezzare in Occidente una filosofia che vada oltre i concetti cavallereschi e religiosi.
Chi sono i buoni allora?
I perdenti, quelli che la storia dei vincitori ha dipinto spesso come mostri sub-umani colpevoli - solo loro – delle più immonde nefandezze, hanno tutte le probabilità di essere stati i veri buoni, quelli che non sarebbero mai ricorsi a mezzi disonorevoli per vincere e neanche per difendersi.
Leggendo così la Storia, questa volta con la maiuscola, scopriamo che essa ha sempre funzionato al contrario di come ci è stato spiegato ed insegnato: sono i cattivi inumani che hanno tutte le probabilità di vincere ed hanno vinto, non certo i buoni zavorrati come sono dalle loro coscienze.
Così come è da ingenui pensare che siano realmente mai state combattute guerre motivate solo da nobili intenti come quelli di liberare un popolo da un oppressore o da una minaccia: questi sono argomenti buoni solo per racimolare i consensi  ed il denaro sempre necessari per qualsiasi grande impresa. Inoltre, un nobile fine o una minaccia incombente costituiscono gli unici argomenti validi che possano convincere un uomo a lanciarsi senza indugio in missioni di guerra, a meno che non si tratti di un semplice mercenario.
In realtà tutte le guerre mai intentate hanno motivazioni puramente economiche, nel senso ampio del termine, e non a caso Ezra Pound affermava che chi non s’intende d’economia, non capisce affatto la storia.
La capacità di interpretare la realtà.
Dopo questa introduzione necessaria per fare il punto sulle reali motivazioni che stanno alla base di qualsiasi tipo di guerra, da quella puramente militare a quella condotta sul piano dei boicottaggi e delle macro manovre economiche, possiamo soffermarci sulla percezione che possiamo avere della realtà che ci circonda a seconda delle conoscenze di cui disponiamo.
Nessuno è mai riuscito a definire in modo soddisfacente l’intelligenza; qualcuno la intende come un’insieme di capacità ed attitudini individuali, come mera capacità di elaborare informazioni e metterle in correlazione funzionale tra loro, ed in altri modi ancora ma rimane il fatto che, posti in un contesto naturale, un asino, un macaco o un’oca sanno cavarsela molto meglio di quanto non avrebbero saputo fare Newton o Einstein. Gli stessi più diffusi test in realtà si basano più sull’attenzione e sulla capacità di concentrazione che sull’intelligenza vera e propria, concetto in realtà indefinibile in maniera assoluta.
Cosa possiamo dedurre da questo? Sostanzialmente due cose: che per affrontare con successo ogni problema è necessaria una particolare predisposizione a risolvere ogni tipo di problema e che un’adeguata conoscenza dei meccanismi che lo costituiscono può essere risolutiva.
Per gli animali, tutti più specializzati di noi a sopravvivere in un ambiente non tecnologico, i problemi di sopravvivenza si risolvono dando libero corso all’istinto e sfruttando le loro migliori attitudini acquisite con l’evoluzione, così degli erbivori come quelli citati se la caveranno reperendo senza grandi sforzi il cibo di cui necessitano mentre un gatto affronterà il problema della sopravvivenza cacciando le proprie prede preferibilmente di notte grazie al vantaggio offerto dalla finezza dei suoi sensi, dalla grande agilità e dalla potenza delle proprie armi.
L’uomo invece non può sperare di cavarsela così, data l’ottusità dei suoi sensi e l’inadeguatezza delle proprie dotazioni naturali: egli ha bisogno di congegnare qualcosa, per lo più dipendente dalla tecnologia di cui è capace. Perché la stessa condizione umana non può prescindere dalla tecnologia: è puramente illusorio immaginare di poterne prescindere, esattamente come sosteneva Pirsig nel suo Zen&The Art. L’Uomo è infatti un animale naturalmente tecnologico che almeno al suo attuale stadio evolutivo non sarebbe capace di sopravvivere senza tecnologia, a meno di un contesto ristretto ed estremamente favorevole come quello di una jungla equatoriale possibilmente priva di animali pericolosi: in pratica tali condizioni si potrebbero trovare quasi esclusivamente su pochissimi atolli felici spersi nell’oceano per cui, non solo la nostra esistenza si sarebbe dovuta forzatamente limitare ad essi  ma, nel caso di sviluppi paralleli di diversi nuclei umani a centinaia di miglia di distanza, non sarebbe neanche stato possibile un contatto tra gruppi.
Trasferito nel suo contesto naturale, che è quello tecnologico, l’uomo è capace di vivere in una varietà di contesti ambientali alla quale nessun animale saprebbe adattarsi solo grazie alle sue risorse, e quindi appare evidente come la conoscenza della tecnologia o almeno dei suoi principi funzionali non possa prescindere dalla formazione di qualsiasi individuo umano.
Invece, la scuola e la società che ne consegue sono strutturate in modo da riservare le conoscenze significative, quelle realmente utili alla nostra sopravvivenza, ad una ristretta cerchia di tecnici spesso al soldo del Sistema. Così nei secoli si è privilegiato l’insegnamento di  una cultura umanistica rispetto a quella scientifica, fino al punto di definire la prima "cultura" per eccellenza  e la seconda solo un insieme di conoscenze finalizzate allo svolgimento di una determinata professione o, “peggio”, di un mestiere. Ciò facendo finta di non sapere che la maggioranza dei grandi pensatori del passato erano innanzitutto degli uomini di scienza e solo di conseguenza filosofi e scrittori. La stessa scrittura, mezzo praticamente imprescindibile per gli umanisti, altro non è che una tecnologia di comunicazione.
La prevalenza delle materie umanistiche su quelle scientifiche nella formazione di gran parte dell’umanità sta alla base della diffusa incapacità di apprezzare la realtà. E questo vale sia per le fasce meno acculturate che per quelle che hanno avuto un accesso più facile alle conoscenze: molti ignoranti “totali” ignoreranno la natura dei principali fenomeni scientifici ma sapranno magari a memoria le parole di una canzone melensa o di qualche breve poesia, saranno in grado di tramandare oralmente qualche racconto o di far tesoro di racconti sentiti da altri; parallelamente, molte persone acculturate in materie esclusivamente umanistiche, avranno la stessa difficoltà degli ignoranti che magari disprezzano, a distinguere tra magia e tecnologia.
 La magia ed il soprannaturale non esistono
Ci avviciniamo all’essenza del discorso. Per una persona dalla mente intrappolata e zavorrata dai limiti delle conoscenze che ritiene imprescindibili, quale sarà il confine tra scienza e magia, quello tra reale e sovrannaturale? Senza dubbio questo limite si posizionerà esattamente nel punto in cui finisce la sua cultura scientifica: la possibilità di trasmettere immagini a distanza sarebbe stata classificata come magia dal più acculturato degli umani di un paio di secoli fa mentre è una cosa più che scontata anche per il meno acculturato ed intelligente contemporaneo. È quindi solo il livello tecnologico acquisito nel senso di accettato (non necessariamente conosciuto) che stabilisce questo limite.
Parallelamente, il limite tra possibile e sovrannaturale, è stabilito dal livello di conoscenza del metodo scientifico (non tanto dalla conoscenza della scienza in sé) condizionato dall’eventuale radicamento di una fede religiosa nella mente dell’individuo.
Negli ultimi anni, abbiamo visto come la fisica quantistica – per quanto sia ancora immatura ed imperfetta – abbia cominciato a risolvere quella dicotomia che si creò con la sopraffazione della civiltà romana su quella greca classica che per i secoli successivi ha separato e reso incompatibili i saperi scientifici ed umanistici: oggi, più s’indaga sulla vera natura delle cose e più ci si rende conto che non è possibile in realtà stabilire un preciso limite tra magia e tecnologia. Già la fisica accademica era giunta alla conclusione che la materia è composta da “nulla” ovvero da pura energia di cui ancor oggi non conosciamo la vera natura, che il corpo più denso di questo mondo può essere attraversato da particolari particelle o radiazioni come fosse completamente inconsistente e che due corpi non potranno mai trovarsi a vero contatto tra di loro in quanto questo presupporrebbe una fusione tra le orbite degli atomi che le compongono.
Allora che cos'è che riteniamo reale o possibile?
Ognuno di noi ha un suo limite, stabilito come abbiamo visto dal suo bagaglio culturale e dalla sua apertura critica verso l’incognito, e quindi ciò che consideriamo reale o possibile dipende esclusivamente da quanto ne sappiamo  di fisica, chimica, fisiologia e qualsiasi altra materia pertinente all’oggetto della nostra speculazione. Così, guarigioni “inspiegabili”, fenomeni fisici “impossibili” tecnologie “inesistenti” diventeranno del tutto plausibili quando riusciremo a guardare oltre le barriere conoscitive che hanno eretto attorno alla nostra mente e prescinderemo dai dogmi inculcatici fin da bambini.
Solo con tale apertura mentale sarà possibile prendere atto di alcune verità per altri palesi che sono frutto dell’utilizzo di tecnologie occulte e negate ma in realtà sperimentate e continuamente sviluppate che permettono a chi le possiede di interferire fino a condizionare significativamente fenomeni fisici ed ambientali. In questa luce, diventano perfettamente plausibili, quasi scontati, argomenti che riguardano la possibilità di alterare il clima e creare terremoti, alterare a comando il modo di pensare delle persone, alterare la personalità di un individuo fino al punto di indurlo a compiere qualsiasi tipo di azioni, sfruttare energie rinnovabili in modo da rendere superfluo ed obsoleto il ricorso alla combustione, sperimentare sistemi olografici globali ed antigravità, curare il cancro semplicemente intervenendo sulla dieta o perfino col semplice bicarbonato di sodio… .
Quello di cui ha urgentemente bisogno la nostra società è di superare l’era delle “bufale” in cui è sufficiente deridere pubblicamente e da alto loco un ricercatore eretico per ottenere un compatto fronte di opinione che, contro gl’interessi della stessa collettività mette in discussione parascientificamente e compulsivamente le scoperte invece di sfruttarle da subito a proprio vantaggio:  lo scetticismo è l’anticamera della fede, e la fede, non solo quella religiosa, è il cemento che salda e motiva le truppe degli utili idioti che, senza riuscire a capirlo per i limiti fissati dalle loro conoscenze, combattono una battaglia contro loro stessi.
Per questo sono importanti l’informazione e la cultura scientifica ovvero, a rigor di termini, la cultura.
Approfondimenti:
La funzione della scuola di Solange Manfredi
geoingegneria o modificazioni climatiche indotte
Utili idioti di Solange Manfredi

mercoledì 9 maggio 2012

Passato e presente di Mario Monti...

...ma speriamo non abbia un fututo!


Cosa faceva il sicario finanziario Mario Monti prima che fosse messo in condizioni fare il peggio per il nostro Paese?
Questa domanda se l'è fatta l'Opinione Pubblica, attraverso i media, subito dopo il suo insediamento a Capo del suo governo "tecnico" e quello che i media hanno reso pubblico, ha spinto lo stesso Capo di Stelle sopra ritratto a dichiarare di aver dato le dimissioni da una serie di cariche da capogiro:
  • Presidente dell'Università Bocconi di Milano (meno male: li si formano i nostri migliori economisti e visti i loro risultati di questi ultimi anni, meglio che si sia dimesso)
  • Membro Permanente del Comitato Direttivo del Club Bilderberg
  • Presidente del think thank Bruegel
  • Presidente Europeo della Commissione Trilaterale
  • Consulente della Goldman Sachs
Certo, aver fatto parte di organizzazioni come il Club Bilderbeg, la Trilaterale e la Goldman Sachs non fa certo onore al capodistelle in quanto le prime due sono organizzazioni criminalmente mondialiste mentre la banca ebraico-statunitense, non ultima nell'elenco, dal punto di vista finanziario è semplicemente proprietaria del nostro Paese: in tutti i casi, quindi, si tratta di organizzazioni che fino ad ora, salvo prove contrarie, hanno lavorato per smembrare e fagocitare il nostro Paese e non certo per aiutarlo.

Ma uno può anche ravvedersi, d'altronde lui sarebbe italiano, anche se incapace di concludere un discorso nella nostra lingua ed indottrinato nell'università di Yale, sede della loggia massonica più potente del mondo, la Skull and Bones.


Ma lasciamo stare il suo torbido passato, del resto un sacco di brava gente di oggi ha scheletri nell'armadio, anche se non tutti così ingombranti... .
Chiediamoci se oggi, oltre a lavorare coscientemente sotto gli occhi di tutti (non voglio credere che si tratti di uno stupido ed incapace) per la distruzione mirata e consapevole del nostro Paese, riveste ancora qualche carica sospetta e disonorevole.
Ed ecco che scopriamo che è tuttora membro del board di Moody's...
 "Proprio la società di rating che ha recentemente declassato l’Italia, aumentando la sfiducia dei mercati nel nostro paese e acuendo gli effetti della crisi.
Esattamente quella società inquisita dalla Procura di Bari e Roma per aggiotaggio e rilevazione di notizie riservate. In pratica le viene imputato il reato di aver “attaccato” l’Italia in modo sconsiderato.
Moody's inoltre, é la stessa agenzia di rating che dava una tripla A alle azioni Parmalat fino a poche ore prima del crack, coprendo subdolamente le banche che non smisero di speculare su tutti quei risparmiatori che erano all’oscuro del falso in bilancio che ci stava dietro. Banche come la Goldman Sachs (per le speculazioni ad alto rischio ai danni dei risparmiatori, sul gruppo bancario, pendono infatti diverse inchieste giudiziarie internazionali: vedi scandalo dei bond argentini e delle ipoteche sugli immobili in America"
Come se non bastasse, risulta anche membro del board della Coca-Cola, una delle majors mondiali notoriamente priva di senso etico, una vera associazione criminale al cui soldo figurano non solo loschi figuri come capodistelle ma anche più prosaiche bande di mercenari armati.

Beh, questo è Mario Monti, simpaticamente parlando, un bel pezzo di merda.
Al suo confronto, Prodi è un dilettante e Berlusconi un santo.
Non è un caso che in pochi mesi sia riuscito ad assestare il colpo di grazia alla nostra economia ed agli imprenditori che nonostante tutto non si erano ancora suicidati prima del suo arrivo al governo.
Solo la sua faccia di bronzo liquido gli ha recentemente permesso di dichiarare che se ci sono così tanti suicidi, è colpa dei governi precedenti: nessun governo precedente era riuscito a distruggere il mercato immobiliare e ad aumentare il Debito Pubblico come ha fatto lui.
Ripeto: i governi precedenti, a cominciare dal suo fratello massone Prodi (non a caso, anch'esso al soldo della Goldman Sachs) non ci hanno certo aiutato smantellando le industrie nazionali e svendendole ai peggiori offerenti, spesso, guarda un po', stranieri di etnia anglosassone, ma è solo "grazie" a lui che gli imprenditori che lo hanno fatto hanno trovato le vere motivazioni per farla finita.
Che i loro spiriti tormentino i suoi sonni per l'eternità, visto che probabilmente non ha una coscienza da poter tormentare.

Se non c'è di meglio (ma per fortuna ci sarebbe) ridateci Berlusconi, almeno è più simpatico.

Ascoltate bene TUTTO:


martedì 8 maggio 2012

Quanto ne sappiamo della vita e della morte?

Fa riflettere il caso eccezionale ma non del tutto infrequente, di una nigeriana 67enne data per morta e poi riavutasi (resuscitata?) dopo 9 giorni.
La donna, a 3 giorni dal risveglio ha poi ripreso tutte le sue funzioni neurovegetative e adesso conduce nuovamente una vita normale.
Da sottolineare che l'eccezionalità del caso non consiste tanto nel risveglio dopo una morte a quanto pare apparente ma nello svolgersi della vicenda.
La signora infatti deve sostanzialmente la sua (nuova) vita ad uno sciopero dei benzinai protrattosi per i 9 giorni del suo "parcheggio" in obitorio e che aveva impedito ai parenti di essere presenti alla sua sepoltura prevista nei consueti termini dopo la constatazione di decesso.
Inoltre, pare che dopo la "morte" le sia stato iniettato un acido allo scopo di conservare il suo presunto cadavere dalla decomposizione.
Il punto è che ancor oggi non esiste nessuna metodica certa per una constatazione di morte che abbia un valore assoluto e la medicina ufficiale si basa su parametri come l'assenza di battito cardiaco e respirazione, la temperatura corporea, la rigidità delle membra, il ristagno venoso, ecc. che presi uno per uno, e anche tutti assieme, hanno valori del tutto convenzionali al di sotto o al di sopra dei quali il medico è autorizzato a dichiarare la morte dell'organismo.
A supporto di questo non esiste solo la casistica dei risvegli accertati per tempo ma purtroppo anche quelli desunti dopo una riesumazione.
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La stessa prudenza andrebbe applicata ai casi di coma dichiarati "irreversibili" che autorizzano legalmente l'espianto degli organi a scopo di trapianto: alla luce dei casi di risveglio da coma dichiarato irreversibile e addirittura dalla "morte" come quello sopra descritto, com'è possibile avere la certezza di non compiere un omicidio?
La pratica dei trapianti d'organo, con l'enorme giro d'affari che comporta, sappiamo stare alla base di molte scomparse altrimenti inspiegabili ma quello che l'opinione comune spesso non sa è che non è possibile prelevare un organo ancora "utilizzabile" da un cadavere ma è indispensabile farlo da un essere vivente che a causa dell'espianto perde la vita e non viceversa!
Per questo, come si fa ad essere certi che un medico troppo frettoloso o coinvolto nell'affare lucrativo del trapianto non sia troppo superficiale nella constatazione di morte? Quante persone si sarebbero salvate naturalmente dopo una constatazione di decesso o di coma irreversibile?
Al giorno d'oggi, bisogna aver paura di essere portati privi di coscienza in un ospedale. Fortunati sono coloro che hanno familiari ed amici che cercano fino a reale prova contraria di salvare i loro amici o congiunti, senza prendere per verità assoluta tutto quello che viene loro comunicato dai medici.
E nell'ultimo secolo, per volontà interessata di Big Pharma e per la presunzione dei cosiddeti luminari, la classe medica si forma con gravi lacune e con molte false certezze.
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"Parti umane in vendita."

Bisogna mettersi in testa che la necessità di un trapianto per salvare una vita ne uccide sempre un'altra. Questa pratica andrebbe abbandonata in favore dello sviluppo in vitro di tessuti dello stesso paziente e questo vale anche per le trasfusioni, in quanto il sangue, nonostante venga classificato in pochi gruppi, è in realtà assolutamente personale, come le impronte digitali, e non intercambiabile come un olio lubrificante per motori.
Anche lo stesso sangue è perfettamente rigenerabile in vitro ed i tempi necessari per la coltura sono tamponabili con plasmi sintetici e addirittura, come già fatto in passato da medici sperimentatori, da semplice acqua di mare, che presenta una composizione di base molto simile del plasma sanguigno e non è certo riconosciuta dal sistema immunitario come un tessuto alieno all'organismo.
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Inoltre, è noto che alcune terapie permettono alle cellule tipiche di alcuni organi di rigenerarsi anche in un avanzato stato di degenerazione. Ad esempio si sa che il metodo Gerson è capace di sortire anche effetti del genere sull'organismo in generale e che la stevia riesca in alcuni casi a favorire la rigenerazione delle insule pancreatiche, nonostante i diabetologi sostengono che una volta danneggiate non possano in nessun caso rigenerarsi.
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Max Gerson

Ma anche in casi in cui la coltura in vitro non sia possibile o efficace e che nessuna terapia riesca ad ottenere rigenerazioni spontanee di tessuti, bisogna rendersi conto che la stessa morte è una conclusione naturale della vita, finché non ci mette le mani l'Uomo; per cui l'intero affare dei trapianti di organi espiantati, oltre alle implicazioni criminali che comporta, andrebbe classificato con tutti i diritti come accanimento terapeutico.

approfondimenti:
antipredazione.org
- donna resuscitata
- anziana rischia di essere sepolta viva
- il metodo Gerson
- medicina naturale

lunedì 7 maggio 2012

Pareggio in bilancio per bloccare lo Stato assistenziale

Una lucida analisi delle trovate della politica nell'imminenza dell'approvazione della norma di Pareggio in Bilancio, esposta in modo colloquiale senza enfasi e senza mezzi termini.
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immagine tratta da nocensura.com
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E' proprio vero, giornali, telegiornali e radio nell'utlimo periodo danno di continuo le notizie relative agli scandali dei finanziamenti ai partiti italiani, ma non si occupano (o se lo fanno, lo fanno moooolto superficialmente) della norma che introdurrà il pareggio di bilancio in Costituzione. Oggi è il turno della Lega Nord.
Ebbene, vi invito a rileggere la storia della caduta della repubblica di Weimar ma anche l'avvento al potere del fascismo. Sono tutte cose che non troverete raccontate dai partigianelli della 25ma ora, non ve la racconteranno i radical-chic del cazzo, sessantottini dei miei coglioni ma vi invito a studiarvela e trarre le dovute conclusioni o assonanze con l'attualità. Quando si arriva a definire la classe politica come "tutta uguale", "tutta ladra" o "tutta corrotta", ci sono due strade percorribili. Sebbene l'Italia sia una paese pavido da questo punto di vista, preferiamo vivacchiare piuttosto che andare a fondo, è nella nostra natura di santi, poeti, navigatori e... sottosegretari (come diceva Totò)... dunque dicevamo, due strade: una che porta al ribaltamento del sistema con un vero, incorruttibile, non manipolabile movimento popolare, e non è il caso dell'Italia; servirebbe una maturità politica, etica, nazionale che non abbiamo mai avuto. Oppure c'è la seconda strada: un regime totalitario e dittatoriale. Mario Monti e quelli che la pensano come lui, ritengono che le crisi siano utili al fine di creare le condizioni perché il popolino, secondo loro stupido ed ignorante, devolva la sua sovranità a personaggi più "illuminati" (i tecnici).

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Stessa cosa per gli stati nazionali inseriti in un contesto federale quale è l'UE: con la scusa che la crisi è dovuta anche al fatto che la mano destra non sa cosa fa la sinistra, allora c'è bisogno di "politiche comuni", di sovragoverni nazionali, di strutture di governo "superiori". Lo stesso può avvenire a livello mondiale. Troppe guerre, troppa fame? Ebbene questo accade perché gli stati si combattono per il predominio (tesi filantropica del cazzo e di dubbia validità morale); ci sono troppe persone al mondo, per questo c'è la fame (tesi dell'FMI); occorre programmare il popolo affinché sia mansueto e manipolabile (tesi del 1967 del Gruppo di studio per gli effetti dei farmaci psicotropi sugli umani normali, finanziato dai banchieri Rockfeller).
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Dunque per farla breve: scollamento tra classe politica e popolo, incapacità della classe politica nazionale a reggere il Paese, indebolimento delle capacità cognitive, spirituali, e morali di un popolo (cultura della droga, del sesso facile, dell'eugenetica, distruzione della famiglia). Il popolo si disinteressa della politica ed è sempre più ben disposto a cedere parte della sua sovranità a enti sovraordinati fino a cederla tutta.
Ecco, a mio modesto parere, il disegno.
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E mentre parliamo di soldi ai partiti, come se nessuno lo avesse mai saputo prima, come se gli eletti al Parlamento lo fossero per grazia ricevuta... forse per grazia soltanto, senza ricevuta, tutto a nero!!!
Mentre tutti si scannano a parlare di questo, il Parlamento sta per approvare a maggioranza dei 2/3 la norma sul pareggio di bilancio da inserire in Costituzione. Già i comuni hanno una cosa simile e si chiama patto di stabilità che li costringe ad essere pieni, gonfi, stracolmi di denaro pubblico che non può essere speso. Con la norma in Costituzione, ci saranno meno servizi agli anziani, agli handicappati, meno asili nido, meno welfare.
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tratto da uno scritto di Mario Galli pubblicato il 13 aprile u.s.
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approfondimento:
 ANSA - Pareggio di bilancio è in Costituzione

sabato 5 maggio 2012

Truffe di Stato: tasse sulle tasse

E’ stato calcolato che il 70 per cento del costo di un litro di benzina verde è costituito da accise ed imposte alcune delle quali risultano davvero sconcertanti e vergognose, come ad esempio:
[indicate anche le tariffe originali in Lire stabilite dai relativi Decreti Legge dell'epoca, N.d.R.]

# 1,90 Lire per la guerra di Abissinia del 1935;
# 14 Lire per la crisi di Suez del 1956;
# 10 Lire per il disastro del Vajont del 1963;
# 10 Lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
# 10 Lire per il terremoto del Belice del 1968;

# 99 Lire per il terremoto del Friuli del 1976;
# 75 Lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
# 205 Lire per la missione in Libano del 1983;
# 22 Lire per la missione in Bosnia del 1996;
# 0,02 Euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004.

Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi, su queste accise che in sostanza sono tasse, viene applicata anche l’Iva cioè una tassa sulla tassa!!!

fonte disinformazione.it

Ma quanto a truffe, anche in Francia non se la passano meglio di noi:


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venerdì 27 aprile 2012

1° maggio, su coraggio, a lavorare



Non c'è nulla da festeggiare, contrariamente a quanto vogliono farci credere, il lavoro non è un fine, non è sinonimo di dignità né tantomeno di libertà come suggerivano le scritte all'ingresso dei campi di lavoro nazisti. Il lavoro, se mai e se se ne verificano le condizioni, può essere uno dei mezzi che le opportunità della vita ci riservano per procacciarci INDIRETTAMENTE le necessità per la nostra sopravvivenza.
Il lavoro non è un regalo, non è merce di scambio, non è un premio e non è un contentino: è solo fatica a volte necessaria che sottrae una parte considerevole del nostro tempo che è tutto quello che abbiamo in questa vita.
Il lavoro non nasce sotto ai cavoli e non può essere creato dal nulla dai nostri governanti; può nascere però dall'inventiva e dal coraggio di un imprenditore, uno che non riesce neanche a pensare a procurarsi un posto "fisso" - succeda quel che succeda - demandando tutti i riscshi alla società o ad un altro imprenditore. E quindi, se proprio uno non immagina di meglio per sé che un posto di lavoro nel quale profondere i propri sforzi a beneficio di terzi, deve innanzitutto fare in modo di favorire il LAVORO degli imprenditori, ovvero di coloro che soli hanno il potere di CREARE posti di lavoro.
Perciò niente più scioperi, astio o invidia verso i "padroni" (termine fuorviante per definire gli imprenditori) ma ammirazione e ringraziamento per creare dal nulla il lavoro che tanto desideriamo.
Diffidate quindi delle politiche governative che invece di sostenere l'iniziativa privata, cercano di stroncarla inducendo possibilmente al suicidio tutti i cittadini colpevoli di imprenditoria: non è così che si creano posti di lavoro... .

"Il lavoro rende liberi" - I nazisti gettarono le basi della scienza della propaganda e della persuasione occulta che poi continuarono ad evolvere e sviluppare negli Stati Uniti, dopo la guerra.

Nella decaduta Unione Sovietica, per assicurare LAVORO a tutti (non benessere o denaro ma semplice LAVORO che è l'unico BENE che uno schiavo è autorizzato a desiderare) furono capaci di organizzare veri eserciti di lavoratori che avevano l'importante compito di tagliare alberi, condurli alle segherie, affettarli in strisce sempre più sottili, ridurli in trucioli e quindi bruciarli senza neanche sfruttare in qualche modo il calore prodotto dalla combustione. In pratica devastavano foreste pur di assicurare quel LAVORO che è il FINE (e non il mezzo) del comunismo o di altre forme organizzate di potere. Il potere è potere, puoi chiamarlo comunismo, fascismo, capitalismo, eccetera a seconda della sua forma esteriore ma sempre di una prevaricazione dell'Uomo sull'Uomo si tratta.

Riprendiamoci la vita, smettiamo di desiderare beni inutili, di allinearci a tutti i costi ad uno status che qualcuno ci ha fatto credere "dignitoso", di ringraziare chi ci offre lavoro per otto o più ore al giorno in cambio della nostra vita e soprattutto di coltivare fiori alla finestra della nostra cella.
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mercoledì 25 aprile 2012

L'occupazione deve finire



Comunicato Stampa

Anche quest'anno in occasione del 25 Aprile, il Movimento Politico di Liberazione, Per il Bene Comune ha promosso una iniziativa politica per ricordare agli italiani che il nostro paese è militarmente, politicamente ed economicamente occupato dall'esercito e dai grandi finanzieri USA.



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Dalle ore 15 di mercoledì 25 Aprile, su

www.perilbenecomune.net

VIDEOCONTRIBUTI PER UN' ITALIA LIBERA E INDIPENDENTE



 Hanno già aderito :

Gianluca Monaco, Associazione Terra Nostra
Rocco Carbone, Movimento di pensiero Sete di Giustizia
Enrico Bianchi, Albamediterranea
Mariella Cao, Comitato sardo "Gettiamo le basi"
Gianni Lannes, giornalista
Maurizio Pallante, Movimento per la Decrescita Felice
Giulietto Chiesa, Alternativa
Barbara Cloro, Informare per Resistere
Santo Melia, Che te lo dico a fare
Tom Bosco, Nexus
Emiko Hirano, New Japan Women Association
Jurgen Grassman, German group against USA bases


 Le adesioni ed i videocontributi sono pervenuti dopo la circolazione sul web del
seguente appello:

A quasi 70 anni dall’occupazione dell'Italia, noi CHIEDIAMO
che l’esercito USA lasci il nostro paese.
Il nostro popolo, costituzionalmente dichiarato sovrano, ha anche il diritto di conoscere i trattati “secretati” sottoscritti 65 anni fa tra il governo italiano di allora, altrettanto segretamente rinnovati dai governi avvicendatisi alla guida dell’Italia e gli occupanti americani.
Lasciando l’Italia, è necessario che i militari USA si portino via le centinaia di bombe atomiche, i sottomarini a propulsione nucleare e le portaerei, nonché i loro armamenti, ad iniziare da quelli proibiti e più pericolosi (dal fosforo all’uranio impoverito, dall’ultrasonico all’elettromagnetico, più altre diavolerie, solo in parte utilizzate in Afghanistan e a Gaza).

CHIEDIAMO
che, a spese del governo americano, le loro basi militari, i loro depositi ed i loro poligoni di tiro, nonché le aree circostanti, siano bonificate dalla radioattività e dalle tonnellate di inquinanti sparsi sul terreno e nelle falde acquifere.

CHIEDIAMO che l’Italia esca dalla Nato, che era stata varata come organizzazione militare di difesa da ipotetiche aggressioni dell'alleanza militare di difesa nata con il Patto di Varsavia (ciò non ha più senso poiché l’URSS non c’è più e la maggior parte dei paesi che lo costituirono fanno ormai parte ell’Unione Europea). La NATO è invece divenuta lo strumento militare per guerre di aggressione, in Europa, in Nord Africa ed in ampie aree dell’Asia, agli ordini delle strategie belliche decise o ratificate dal overno americano.

CHIEDIAMO che i soldi degli italiani, ora bruciati per mantenere le basi americane, acquistare armi statunitensi e inviare il nostro esercito nei teatri di guerra voluti dagli americani, ammontanti ad oltre 30 miliardi di Euro l’anno, pari a 60 mila miliardi (60.000.000.000.000) di lire, vengano più utilmente impegnati per salvare imprese e posti di lavoro e investendo sull’istruzione, che è la principale certezza per un futuro migliore della nostra Patria.


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martedì 17 aprile 2012

Abruzzo come Val di Susa: le istituzioni proteggono gli interessi privati a discapito dei diritti del cittadino e della salute pubblica


Farindola (PE), 15/04/2012. Ecco un nuovo episodio di prevaricazione sul cittadino indifeso dalle istituzioni ed alla mercé di potenti gruppi economici privati che lo Stato nelle sue emanazioni si sente in dovere di proteggere, contro gli interessi e la salute degli stessi cittadini.
Che le radiazioni elettromagnetiche siano nocive per lo stato d’animo, per  la produttività  e per la salute non è certo una novità e si tratta di una cosa più che comprovata ma  a quanto pare questa realtà è ancora ignorata nella aule dei tribunali: rimane solo da stabilire se a causa di ignoranza o di corruzione.
Riportiamo, con poche modifiche espositive ma non di sostanza, il racconto ordinato delle vessazioni alle quali sono stati sottoposti gli abitanti del centro abruzzese. Il racconto infatti descrive un’incredibile sequenza di situazioni, opere ed omissioni tutte manifestamente favorevoli alla causa dei cittadini. Eppure, le istituzioni hanno visto solo le ragioni della Vodafone.
Allora, in casi come questo e quello della TAV in Val di Susa, chi rappresenta realmente lo Stato?

Attenzione, potrebbe accadere anche nel nostro territorio...
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Abusi evidenti. <<Tutto è iniziato il 27 dicembre 2011 quando in un piccolo centro abitato nel mezzo delle montagne abruzzesi  in provincia di Pescara, con nostra enorme sorpresa ci siamo visti spuntare, sopra il tetto di un edificio destinato alla protezione civile, un ripetitore per telefonia mobile.
L’allarme è stato immediato ed abbiamo interpellato tempestivamente il Sindaco, reo di non aver dato nessuna comunicazione a riguardo, al fine di richiedere il blocco dei lavori dato che gli abusi erano evidenti.
La sommossa popolare fu enorme e la ditta, suo malgrado, dovette interrompere i lavori. Chiamammo i carabinieri i quali accertarono le nostre perplessità e non poterono non prendere atto dell’ambiguità procedurale e delle “anomalie” del cantiere.>>
Ammissione degli errori e vane promesse. <<La sera stessa, sempre sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine, il Sindaco e la giunta si recarono in luogo per un consiglio straordinario. Le critiche della popolazione furono precise, puntuali e assolutamente democratiche. L’amministrazione, ed in particolar modo il Sindaco (fra l’altro anche medico), si sono mostrati sin da subito totalmente in difetto di nozioni sulle tematiche legate alle radiazioni elettromagnetiche. Hanno ammesso il loro ERRORE e ci hanno invitato ad aver fiducia in loro. Ci venne promesso che avrebbero cercato di delocalizzare l’impianto e ci rimandarono ad un futuro consiglio.

Nel frattempo, chiaramente sfiduciati da un’amministrazione che aveva cercato di compiere un abuso (morale e tecnico) di soppiatto, i cittadini tutti si attivarono al fine di contrastare questa imposizione.
L’impianto, costituito di 3 elementi UMTS/GSM (Vodafone) era infatti già montato e per poter essere avviato e necessitava solo dell’alimentazione. Nonostante l’intervento tempestivo della cittadinanza, la ditta e il Comune(che avevano operato in gran segreto) erano riusciti a montare tutto il necessario (traliccio, ripetitori, amplificatori).
Per dare una maggiore idea di come e dove sia installato l’SRB (stazione radio base), basti pensare che la stessa è situata al di sopra di un edificio adibito a primo presidio ed a Protezione Civile e che il ripetitore dista in linea d’aria al massimo 10mt dalle abitazioni circostanti. Inoltre, alla stessa altezza del ripetitore e sempre a circa 10mt dallo stesso, vi sono finestre di alcuni cittadini. Il quartiere in cui è stato installato come ennesimo insulto alla vita, è uno dei più densamente popolati da bambini.  E sappiamo che le radiazioni elettromagnetiche sono particolarmente nocive su di un sistema nervoso in formazione.>>
In base al Piano Regolatore, la scelta del sito sarebbe fortemente discutibile.
Nel regolamento sulle antenne del Comune, la zona rientra tra quelle aventi una destinazione urbanistica incompatibile con tali impianti.
Inoltre, secondo il regolamento in questione, il nostro territorio è già saturo di installazioni del genere.
Illegittimità amministrative. <<Tornando alla diatriba e al movimento spontaneo di persone che si sono mobilitate alla lotta contro l’SRB in quanto non confidenti nell’amministrazione dimostratosi oltre che disattenta anche totalmente disinformata sull’argomento, è importante segnalare come, dopo aver preso visione della documentazione inerente l’installazione (accesso agli atti L. 241/90), sia parso subito chiaro che le cause di illegittimità amministrativa risultassero numerose.
A tal proposito il movimento di cittadini ha avviato un ricorso amministrativo.
Contestualmente si è promossa una massiva raccolta di firme che si è dimostrata un grosso successo in termini di partecipazione.
Il giorno 7 gennaio è stato organizzato un corteo con destinazione la sala consiliare dove, con la presenza di esperti nel campo, si è discusso circa l’inopportuna scelta di voler installare un ripetitore così vicino alle case.
In tutto il periodo successivo si è scoperto che l’amministrazione aveva deliberato di giunta l’approvazione del progetto, lasciando pertanto ignari i consiglieri di minoranza. La scelta di non discutere pubblicamente in consiglio un’opzione così complessa è apparsa sin da subito sospetta.
Inoltre nei silenti mesi successivi alla manifestazione (in cui il Sindaco non intervenne), non si sono avute comunicazioni in merito al paventato consiglio promesso per  il 27 dicembre.
Poi un bel giorno (la seconda decade di marzo), il Sindaco ha convocato i cittadini (con uno scandaloso preavviso di sole 5 ore) per una riunione informale (e non un consiglio comunale) con la giunta.
In quella sede ci si è detto che si sarebbe provveduto a delocalizzare l’antenna in un luogo opportuno e distante dalle case, ma solo ad una precisa condizione: l’antenna sarebbe dovuta rimanere attiva a tempo indeterminato nel sito oggetto di rivolta fino a che non sarebbe stato approvato il nuovo progetto. Ma i terreni interessati dalla delocalizzazione, destinati ad usi civici, erano ancora del Demanio e pertanto i tempi di “attivazione temporanea” non potevano che risultare estremamente dilatati.
La contestazione pubblica è stata vigorosa, dai toni accesi e il Sindaco ha deciso bene di lasciarci sul posto senza dare spiegazioni e dicendo che non meritavamo niente.
Con nostro sgomento, il giorno dopo, la ditta si è ripresentata per dare il via all’attivazione ma si è trovata di fronte una decisa rappresentanza di cittadini che, facendosi valere pacificamente e con preparazione amministrativa, le ha impedito di proseguire. Il giorno successivo, il raid della ditta (anzi in questo caso erano più di una) si è fatto più deciso e, anche grazie al sostegno dell’amministrazione, ha cercato di entrare a tutti i costi per attivare l’impianto. Grazie alla nostra preparazione legale (annoveriamo avvocati, amministrativi, burocrati e onorevoli fra le nostre fila) siamo riusciti ancora una volta ad impedire l’abuso. In questa circostanza, così come nel giorno precedente, abbiamo preteso l’intervento delle forze dell’ordine al fine di verificare la documentazione in mano alle ditte. Le forze dell’ordine per ben due volte hanno trovato insufficiente tale documentazione presentata dagli addetti ai lavori e solo grazie a Dio e alla nostra preparazione legale (accompagnata dall’imparzialità delle forze dell’ordine) siamo riusciti ad impedire un’installazione che presentava chiari ed evidenti elementi di illegittimità.>>
Voltafaccia delle istituzioni. Incredibile dispiegamento di forza pubblica a sostegno dell’illegalità. <<Purtroppo quella è stata l’ultima volta in cui si è riusciti ad impedire questa maledetta attivazione. Infatti il giorno 3 del mese di aprile, le ditte, accompagnate dalla Digos, dal vigile, dai Carabinieri e dalla Polizia, nonostante la situazione amministrativa non fosse mutata rispetto alla scorsa volta, hanno ottenuto l’allaccio definitivo.
Il cartello dei lavori ad esempio è stato sempre tenuto nascosto ed attaccato all’ultimo istante. Inoltre tale cartello (obbligatorio ai sensi della 380/01) è tutt’ora in difetto di informazioni necessarie.
La situazione attuale vede un ripetitore allacciato e perfettamente funzionante (disattendendo anche le promesse del Sindaco circa un collegamento di una sola palina). Secondo quanto dettoci dall’amministrazione comunale il ricavo che il comune percepisce da questo impianto è di 2500 euro all’anno. [Ma pare che in realtà contratti del genere siano ben più remunerativi, N.d.R.]
Noi ci chiediamo se questa somma sia il prezzo attribuito alle persone e soprattutto alle numerose famiglie che si ritrovano una stazione radio base a 10 metri dalla finestra  e soprattutto alla stessa altezza.
Ci si dice di aver fiducia nelle autorità e nella legge… ma quale legge è mai possibile se viene a mancare, da parte delle persone, la fiducia nelle istituzioni? Si è attentato e si sta attentando alla vita e non sono valse le nostre riserve morali né tantomeno le nostre eccezioni legali al procedimento amministrativo.
Il Sindaco, come detto anche medico, ha avuto disinteresse della salute delle persone e ha portato avanti una serie di scuse (in quanto alla fine ha forzato per l’attivazione) che di fatto al momento penalizzano seriamente la nostra tranquillità e la nostra vita.>>
Evoluzione e prospettive. Tra circa un mese, la questione verrà discussa in tribunale ma pare che l'opinione pubblica - ovvero quella che... acquisisce le proprie opinioni sui media - sia già stata intortata dalle assicurazioni del sindaco, pubblicate da un giornale regionale, che affermano di aver risolto il problema nonostante per i cittadini LA SITUAZIONE NON SIA COME VIENE PROSPETTATA perché Il Comune non ha nessun documento definito e CHIARO.
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E sappiamo quanto influiscano le "verità" pubblicate dai media sulle decisioni delle corti: sono quasi delle sentenze anticipate alle quali i giudici stranamente si allineano.
Alle loro richieste di pubblicare una smentita o quanto meno una rettifica DOCUMENTATA alla notizia, il giornale li ha mandati ovviamente al... paese degli illusi.
Questa è quella che qualcuno si ostina ancora a definire "informazione".

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A quando un ritorno alla legalità nell'interesse dei cittadini?
Doc Anthropos
integralmente tratto da Impatto Antropico

mercoledì 11 aprile 2012

Le verità di Paolo Ferraro

Subito dopo aver pubblicato l'articolo precedente, mi sono imbattuto in questo video relativo all'intervento del magistrato Paolo Ferraro al 2° Convegno dell'Associazione Realtà allo Specchio, tenutosi il 18 marzo 2012 a Resana (TV).
Ferraro racconta dal suo punto di vista le note vicende che comportarono la sua rimozione dalla carica ed il tentativo di farlo passare per pazzo nonostante la ragione fosse indubbiamente dalla sua parte.
Racconta verità censurate e sottaciute che lui stesso ha scoperto solo a seguito della complessa vicenda che ha vissuto.
Inoltre, fa un quadro delle sua formazione culturale che riprende alcuni temi che ho appena affrontato nell'articolo a cui mi sono riferito.
La sua formazione di sinistra gli impedisce ancora di prendere in considerazione una verità storica come l'immensa montatura dell'Olocausto che sta in piedi senza nessuna prova oggettiva, ed un magistrato dovrebbe notare mancanze del genere, ma non gli ha impedito di aprire finalmente gli occhi su di un mondo che solo grazie ai media di regime (e chi li gestisce realmente) era rimasto sotterraneo. La cosa che fa un po' rabbrividire è che - per sua stessa dichiarazione - è stato giudice di circa 110.000 procedimenti, affrontati senza essersi reso conto, ancora, in che mondo realmente si trovasse. Ma questa è una condizione purtroppo che ha accomunato ed accomuna ancora gran parte della magistratura onesta. Poi ci sono ovviamente quelli che sanno o sospettano ma hanno troppa paura per mettersi contro al sistema.

martedì 10 aprile 2012

La collocazione delle idee

Oggi vi parlo di una delle truffe epocali più grandi che si possano immaginare ma che parimenti al Signoraggio Bancario o alle Scie Chimiche sono tanto evidenti da risultare invisibili o poco credibili... .

Essendomi trovato giovane studente nella Toscana degli "anni di piombo" - strategia che oggi sappiamo pianificata a tavolino da poteri occulti che all'epoca non potevamo neanche immaginare - e con una forma mentis scarsamente condizionata da indottrinamenti, una delle occorrenze più tipiche di quel periodo era il mio dissenso con le forme di lotta sociale e soprattutto con i loro obiettivi, che a me apparivano sbagliati in partenza.
 All'epoca ero già orfano di padre e da ancor più tempo figlio di una madre semiparalizzata per postumi di poliomielite contratta quando io avevo solo quattro anni, quindi l'incerta presenza nella mia vita della sola nonna materna non riuscì a plasmarmi nella maniera più convenzionale ed allineata al sistema.
Anche a livello ambientale, a quell'età non mi ero ancora mai trovato abbastanza a lungo in un posto per subirne in maniera definitiva un condizionamento mentale, avendo già cambiato residenza un paio di volte tra il sud ed il centro Italia.

Frequentando un istituto professionale, proletario per definizione, era "naturale" che mi trovassi a frequentare... anzi mi trovassi totalmente immerso in ambienti cosiddetti "di sinistra". E la mia maggiore conoscenza di tali ambienti mi portava a rilevare con maggior facilità i profondi controsensi dell'ideologia che cementava i movimenti. Controsensi che nessuno oltre me riusciva a vedere.
Non saprei dire cosa accadeva o cosa si diceva negli ambienti "di destra" in quegli anni. Non a caso, l'impermeabilità ideologica tra gruppi opposti è una delle armi più potenti del Sistema.

Ed è di questo che voglio parlare: ogni qual volta venivo coinvolto in qualche modo nell'analisi di qualche tematica sociale, magari da professori di lettere allineati ed osservanti portatori di un'unica indiscutibile verità, o in qualche movimento di base, da studenti convinti di essere "autogestiti", la mia posizione più comune era quella del totale dissenso!
Perché mi accorgevo con enorme facilità che tematiche, problemi, soluzioni, metodi relativi ad ogni nuova evenienza erano condizionati in partenza da dettami prettamente ideologici e per nulla realistici.

Così mi trovavo nell'antipatica posizione di una Cassandra che, sola, riusciva a vedere oltre ogni erigenda barricata, reale o mentale che fosse.
Questo mi obbligava di coscienza ad avere il privilegio, raro a quell'epoca, di NON partecipare ad inutili e dannosi scioperi, volantinaggi, azioni di forza e soprattutto di svolgere temi in classe  incondizionatamente e realmente "rivoluzionari" visto il contesto di ordinaria "rivoluzione".
Essere etichettato di tanto in tanto "fascista" e "reazionario" era uno scotto da pagare perché è chiaro che la totalità dei miei accusatori non aveva la minima idea di cosa era stato ed a cosa era dovuto REALMENTE il fascismo e quanto la REALE definizione di "reazionario" come termine in sé racchiudesse una valenza positiva giacché può essere criticabile un'azione ma la relativa reazione, contrariamente a ciò che insegnano alcuni credi, è sempre giustificata in quanto conseguenza dell'azione stessa. In fisica è così e non vedo perché dovrebbe essere diversamente per altri aspetti della vita: se siamo dominati, sfruttati, oppressi può essere dovuto anche al fatto che per imposizione culturale siamo portati a subire passivamente. Il Potere ha sempre esaltato l'eroismo della non-reazione; indovinate a chi fa comodo questa cosa!
Tuttavia, riuscivo ad essere amico di tutti ed a non avere in realtà veri nemici ma tutt'al più parecchie persone convinte che io non fossi in grado di "capire" magari in quanto proveniente dal sud.

Così, mi trovavo nella posizione di poter classificare impunemente e senza vergogna le più grandi battaglie sociali dell'epoca bollandole come idiote o sbagliate in partenza.
Trovavo idiota infatti niente meno che la stessa Lotta di Classe, il Femminismo ed il Lavoro inteso come obiettivo primario. Per la verità trovo ancora idioti concetti del genere, utili soltanto - nei primi due casi - a frammentare la società per controllarla meglio ed evitare che, unita, diventi pericolosa per il Sistema e, nel terzo caso, a deviare l'attenzione su di un bisogno relativo o secondario com'è il lavoro.

E' chiaro che definire delle classi sociali in base a parametri imposti dallo stesso Sistema e poi spingerle a combattersi tra loro, impedisce a chi si trova così inquadrato di rendersi conto di chi sia il suo vero nemico.
Il femminismo in questo contesto, è stata l'arma più potente utilizzata in quel periodo in quanto capace di disgregare o comunque indebolire la cellula più elementare della società che è una coppia formata da due persone di sesso diverso unite da un sentimento di reciproca attrazione.
Invece di proclamare l'Uomo stesso o qualsiasi essere vivente "patrimonio dell'umanità" - come suole proporre Silvano Agosti (che, non a caso, si è formato in una maniera simile per certi versi alla mia) - l'obiettivo principale del Sistema da Giulio Cesare in poi, è stato quello di favorire la creazione di categorie e sotto categorie di dominati in perenne battaglia fra di loro in modo che il vero potere non fosse mai messo in discussione.

Anche per quanto riguarda il lavoro, mi sono trovato da sempre in accordo con l'autore citato perché esso, razionalmente, non può essere considerato un obiettivo ma se mai un mezzo per conseguire il vero obiettivo che sono i soldi, se per questi e tramite questi intendiamo la possibilità di condurre un'esistenza libera e dignitosa.

Rifiutate quindi le ideologie e qualsiasi altra gabbia di pensiero come le religioni (non esiste una differenza sostanziale tra ideologie e religioni, almeno per quanto riguarda i loro effetti sulle menti indifese) e guardate in faccia la realtà se realmente avete intenzione di cambiarla.
Le ideologie per definizione sono gabbie di pensiero architettare per creare proseliti che, una volta adottatele in base a quella che i poveri malcapitati credono sia una loro scelta razionale, impediscono qualsiasi interpretazione della realtà ad esse alternative.
Il fatto che la totalità delle ideologie - nessuna esclusa - veicoli o possa veicolare messaggi positivi, non deve impedire a chi ne è rimasto plagiato, la libertà di valutare anche i suoi riscontri negativi.

E soprattutto, evitate l'errore di collocare in una determinata casella "politica" o ideologica ogni nuova idea, concetto o soluzione di cui venite a conoscenza.
Soffermarsi sulla fonte o sul messaggero - ed è proprio questa la funzione della disinformazione di regime - impedisce di analizzare razionalmente l'essenza del messaggio: questo è l'obiettivo della deviazione dell'attenzione.
I problemi, e le loro soluzioni, non hanno alcuna valenza politica, non l'hanno mai avuta e non l'avranno mai.
L'unica cosa corretta e razionale che possiamo fare è valutarne l'efficacia e l'applicabilità, non certo collocarli in una gabbia culturale se contrastano con le dottrine inculcateci: non esistono cose giuste proprietà esclusiva di una determinata ideologia o religione.
Per contro ne esistono tante di sbagliate che possono tranquillamente albergare ed essere propagandate, nonostante la loro evidente assurdità, nelle religioni e nelle ideologia.
Se qualcuno vuole farvi credere il contrario è solo perché ha realmente paura del Pueblo Unido... .

Ecco un comunista che ha avuto il coraggio e la capacità di aprire gli occhi.
Ascoltate bene ciò che dice:



domenica 8 aprile 2012

Acqua: 27 milioni di italiani truffati dal governo

Vi ricordate che il 12 e il 13 giugno 2011, ci siamo recati alle urne in 27 milioni per affermare che l’acqua è un bene comune, e che il gestore del servizio idrico non può ottenere profitti sulle tariffe?
Quel voto ad oggi appare carta straccia: nonostante, per effetto del referendum, la nuova normativa sia in vigore dal 21 luglio 2011, praticamente nessun gestore l’ha applicata e quella percentuale di profitto che oscilla tra il 10 e il 20% continua ad essere applicata sulle bollette. Lo hanno ricordato di recente, nel programma di Sabina Guzzanti su la7 Stefano Rodotà e Ugo Mattei indignati per questa palese negazione della volontà popolare. 

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deciso di dar vita ad una campagna di “obbedienza civile” che sta attraversando centinaia di città in Italia: non invitano i cittadini a violare la legge bensì a rispettarla, andando a pagare le bollette ma decurtando dal totale quella percentuale che per effetto del referendum non dovrebbe nemmeno comparire.
Lo scorso 22 marzo (2012), si è festeggiata la giornata mondiale dell’acqua questa risorsa alla quale 800 milioni di persone non hanno accesso e le cui malattie ad essa collegate, come la diarrea, causano la morte di circa 1,4 milioni di bambini ogni anno.
Ci auguriamo che i principali telegiornali pubblici e privati lo ricordino e, se non è troppo disturbo, non fosse altro per riparare al boicottaggio quasi totale dell’informazione referendaria, diano voce alle iniziative di comitati e delle associazioni che rivendicano il semplice e sacrosanto rispetto del voto.

Di Stefano Corradino
Riporeso da ECplanet,com

venerdì 6 aprile 2012

Vaccini causa di autismo

Donald Trump ha scelto la quinta Giornata Mondiale dell'Autismo per rivelare a FoxNews TV che crede fermamente [come anche molti altri pensano, N.d.R.] che l'autismo sia legato alle vaccinazioni infantili. (Video)

Trump ha dichiarato:
"Ho visto persone che avevano avuto un bambino in ottima salute, che hanno fatto vaccinare e poi un mese più tardi, non avevano piu' un bambino sano.
E' successo recentemente a qualcuno che ha lavorato per me.
Quello che voglio farvi capire, avevano un bel bambino, senza nessun problema e tutto ad un tratto, decidono di vaccinarlo e fargli questa mostruosa iniezione "

"Avete mai visto le dimensioni di queste iniezioni? E 'come se stessero pompando ... sapete, questa sostanza terribile. E lo iniettano in questo piccolo corpo, e improvvisamente, come per caso, un mese più tardi, il bambino non è più la stesso. Credo fermamente che sia cosi'".
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Fonte:

Infatti:
 
Tutto questo dimostra che Bill Gates non è "inevitabile" e che ci sono ancora imprenditori filantropi che possono pensarla diversamente e che non desiderano vaccinare il mondo intero con questi pericolosissimi prodotti.
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Integralmente ripreso da TUTTOUNO