martedì 8 maggio 2012

Quanto ne sappiamo della vita e della morte?

Fa riflettere il caso eccezionale ma non del tutto infrequente, di una nigeriana 67enne data per morta e poi riavutasi (resuscitata?) dopo 9 giorni.
La donna, a 3 giorni dal risveglio ha poi ripreso tutte le sue funzioni neurovegetative e adesso conduce nuovamente una vita normale.
Da sottolineare che l'eccezionalità del caso non consiste tanto nel risveglio dopo una morte a quanto pare apparente ma nello svolgersi della vicenda.
La signora infatti deve sostanzialmente la sua (nuova) vita ad uno sciopero dei benzinai protrattosi per i 9 giorni del suo "parcheggio" in obitorio e che aveva impedito ai parenti di essere presenti alla sua sepoltura prevista nei consueti termini dopo la constatazione di decesso.
Inoltre, pare che dopo la "morte" le sia stato iniettato un acido allo scopo di conservare il suo presunto cadavere dalla decomposizione.
Il punto è che ancor oggi non esiste nessuna metodica certa per una constatazione di morte che abbia un valore assoluto e la medicina ufficiale si basa su parametri come l'assenza di battito cardiaco e respirazione, la temperatura corporea, la rigidità delle membra, il ristagno venoso, ecc. che presi uno per uno, e anche tutti assieme, hanno valori del tutto convenzionali al di sotto o al di sopra dei quali il medico è autorizzato a dichiarare la morte dell'organismo.
A supporto di questo non esiste solo la casistica dei risvegli accertati per tempo ma purtroppo anche quelli desunti dopo una riesumazione.
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La stessa prudenza andrebbe applicata ai casi di coma dichiarati "irreversibili" che autorizzano legalmente l'espianto degli organi a scopo di trapianto: alla luce dei casi di risveglio da coma dichiarato irreversibile e addirittura dalla "morte" come quello sopra descritto, com'è possibile avere la certezza di non compiere un omicidio?
La pratica dei trapianti d'organo, con l'enorme giro d'affari che comporta, sappiamo stare alla base di molte scomparse altrimenti inspiegabili ma quello che l'opinione comune spesso non sa è che non è possibile prelevare un organo ancora "utilizzabile" da un cadavere ma è indispensabile farlo da un essere vivente che a causa dell'espianto perde la vita e non viceversa!
Per questo, come si fa ad essere certi che un medico troppo frettoloso o coinvolto nell'affare lucrativo del trapianto non sia troppo superficiale nella constatazione di morte? Quante persone si sarebbero salvate naturalmente dopo una constatazione di decesso o di coma irreversibile?
Al giorno d'oggi, bisogna aver paura di essere portati privi di coscienza in un ospedale. Fortunati sono coloro che hanno familiari ed amici che cercano fino a reale prova contraria di salvare i loro amici o congiunti, senza prendere per verità assoluta tutto quello che viene loro comunicato dai medici.
E nell'ultimo secolo, per volontà interessata di Big Pharma e per la presunzione dei cosiddeti luminari, la classe medica si forma con gravi lacune e con molte false certezze.
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"Parti umane in vendita."

Bisogna mettersi in testa che la necessità di un trapianto per salvare una vita ne uccide sempre un'altra. Questa pratica andrebbe abbandonata in favore dello sviluppo in vitro di tessuti dello stesso paziente e questo vale anche per le trasfusioni, in quanto il sangue, nonostante venga classificato in pochi gruppi, è in realtà assolutamente personale, come le impronte digitali, e non intercambiabile come un olio lubrificante per motori.
Anche lo stesso sangue è perfettamente rigenerabile in vitro ed i tempi necessari per la coltura sono tamponabili con plasmi sintetici e addirittura, come già fatto in passato da medici sperimentatori, da semplice acqua di mare, che presenta una composizione di base molto simile del plasma sanguigno e non è certo riconosciuta dal sistema immunitario come un tessuto alieno all'organismo.
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Inoltre, è noto che alcune terapie permettono alle cellule tipiche di alcuni organi di rigenerarsi anche in un avanzato stato di degenerazione. Ad esempio si sa che il metodo Gerson è capace di sortire anche effetti del genere sull'organismo in generale e che la stevia riesca in alcuni casi a favorire la rigenerazione delle insule pancreatiche, nonostante i diabetologi sostengono che una volta danneggiate non possano in nessun caso rigenerarsi.
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Max Gerson

Ma anche in casi in cui la coltura in vitro non sia possibile o efficace e che nessuna terapia riesca ad ottenere rigenerazioni spontanee di tessuti, bisogna rendersi conto che la stessa morte è una conclusione naturale della vita, finché non ci mette le mani l'Uomo; per cui l'intero affare dei trapianti di organi espiantati, oltre alle implicazioni criminali che comporta, andrebbe classificato con tutti i diritti come accanimento terapeutico.

approfondimenti:
antipredazione.org
- donna resuscitata
- anziana rischia di essere sepolta viva
- il metodo Gerson
- medicina naturale

lunedì 7 maggio 2012

Pareggio in bilancio per bloccare lo Stato assistenziale

Una lucida analisi delle trovate della politica nell'imminenza dell'approvazione della norma di Pareggio in Bilancio, esposta in modo colloquiale senza enfasi e senza mezzi termini.
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immagine tratta da nocensura.com
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E' proprio vero, giornali, telegiornali e radio nell'utlimo periodo danno di continuo le notizie relative agli scandali dei finanziamenti ai partiti italiani, ma non si occupano (o se lo fanno, lo fanno moooolto superficialmente) della norma che introdurrà il pareggio di bilancio in Costituzione. Oggi è il turno della Lega Nord.
Ebbene, vi invito a rileggere la storia della caduta della repubblica di Weimar ma anche l'avvento al potere del fascismo. Sono tutte cose che non troverete raccontate dai partigianelli della 25ma ora, non ve la racconteranno i radical-chic del cazzo, sessantottini dei miei coglioni ma vi invito a studiarvela e trarre le dovute conclusioni o assonanze con l'attualità. Quando si arriva a definire la classe politica come "tutta uguale", "tutta ladra" o "tutta corrotta", ci sono due strade percorribili. Sebbene l'Italia sia una paese pavido da questo punto di vista, preferiamo vivacchiare piuttosto che andare a fondo, è nella nostra natura di santi, poeti, navigatori e... sottosegretari (come diceva Totò)... dunque dicevamo, due strade: una che porta al ribaltamento del sistema con un vero, incorruttibile, non manipolabile movimento popolare, e non è il caso dell'Italia; servirebbe una maturità politica, etica, nazionale che non abbiamo mai avuto. Oppure c'è la seconda strada: un regime totalitario e dittatoriale. Mario Monti e quelli che la pensano come lui, ritengono che le crisi siano utili al fine di creare le condizioni perché il popolino, secondo loro stupido ed ignorante, devolva la sua sovranità a personaggi più "illuminati" (i tecnici).

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Stessa cosa per gli stati nazionali inseriti in un contesto federale quale è l'UE: con la scusa che la crisi è dovuta anche al fatto che la mano destra non sa cosa fa la sinistra, allora c'è bisogno di "politiche comuni", di sovragoverni nazionali, di strutture di governo "superiori". Lo stesso può avvenire a livello mondiale. Troppe guerre, troppa fame? Ebbene questo accade perché gli stati si combattono per il predominio (tesi filantropica del cazzo e di dubbia validità morale); ci sono troppe persone al mondo, per questo c'è la fame (tesi dell'FMI); occorre programmare il popolo affinché sia mansueto e manipolabile (tesi del 1967 del Gruppo di studio per gli effetti dei farmaci psicotropi sugli umani normali, finanziato dai banchieri Rockfeller).
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Dunque per farla breve: scollamento tra classe politica e popolo, incapacità della classe politica nazionale a reggere il Paese, indebolimento delle capacità cognitive, spirituali, e morali di un popolo (cultura della droga, del sesso facile, dell'eugenetica, distruzione della famiglia). Il popolo si disinteressa della politica ed è sempre più ben disposto a cedere parte della sua sovranità a enti sovraordinati fino a cederla tutta.
Ecco, a mio modesto parere, il disegno.
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E mentre parliamo di soldi ai partiti, come se nessuno lo avesse mai saputo prima, come se gli eletti al Parlamento lo fossero per grazia ricevuta... forse per grazia soltanto, senza ricevuta, tutto a nero!!!
Mentre tutti si scannano a parlare di questo, il Parlamento sta per approvare a maggioranza dei 2/3 la norma sul pareggio di bilancio da inserire in Costituzione. Già i comuni hanno una cosa simile e si chiama patto di stabilità che li costringe ad essere pieni, gonfi, stracolmi di denaro pubblico che non può essere speso. Con la norma in Costituzione, ci saranno meno servizi agli anziani, agli handicappati, meno asili nido, meno welfare.
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tratto da uno scritto di Mario Galli pubblicato il 13 aprile u.s.
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approfondimento:
 ANSA - Pareggio di bilancio è in Costituzione

sabato 5 maggio 2012

Truffe di Stato: tasse sulle tasse

E’ stato calcolato che il 70 per cento del costo di un litro di benzina verde è costituito da accise ed imposte alcune delle quali risultano davvero sconcertanti e vergognose, come ad esempio:
[indicate anche le tariffe originali in Lire stabilite dai relativi Decreti Legge dell'epoca, N.d.R.]

# 1,90 Lire per la guerra di Abissinia del 1935;
# 14 Lire per la crisi di Suez del 1956;
# 10 Lire per il disastro del Vajont del 1963;
# 10 Lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
# 10 Lire per il terremoto del Belice del 1968;

# 99 Lire per il terremoto del Friuli del 1976;
# 75 Lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
# 205 Lire per la missione in Libano del 1983;
# 22 Lire per la missione in Bosnia del 1996;
# 0,02 Euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004.

Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi, su queste accise che in sostanza sono tasse, viene applicata anche l’Iva cioè una tassa sulla tassa!!!

fonte disinformazione.it

Ma quanto a truffe, anche in Francia non se la passano meglio di noi:


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venerdì 27 aprile 2012

1° maggio, su coraggio, a lavorare



Non c'è nulla da festeggiare, contrariamente a quanto vogliono farci credere, il lavoro non è un fine, non è sinonimo di dignità né tantomeno di libertà come suggerivano le scritte all'ingresso dei campi di lavoro nazisti. Il lavoro, se mai e se se ne verificano le condizioni, può essere uno dei mezzi che le opportunità della vita ci riservano per procacciarci INDIRETTAMENTE le necessità per la nostra sopravvivenza.
Il lavoro non è un regalo, non è merce di scambio, non è un premio e non è un contentino: è solo fatica a volte necessaria che sottrae una parte considerevole del nostro tempo che è tutto quello che abbiamo in questa vita.
Il lavoro non nasce sotto ai cavoli e non può essere creato dal nulla dai nostri governanti; può nascere però dall'inventiva e dal coraggio di un imprenditore, uno che non riesce neanche a pensare a procurarsi un posto "fisso" - succeda quel che succeda - demandando tutti i riscshi alla società o ad un altro imprenditore. E quindi, se proprio uno non immagina di meglio per sé che un posto di lavoro nel quale profondere i propri sforzi a beneficio di terzi, deve innanzitutto fare in modo di favorire il LAVORO degli imprenditori, ovvero di coloro che soli hanno il potere di CREARE posti di lavoro.
Perciò niente più scioperi, astio o invidia verso i "padroni" (termine fuorviante per definire gli imprenditori) ma ammirazione e ringraziamento per creare dal nulla il lavoro che tanto desideriamo.
Diffidate quindi delle politiche governative che invece di sostenere l'iniziativa privata, cercano di stroncarla inducendo possibilmente al suicidio tutti i cittadini colpevoli di imprenditoria: non è così che si creano posti di lavoro... .

"Il lavoro rende liberi" - I nazisti gettarono le basi della scienza della propaganda e della persuasione occulta che poi continuarono ad evolvere e sviluppare negli Stati Uniti, dopo la guerra.

Nella decaduta Unione Sovietica, per assicurare LAVORO a tutti (non benessere o denaro ma semplice LAVORO che è l'unico BENE che uno schiavo è autorizzato a desiderare) furono capaci di organizzare veri eserciti di lavoratori che avevano l'importante compito di tagliare alberi, condurli alle segherie, affettarli in strisce sempre più sottili, ridurli in trucioli e quindi bruciarli senza neanche sfruttare in qualche modo il calore prodotto dalla combustione. In pratica devastavano foreste pur di assicurare quel LAVORO che è il FINE (e non il mezzo) del comunismo o di altre forme organizzate di potere. Il potere è potere, puoi chiamarlo comunismo, fascismo, capitalismo, eccetera a seconda della sua forma esteriore ma sempre di una prevaricazione dell'Uomo sull'Uomo si tratta.

Riprendiamoci la vita, smettiamo di desiderare beni inutili, di allinearci a tutti i costi ad uno status che qualcuno ci ha fatto credere "dignitoso", di ringraziare chi ci offre lavoro per otto o più ore al giorno in cambio della nostra vita e soprattutto di coltivare fiori alla finestra della nostra cella.
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mercoledì 25 aprile 2012

L'occupazione deve finire



Comunicato Stampa

Anche quest'anno in occasione del 25 Aprile, il Movimento Politico di Liberazione, Per il Bene Comune ha promosso una iniziativa politica per ricordare agli italiani che il nostro paese è militarmente, politicamente ed economicamente occupato dall'esercito e dai grandi finanzieri USA.



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Dalle ore 15 di mercoledì 25 Aprile, su

www.perilbenecomune.net

VIDEOCONTRIBUTI PER UN' ITALIA LIBERA E INDIPENDENTE



 Hanno già aderito :

Gianluca Monaco, Associazione Terra Nostra
Rocco Carbone, Movimento di pensiero Sete di Giustizia
Enrico Bianchi, Albamediterranea
Mariella Cao, Comitato sardo "Gettiamo le basi"
Gianni Lannes, giornalista
Maurizio Pallante, Movimento per la Decrescita Felice
Giulietto Chiesa, Alternativa
Barbara Cloro, Informare per Resistere
Santo Melia, Che te lo dico a fare
Tom Bosco, Nexus
Emiko Hirano, New Japan Women Association
Jurgen Grassman, German group against USA bases


 Le adesioni ed i videocontributi sono pervenuti dopo la circolazione sul web del
seguente appello:

A quasi 70 anni dall’occupazione dell'Italia, noi CHIEDIAMO
che l’esercito USA lasci il nostro paese.
Il nostro popolo, costituzionalmente dichiarato sovrano, ha anche il diritto di conoscere i trattati “secretati” sottoscritti 65 anni fa tra il governo italiano di allora, altrettanto segretamente rinnovati dai governi avvicendatisi alla guida dell’Italia e gli occupanti americani.
Lasciando l’Italia, è necessario che i militari USA si portino via le centinaia di bombe atomiche, i sottomarini a propulsione nucleare e le portaerei, nonché i loro armamenti, ad iniziare da quelli proibiti e più pericolosi (dal fosforo all’uranio impoverito, dall’ultrasonico all’elettromagnetico, più altre diavolerie, solo in parte utilizzate in Afghanistan e a Gaza).

CHIEDIAMO
che, a spese del governo americano, le loro basi militari, i loro depositi ed i loro poligoni di tiro, nonché le aree circostanti, siano bonificate dalla radioattività e dalle tonnellate di inquinanti sparsi sul terreno e nelle falde acquifere.

CHIEDIAMO che l’Italia esca dalla Nato, che era stata varata come organizzazione militare di difesa da ipotetiche aggressioni dell'alleanza militare di difesa nata con il Patto di Varsavia (ciò non ha più senso poiché l’URSS non c’è più e la maggior parte dei paesi che lo costituirono fanno ormai parte ell’Unione Europea). La NATO è invece divenuta lo strumento militare per guerre di aggressione, in Europa, in Nord Africa ed in ampie aree dell’Asia, agli ordini delle strategie belliche decise o ratificate dal overno americano.

CHIEDIAMO che i soldi degli italiani, ora bruciati per mantenere le basi americane, acquistare armi statunitensi e inviare il nostro esercito nei teatri di guerra voluti dagli americani, ammontanti ad oltre 30 miliardi di Euro l’anno, pari a 60 mila miliardi (60.000.000.000.000) di lire, vengano più utilmente impegnati per salvare imprese e posti di lavoro e investendo sull’istruzione, che è la principale certezza per un futuro migliore della nostra Patria.


L'Ufficio stampa di Per il Bene Comune

info@perilbenecomune.net

Tel./Fax. 0532 733656



martedì 17 aprile 2012

Abruzzo come Val di Susa: le istituzioni proteggono gli interessi privati a discapito dei diritti del cittadino e della salute pubblica


Farindola (PE), 15/04/2012. Ecco un nuovo episodio di prevaricazione sul cittadino indifeso dalle istituzioni ed alla mercé di potenti gruppi economici privati che lo Stato nelle sue emanazioni si sente in dovere di proteggere, contro gli interessi e la salute degli stessi cittadini.
Che le radiazioni elettromagnetiche siano nocive per lo stato d’animo, per  la produttività  e per la salute non è certo una novità e si tratta di una cosa più che comprovata ma  a quanto pare questa realtà è ancora ignorata nella aule dei tribunali: rimane solo da stabilire se a causa di ignoranza o di corruzione.
Riportiamo, con poche modifiche espositive ma non di sostanza, il racconto ordinato delle vessazioni alle quali sono stati sottoposti gli abitanti del centro abruzzese. Il racconto infatti descrive un’incredibile sequenza di situazioni, opere ed omissioni tutte manifestamente favorevoli alla causa dei cittadini. Eppure, le istituzioni hanno visto solo le ragioni della Vodafone.
Allora, in casi come questo e quello della TAV in Val di Susa, chi rappresenta realmente lo Stato?

Attenzione, potrebbe accadere anche nel nostro territorio...
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Abusi evidenti. <<Tutto è iniziato il 27 dicembre 2011 quando in un piccolo centro abitato nel mezzo delle montagne abruzzesi  in provincia di Pescara, con nostra enorme sorpresa ci siamo visti spuntare, sopra il tetto di un edificio destinato alla protezione civile, un ripetitore per telefonia mobile.
L’allarme è stato immediato ed abbiamo interpellato tempestivamente il Sindaco, reo di non aver dato nessuna comunicazione a riguardo, al fine di richiedere il blocco dei lavori dato che gli abusi erano evidenti.
La sommossa popolare fu enorme e la ditta, suo malgrado, dovette interrompere i lavori. Chiamammo i carabinieri i quali accertarono le nostre perplessità e non poterono non prendere atto dell’ambiguità procedurale e delle “anomalie” del cantiere.>>
Ammissione degli errori e vane promesse. <<La sera stessa, sempre sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine, il Sindaco e la giunta si recarono in luogo per un consiglio straordinario. Le critiche della popolazione furono precise, puntuali e assolutamente democratiche. L’amministrazione, ed in particolar modo il Sindaco (fra l’altro anche medico), si sono mostrati sin da subito totalmente in difetto di nozioni sulle tematiche legate alle radiazioni elettromagnetiche. Hanno ammesso il loro ERRORE e ci hanno invitato ad aver fiducia in loro. Ci venne promesso che avrebbero cercato di delocalizzare l’impianto e ci rimandarono ad un futuro consiglio.

Nel frattempo, chiaramente sfiduciati da un’amministrazione che aveva cercato di compiere un abuso (morale e tecnico) di soppiatto, i cittadini tutti si attivarono al fine di contrastare questa imposizione.
L’impianto, costituito di 3 elementi UMTS/GSM (Vodafone) era infatti già montato e per poter essere avviato e necessitava solo dell’alimentazione. Nonostante l’intervento tempestivo della cittadinanza, la ditta e il Comune(che avevano operato in gran segreto) erano riusciti a montare tutto il necessario (traliccio, ripetitori, amplificatori).
Per dare una maggiore idea di come e dove sia installato l’SRB (stazione radio base), basti pensare che la stessa è situata al di sopra di un edificio adibito a primo presidio ed a Protezione Civile e che il ripetitore dista in linea d’aria al massimo 10mt dalle abitazioni circostanti. Inoltre, alla stessa altezza del ripetitore e sempre a circa 10mt dallo stesso, vi sono finestre di alcuni cittadini. Il quartiere in cui è stato installato come ennesimo insulto alla vita, è uno dei più densamente popolati da bambini.  E sappiamo che le radiazioni elettromagnetiche sono particolarmente nocive su di un sistema nervoso in formazione.>>
In base al Piano Regolatore, la scelta del sito sarebbe fortemente discutibile.
Nel regolamento sulle antenne del Comune, la zona rientra tra quelle aventi una destinazione urbanistica incompatibile con tali impianti.
Inoltre, secondo il regolamento in questione, il nostro territorio è già saturo di installazioni del genere.
Illegittimità amministrative. <<Tornando alla diatriba e al movimento spontaneo di persone che si sono mobilitate alla lotta contro l’SRB in quanto non confidenti nell’amministrazione dimostratosi oltre che disattenta anche totalmente disinformata sull’argomento, è importante segnalare come, dopo aver preso visione della documentazione inerente l’installazione (accesso agli atti L. 241/90), sia parso subito chiaro che le cause di illegittimità amministrativa risultassero numerose.
A tal proposito il movimento di cittadini ha avviato un ricorso amministrativo.
Contestualmente si è promossa una massiva raccolta di firme che si è dimostrata un grosso successo in termini di partecipazione.
Il giorno 7 gennaio è stato organizzato un corteo con destinazione la sala consiliare dove, con la presenza di esperti nel campo, si è discusso circa l’inopportuna scelta di voler installare un ripetitore così vicino alle case.
In tutto il periodo successivo si è scoperto che l’amministrazione aveva deliberato di giunta l’approvazione del progetto, lasciando pertanto ignari i consiglieri di minoranza. La scelta di non discutere pubblicamente in consiglio un’opzione così complessa è apparsa sin da subito sospetta.
Inoltre nei silenti mesi successivi alla manifestazione (in cui il Sindaco non intervenne), non si sono avute comunicazioni in merito al paventato consiglio promesso per  il 27 dicembre.
Poi un bel giorno (la seconda decade di marzo), il Sindaco ha convocato i cittadini (con uno scandaloso preavviso di sole 5 ore) per una riunione informale (e non un consiglio comunale) con la giunta.
In quella sede ci si è detto che si sarebbe provveduto a delocalizzare l’antenna in un luogo opportuno e distante dalle case, ma solo ad una precisa condizione: l’antenna sarebbe dovuta rimanere attiva a tempo indeterminato nel sito oggetto di rivolta fino a che non sarebbe stato approvato il nuovo progetto. Ma i terreni interessati dalla delocalizzazione, destinati ad usi civici, erano ancora del Demanio e pertanto i tempi di “attivazione temporanea” non potevano che risultare estremamente dilatati.
La contestazione pubblica è stata vigorosa, dai toni accesi e il Sindaco ha deciso bene di lasciarci sul posto senza dare spiegazioni e dicendo che non meritavamo niente.
Con nostro sgomento, il giorno dopo, la ditta si è ripresentata per dare il via all’attivazione ma si è trovata di fronte una decisa rappresentanza di cittadini che, facendosi valere pacificamente e con preparazione amministrativa, le ha impedito di proseguire. Il giorno successivo, il raid della ditta (anzi in questo caso erano più di una) si è fatto più deciso e, anche grazie al sostegno dell’amministrazione, ha cercato di entrare a tutti i costi per attivare l’impianto. Grazie alla nostra preparazione legale (annoveriamo avvocati, amministrativi, burocrati e onorevoli fra le nostre fila) siamo riusciti ancora una volta ad impedire l’abuso. In questa circostanza, così come nel giorno precedente, abbiamo preteso l’intervento delle forze dell’ordine al fine di verificare la documentazione in mano alle ditte. Le forze dell’ordine per ben due volte hanno trovato insufficiente tale documentazione presentata dagli addetti ai lavori e solo grazie a Dio e alla nostra preparazione legale (accompagnata dall’imparzialità delle forze dell’ordine) siamo riusciti ad impedire un’installazione che presentava chiari ed evidenti elementi di illegittimità.>>
Voltafaccia delle istituzioni. Incredibile dispiegamento di forza pubblica a sostegno dell’illegalità. <<Purtroppo quella è stata l’ultima volta in cui si è riusciti ad impedire questa maledetta attivazione. Infatti il giorno 3 del mese di aprile, le ditte, accompagnate dalla Digos, dal vigile, dai Carabinieri e dalla Polizia, nonostante la situazione amministrativa non fosse mutata rispetto alla scorsa volta, hanno ottenuto l’allaccio definitivo.
Il cartello dei lavori ad esempio è stato sempre tenuto nascosto ed attaccato all’ultimo istante. Inoltre tale cartello (obbligatorio ai sensi della 380/01) è tutt’ora in difetto di informazioni necessarie.
La situazione attuale vede un ripetitore allacciato e perfettamente funzionante (disattendendo anche le promesse del Sindaco circa un collegamento di una sola palina). Secondo quanto dettoci dall’amministrazione comunale il ricavo che il comune percepisce da questo impianto è di 2500 euro all’anno. [Ma pare che in realtà contratti del genere siano ben più remunerativi, N.d.R.]
Noi ci chiediamo se questa somma sia il prezzo attribuito alle persone e soprattutto alle numerose famiglie che si ritrovano una stazione radio base a 10 metri dalla finestra  e soprattutto alla stessa altezza.
Ci si dice di aver fiducia nelle autorità e nella legge… ma quale legge è mai possibile se viene a mancare, da parte delle persone, la fiducia nelle istituzioni? Si è attentato e si sta attentando alla vita e non sono valse le nostre riserve morali né tantomeno le nostre eccezioni legali al procedimento amministrativo.
Il Sindaco, come detto anche medico, ha avuto disinteresse della salute delle persone e ha portato avanti una serie di scuse (in quanto alla fine ha forzato per l’attivazione) che di fatto al momento penalizzano seriamente la nostra tranquillità e la nostra vita.>>
Evoluzione e prospettive. Tra circa un mese, la questione verrà discussa in tribunale ma pare che l'opinione pubblica - ovvero quella che... acquisisce le proprie opinioni sui media - sia già stata intortata dalle assicurazioni del sindaco, pubblicate da un giornale regionale, che affermano di aver risolto il problema nonostante per i cittadini LA SITUAZIONE NON SIA COME VIENE PROSPETTATA perché Il Comune non ha nessun documento definito e CHIARO.
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E sappiamo quanto influiscano le "verità" pubblicate dai media sulle decisioni delle corti: sono quasi delle sentenze anticipate alle quali i giudici stranamente si allineano.
Alle loro richieste di pubblicare una smentita o quanto meno una rettifica DOCUMENTATA alla notizia, il giornale li ha mandati ovviamente al... paese degli illusi.
Questa è quella che qualcuno si ostina ancora a definire "informazione".

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A quando un ritorno alla legalità nell'interesse dei cittadini?
Doc Anthropos
integralmente tratto da Impatto Antropico

mercoledì 11 aprile 2012

Le verità di Paolo Ferraro

Subito dopo aver pubblicato l'articolo precedente, mi sono imbattuto in questo video relativo all'intervento del magistrato Paolo Ferraro al 2° Convegno dell'Associazione Realtà allo Specchio, tenutosi il 18 marzo 2012 a Resana (TV).
Ferraro racconta dal suo punto di vista le note vicende che comportarono la sua rimozione dalla carica ed il tentativo di farlo passare per pazzo nonostante la ragione fosse indubbiamente dalla sua parte.
Racconta verità censurate e sottaciute che lui stesso ha scoperto solo a seguito della complessa vicenda che ha vissuto.
Inoltre, fa un quadro delle sua formazione culturale che riprende alcuni temi che ho appena affrontato nell'articolo a cui mi sono riferito.
La sua formazione di sinistra gli impedisce ancora di prendere in considerazione una verità storica come l'immensa montatura dell'Olocausto che sta in piedi senza nessuna prova oggettiva, ed un magistrato dovrebbe notare mancanze del genere, ma non gli ha impedito di aprire finalmente gli occhi su di un mondo che solo grazie ai media di regime (e chi li gestisce realmente) era rimasto sotterraneo. La cosa che fa un po' rabbrividire è che - per sua stessa dichiarazione - è stato giudice di circa 110.000 procedimenti, affrontati senza essersi reso conto, ancora, in che mondo realmente si trovasse. Ma questa è una condizione purtroppo che ha accomunato ed accomuna ancora gran parte della magistratura onesta. Poi ci sono ovviamente quelli che sanno o sospettano ma hanno troppa paura per mettersi contro al sistema.

martedì 10 aprile 2012

La collocazione delle idee

Oggi vi parlo di una delle truffe epocali più grandi che si possano immaginare ma che parimenti al Signoraggio Bancario o alle Scie Chimiche sono tanto evidenti da risultare invisibili o poco credibili... .

Essendomi trovato giovane studente nella Toscana degli "anni di piombo" - strategia che oggi sappiamo pianificata a tavolino da poteri occulti che all'epoca non potevamo neanche immaginare - e con una forma mentis scarsamente condizionata da indottrinamenti, una delle occorrenze più tipiche di quel periodo era il mio dissenso con le forme di lotta sociale e soprattutto con i loro obiettivi, che a me apparivano sbagliati in partenza.
 All'epoca ero già orfano di padre e da ancor più tempo figlio di una madre semiparalizzata per postumi di poliomielite contratta quando io avevo solo quattro anni, quindi l'incerta presenza nella mia vita della sola nonna materna non riuscì a plasmarmi nella maniera più convenzionale ed allineata al sistema.
Anche a livello ambientale, a quell'età non mi ero ancora mai trovato abbastanza a lungo in un posto per subirne in maniera definitiva un condizionamento mentale, avendo già cambiato residenza un paio di volte tra il sud ed il centro Italia.

Frequentando un istituto professionale, proletario per definizione, era "naturale" che mi trovassi a frequentare... anzi mi trovassi totalmente immerso in ambienti cosiddetti "di sinistra". E la mia maggiore conoscenza di tali ambienti mi portava a rilevare con maggior facilità i profondi controsensi dell'ideologia che cementava i movimenti. Controsensi che nessuno oltre me riusciva a vedere.
Non saprei dire cosa accadeva o cosa si diceva negli ambienti "di destra" in quegli anni. Non a caso, l'impermeabilità ideologica tra gruppi opposti è una delle armi più potenti del Sistema.

Ed è di questo che voglio parlare: ogni qual volta venivo coinvolto in qualche modo nell'analisi di qualche tematica sociale, magari da professori di lettere allineati ed osservanti portatori di un'unica indiscutibile verità, o in qualche movimento di base, da studenti convinti di essere "autogestiti", la mia posizione più comune era quella del totale dissenso!
Perché mi accorgevo con enorme facilità che tematiche, problemi, soluzioni, metodi relativi ad ogni nuova evenienza erano condizionati in partenza da dettami prettamente ideologici e per nulla realistici.

Così mi trovavo nell'antipatica posizione di una Cassandra che, sola, riusciva a vedere oltre ogni erigenda barricata, reale o mentale che fosse.
Questo mi obbligava di coscienza ad avere il privilegio, raro a quell'epoca, di NON partecipare ad inutili e dannosi scioperi, volantinaggi, azioni di forza e soprattutto di svolgere temi in classe  incondizionatamente e realmente "rivoluzionari" visto il contesto di ordinaria "rivoluzione".
Essere etichettato di tanto in tanto "fascista" e "reazionario" era uno scotto da pagare perché è chiaro che la totalità dei miei accusatori non aveva la minima idea di cosa era stato ed a cosa era dovuto REALMENTE il fascismo e quanto la REALE definizione di "reazionario" come termine in sé racchiudesse una valenza positiva giacché può essere criticabile un'azione ma la relativa reazione, contrariamente a ciò che insegnano alcuni credi, è sempre giustificata in quanto conseguenza dell'azione stessa. In fisica è così e non vedo perché dovrebbe essere diversamente per altri aspetti della vita: se siamo dominati, sfruttati, oppressi può essere dovuto anche al fatto che per imposizione culturale siamo portati a subire passivamente. Il Potere ha sempre esaltato l'eroismo della non-reazione; indovinate a chi fa comodo questa cosa!
Tuttavia, riuscivo ad essere amico di tutti ed a non avere in realtà veri nemici ma tutt'al più parecchie persone convinte che io non fossi in grado di "capire" magari in quanto proveniente dal sud.

Così, mi trovavo nella posizione di poter classificare impunemente e senza vergogna le più grandi battaglie sociali dell'epoca bollandole come idiote o sbagliate in partenza.
Trovavo idiota infatti niente meno che la stessa Lotta di Classe, il Femminismo ed il Lavoro inteso come obiettivo primario. Per la verità trovo ancora idioti concetti del genere, utili soltanto - nei primi due casi - a frammentare la società per controllarla meglio ed evitare che, unita, diventi pericolosa per il Sistema e, nel terzo caso, a deviare l'attenzione su di un bisogno relativo o secondario com'è il lavoro.

E' chiaro che definire delle classi sociali in base a parametri imposti dallo stesso Sistema e poi spingerle a combattersi tra loro, impedisce a chi si trova così inquadrato di rendersi conto di chi sia il suo vero nemico.
Il femminismo in questo contesto, è stata l'arma più potente utilizzata in quel periodo in quanto capace di disgregare o comunque indebolire la cellula più elementare della società che è una coppia formata da due persone di sesso diverso unite da un sentimento di reciproca attrazione.
Invece di proclamare l'Uomo stesso o qualsiasi essere vivente "patrimonio dell'umanità" - come suole proporre Silvano Agosti (che, non a caso, si è formato in una maniera simile per certi versi alla mia) - l'obiettivo principale del Sistema da Giulio Cesare in poi, è stato quello di favorire la creazione di categorie e sotto categorie di dominati in perenne battaglia fra di loro in modo che il vero potere non fosse mai messo in discussione.

Anche per quanto riguarda il lavoro, mi sono trovato da sempre in accordo con l'autore citato perché esso, razionalmente, non può essere considerato un obiettivo ma se mai un mezzo per conseguire il vero obiettivo che sono i soldi, se per questi e tramite questi intendiamo la possibilità di condurre un'esistenza libera e dignitosa.

Rifiutate quindi le ideologie e qualsiasi altra gabbia di pensiero come le religioni (non esiste una differenza sostanziale tra ideologie e religioni, almeno per quanto riguarda i loro effetti sulle menti indifese) e guardate in faccia la realtà se realmente avete intenzione di cambiarla.
Le ideologie per definizione sono gabbie di pensiero architettare per creare proseliti che, una volta adottatele in base a quella che i poveri malcapitati credono sia una loro scelta razionale, impediscono qualsiasi interpretazione della realtà ad esse alternative.
Il fatto che la totalità delle ideologie - nessuna esclusa - veicoli o possa veicolare messaggi positivi, non deve impedire a chi ne è rimasto plagiato, la libertà di valutare anche i suoi riscontri negativi.

E soprattutto, evitate l'errore di collocare in una determinata casella "politica" o ideologica ogni nuova idea, concetto o soluzione di cui venite a conoscenza.
Soffermarsi sulla fonte o sul messaggero - ed è proprio questa la funzione della disinformazione di regime - impedisce di analizzare razionalmente l'essenza del messaggio: questo è l'obiettivo della deviazione dell'attenzione.
I problemi, e le loro soluzioni, non hanno alcuna valenza politica, non l'hanno mai avuta e non l'avranno mai.
L'unica cosa corretta e razionale che possiamo fare è valutarne l'efficacia e l'applicabilità, non certo collocarli in una gabbia culturale se contrastano con le dottrine inculcateci: non esistono cose giuste proprietà esclusiva di una determinata ideologia o religione.
Per contro ne esistono tante di sbagliate che possono tranquillamente albergare ed essere propagandate, nonostante la loro evidente assurdità, nelle religioni e nelle ideologia.
Se qualcuno vuole farvi credere il contrario è solo perché ha realmente paura del Pueblo Unido... .

Ecco un comunista che ha avuto il coraggio e la capacità di aprire gli occhi.
Ascoltate bene ciò che dice:



domenica 8 aprile 2012

Acqua: 27 milioni di italiani truffati dal governo

Vi ricordate che il 12 e il 13 giugno 2011, ci siamo recati alle urne in 27 milioni per affermare che l’acqua è un bene comune, e che il gestore del servizio idrico non può ottenere profitti sulle tariffe?
Quel voto ad oggi appare carta straccia: nonostante, per effetto del referendum, la nuova normativa sia in vigore dal 21 luglio 2011, praticamente nessun gestore l’ha applicata e quella percentuale di profitto che oscilla tra il 10 e il 20% continua ad essere applicata sulle bollette. Lo hanno ricordato di recente, nel programma di Sabina Guzzanti su la7 Stefano Rodotà e Ugo Mattei indignati per questa palese negazione della volontà popolare. 

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deciso di dar vita ad una campagna di “obbedienza civile” che sta attraversando centinaia di città in Italia: non invitano i cittadini a violare la legge bensì a rispettarla, andando a pagare le bollette ma decurtando dal totale quella percentuale che per effetto del referendum non dovrebbe nemmeno comparire.
Lo scorso 22 marzo (2012), si è festeggiata la giornata mondiale dell’acqua questa risorsa alla quale 800 milioni di persone non hanno accesso e le cui malattie ad essa collegate, come la diarrea, causano la morte di circa 1,4 milioni di bambini ogni anno.
Ci auguriamo che i principali telegiornali pubblici e privati lo ricordino e, se non è troppo disturbo, non fosse altro per riparare al boicottaggio quasi totale dell’informazione referendaria, diano voce alle iniziative di comitati e delle associazioni che rivendicano il semplice e sacrosanto rispetto del voto.

Di Stefano Corradino
Riporeso da ECplanet,com

venerdì 6 aprile 2012

Vaccini causa di autismo

Donald Trump ha scelto la quinta Giornata Mondiale dell'Autismo per rivelare a FoxNews TV che crede fermamente [come anche molti altri pensano, N.d.R.] che l'autismo sia legato alle vaccinazioni infantili. (Video)

Trump ha dichiarato:
"Ho visto persone che avevano avuto un bambino in ottima salute, che hanno fatto vaccinare e poi un mese più tardi, non avevano piu' un bambino sano.
E' successo recentemente a qualcuno che ha lavorato per me.
Quello che voglio farvi capire, avevano un bel bambino, senza nessun problema e tutto ad un tratto, decidono di vaccinarlo e fargli questa mostruosa iniezione "

"Avete mai visto le dimensioni di queste iniezioni? E 'come se stessero pompando ... sapete, questa sostanza terribile. E lo iniettano in questo piccolo corpo, e improvvisamente, come per caso, un mese più tardi, il bambino non è più la stesso. Credo fermamente che sia cosi'".
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Fonte:

Infatti:
 
Tutto questo dimostra che Bill Gates non è "inevitabile" e che ci sono ancora imprenditori filantropi che possono pensarla diversamente e che non desiderano vaccinare il mondo intero con questi pericolosissimi prodotti.
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Integralmente ripreso da TUTTOUNO

venerdì 30 marzo 2012

Il mostro di Tolosa era dell'Intelligence francese con un passato in Israele, Libia e Siria.


Francia: il mostro di Tolosa? Era dell'intelligence francese ed era stato in Israele, Libia e Siria 

Probabilmente non si conoscerà mai la verità sui tragici fatti di Tolosa. Proprio come è avvenuto nel caso dell’11 Settembre, non verrà fatta giustizia perché se la verità si sapesse sarebbero in troppi ad uscirne danneggiati, anzi distrutti.
Forse non vi sappiamo dire nel dettaglio qual è quella verità che non si deve sapere, ma sappiamo dirvi più o meno di cosa si tratta. 
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Il primo dettaglio dubbio di questo sporco affare è che l’uomo «non muore saltando dalla finestra» come dicono inizialmente i francesi, ma con una pallottola sparatagli in testa dalle teste di cuoio; domanda: «Sarkozy non lo voleva vivo?». Sinceramente, come vedrete anche voi, pare che Sarkozy lo volesse proprio morto, affinchè non potesse rivelare il fatto di essere un «agente dell’intelligence francese».
Ecco cosa scrive il quotidiano italiano “Rinascita”, che cita parti della biografia del giovane ed aiuta a far capire il perchè della sua azione folle:
«Mohamed Merah, lavorava per i “barbouzes” francesi - gli agenti segreti d’Oltralpe - da anni e, in particolare, è stato tra i miliziani del ‘liberatore’ di Libia Belhadj, il terrorista salafita agli ordini delle intelligence atlantiche di Obama, Cameron, Sarkozy ed Henry-Levy.
Terminato il suo compito in Libia, era presente, nell’ottobre scorso, a Homs dove, assieme ai suoi variegati commilitoni aveva acceso la miccia del terrorismo anti-Damasco scattata con l’uccisione di innocenti civili alaviti. In modo da provocare una ‘rivolta’ subito conclamata ‘popolare’ benché esterna e ‘addestrata’ da agenti turchi, sauditi, della Dsge francese e dell’MI6 britannico.
Rimasto disoccupato dopo la fuga da Homs, Mohammed Mesrah già in servizio, con passaporto francese, tra l’Afghanistan (nella banda “Forzane Alizza”) e lo stesso proprio territorio metropolitano, come ogni buon mercenario che si senta scaricato dai propri mandanti si è vendicato con sette omicidi e ha infine, dopo un assedio di 32 ore, preferito farsi ammazzare piuttosto che arrendersi ». 
Dunque era una scheggia impazzita dei servizi francesi, una persona che si sentita usata e poi abbandonata; forse Merah sapeva troppo, forse sarebbe stato eliminato lo stesso, forse l’ha capito ed ha voluto farla finita come meglio riteneva opportuno. Dando un’occhiata al passaporto di Mohamed Merah, (chissà se questo è il suo vero nome) si capisce benissimo che la versione del «lupo solitario che si radicalizza» non regge per niente, e questo lo nota persino «Le Monde».
“E’ stato in Israele, in Siria, in Iraq e in Giordania”, scrive il quotidiano che cita un ufficiale Americano. Una bella domanda: “Ma che ci faceva in Israele questo Merah?” Ce lo avrebbe potuto spiegare al Merah, anzi ci avrebbe pure detto perchè ha scelto proprio una scuola ebraica per quel suo ultimo gesto folle. E se non fosse stato nemmeno un gesto folle. Se fosse stata una operazione?
Il quotidiano italiano “Il Foglio” scrive addirittura che il suo contatto nei servizi francesi avrebbe discusso con lui quando era assediato nell’appartamento e cita come fonte la rivista francese Le Point. Considerando il fatto che Israele, in completo isolamento per i suoi crimini contro i palestinesi, sta ancora una volta usando la vicenda con la tecnica del «vittimismo» e per infuocare sentimenti anti-islamici in Europa, non è da escludere che siano stati gli stessi servizi francesi a dare gli ordini e poi all’ultimo ad eliminare il proprio «terrorismo fatto a mano». Versione che tra l’altro è credibile anche perché la vicenda serve molto a Sarkozy che ha fatto dell’odio per i musulmani uno dei cavalli di battaglia della sua campagna. 

Tratto da IRAN Italian Radio - http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/104658-francia-il-mostro-di-tolosa?-era-un-agente-francese-era-stato-in-israele-libia-e-siria  
Integralmente ripreso da disinformazione.it

mercoledì 21 marzo 2012

Metà dell'IVA aumentata è dovuta per sdebitarsi con Morgan Stanley

Metà degli introiti dell'aumento dell'IVA deciso da Monti finisce direttamente a pagare Morgan Stanley. I nostri governi di metà anni '90 s'erano messi a giocare in derivati con la mega-banca statunitense per ridurre i costi dell'indebitamento. FONTE


Quando Morgan Stanley disse in gennaio di aver tagliato la sua esposizione netta all'Italia di 3,4 miliardi di dollari, non disse agli investitori che il Paese aveva pagato quell'intera cifra alla banca per smontare una scommessa che aveva fatto sui tassi di interesse, più precisamente per smontare dei derivati sui tassi di interesse.
Queste le parole con cui ha aperto il sito web di Bloomberg, rilanciando come nuova una notizia in realtà già apparsa sulla stampa italiana e internazionale nelle scorse settimane, che a sua volta aveva dato il via a un Atto di sindacato ispettivo al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'Economia da parte del senatore e presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, e a un'interrogazione parlamentare da parte dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca allo stesso Ministro dell'Economia.

Sebbene la cifra, che equivale a oltre 2,5 miliardi di euro, sia di per sé alta, così come in assoluto sembra alta la cifra di 31 miliardi di euro di fair value negativo delle posizioni in derivati che si sostiene siano attualmente in portafoglio al Governo italiano, in fondo si tratta di percentuali modeste su uno stock di debito che ha quasi raggiunto i due mila miliardi e la cui vita media è stata allungata nel tempo sino a quasi sette anni con un'abile gestione da parte della responsabile del Debito Pubblico, Maria Cannata, e della sua squadra.

Gestire in maniera adeguata un debito pubblico così importante richiede quindi anche un adeguato ricorso agli strumenti derivati. Così, secondo le ricostruzioni più accreditate poiché il Tesoro non vuole commentare, sembra che il derivato smontato fosse uno swap sui tassi a scadenza 30 anni, messo in piedi a metà degli anni '90 quando i tassi swap a 30 anni quotavano tra il 4% e il 5% contro il 2,5% di oggi. Allora il Tesoro, che per titoli a scadenza 10 anni pagava anche il 10% all'anno, sceglieva di spalmare quella spesa su un periodo più ampio, anche appunto di 30 anni, entrando in uno swap con delle banche d'affari come Morgan Stanley alle quali pagava il tasso swap a 30 anni per i successivi 30 anni.

Considerato che aumentare la vita media del debito ha un costo, il Tesoro nel tempo è ricorso anche alle cosiddette swaptions, cioè a opzioni sui tassi swap. In particolare, precisa Bloomberg, il Tesoro italiano ha venduto opzioni sui tassi incassando il relativo premio, con il quale è andata a pagare il servizio del debito. Ma, per definizione, chi vende opzioni si mette in una posizione più rischiosa di chi compra, perchè il venditore dell'opzione è obbligato a fare quello che gli chiede l'acquirente dell'opzione quando decide di esercitarla. Così, il venditore dell'opzione può soffrire danni significativi se il mercato si comporta diversamente da quanto previsto.

In ogni caso smontare il derivato in questione ha portato a Morgan Stanley un incasso di 3,4 miliardi di dollari, che si sono tradotti in 600 milioni di dollari di utili per il settore fixed income nel quarto trimestre 2011. Quanto al Tesoro italiano, non è chiaro se contestualmente abbia montato poi con un'altra controparte un derivato simile a condizioni diverse, in modo tale da andare a compensare almeno in parte l'esborso dei 2,5 miliardi di euro.

Contattata da milanofinanza.it, BancaImi smentisce di essere entrata in alcun modo nell'operazione. Il nome della banca d'affari di IntesaSanpaolo era stato indicato sul mercato come quello dell'istituto di credito che era subentrato a Morgan Stanley nella posizione sul derivato.

integralmente ripreso da Cafè Humanité 

Tutto ciò senza dimenticare mai che...
...le tasse esistono solo perché esiste il Signoraggio Bancario!!
 In pratica, questa è la storia di una truffa nella truffa: letta solo nel suo contesto sembra quasi distogliere l'attenzione dal problema principale.
Paso

martedì 20 marzo 2012

Banche criminali per loro natura

 
La Banca della Magliana

Si può anche ridere sulla mostruosità del signoraggio bancario purché serva al raggiungimento di una coscienza collettiva del problema e non certo ad una sua banalizzazione.

Una delle tecniche della disinformazione infatti, è costituita dalla spettacolarizzazione di grandi verità in modo che dopo l'inevitabile "digestione" da parte dei media di regime e dell'Opinione Pubblica ben guidata, esse non sembrino poi più tanto terribili o addirittura siano frutto della fantasia di qualche sceneggiatore.
Ciò succede quando nonostante le censure, le offerte che non si possono rifiutare, gli omicidi travestiti da incidenti, non è più materialmente possibile continuarle a nascondere ai più.

Basta scorrere a memoria alcune significative pellicole hollywoodiane degli ultimi anni - tutte assolutamente pubblicizzate con grande enfasi - per ritrovare gran parte dei malefatte umane degli ultimi tre secoli riproposte sotto forma di mito o di mero pretesto per qualche mega produzione epocale particolarmente spettacolare o graffiante.
Al di là di qualche scarno ed essenziale film-documentario dedicato a temi specifici ed allestito in forma giornalistica (tipo "Super Size Me" di Morgan Spurlock e quelli di Michael Moore) si possono ricordare pellicole il cui scopo evidente - agli occhi degli spettatori più smaliziati - è quello di spettacolarizzare talmente una verità sottaciuta da renderla infine poco credibile.
E così, ecco relegati al mondo del fantastico temi scottanti come le società segrete che fanno il bello ed il cattivo tempo da due secoli e più almeno nel mondo occidentale (nell'ultimo decennio, lo fanno anche in senso letterale attraverso la manipolazione climatica!), le possibili catastrofi planetarie, gli americani cattivi, la diffusione intenzionale di malattie, i sacrifici umani, la fomentazione di disordini propedeutici all'instaurazione di una dittatura, eccetera eccetera.

In Italia fin dagli anni '60 ad opera di comici e sceneggiatori, era in uso scherzare sulla corruzione diffusa tra i politici proprio per banalizzare talmente un problema in fondo assolutamente serio, da ridimensionarlo a semplice aspetto del nostro costume contro il quale è inutile lottare.
E la cosa ha funzionato e sta funzionando fino ad oggi, tempi in cui si da per scontato che chi "si butta" in politica lo fa esclusivamente per ricavarne benefici illeciti.
Solo negli anni '90, a seguito di una campagna organizzata e condotta in classico stile CIA (e probabilmente REALMENTE condotta ed organizzata da tale ente) gli italiani cominciarono improvvisamente ed inopinatamente ad indignarsi nei loro bar ed in altri luoghi di aggregazione, mandando a casa o in cella una classe politica con l'accusa di corruzione ma il cui vero peccato imperdonabile a livello internazionale era stato il tentativo di sottrarsi alla sovranità statunitense che ci opprime fin dall'invasione che mise fine alla seconda guerra "mondiale".
Un'operazione un po' più complessa e costosa dell'omicidio Moro - attuata probabilmente dagli stessi attori e per gli stessi motivi - ma i tempi erano nel frattempo cambiati ed agli "anni di piombo" sono succeduti gli anni di una materia un po' meno nobile... .


Dopodiché, "stranamente", l'Opinione Pubblica non si è più indignata perché - da Prodi a Monti senza eccezioni - la LORO classe politica oltre ad essere manovrata e corrotta più che mai, sta svendendo al peggiore offerente l'Italia ed i suoi (ultimi) gioielli di famiglia.

Ricordando che la millantata crisi è un bene in quanto è arrivato il momento di rallentare la produzione industriale di beni inutili (si stima addirittura rappresentino l'80% del totale) e che le tasse esistono solo perché esiste il signoraggio bancario, si suggerisce di tener sempre presente che qualsiasi problema continua ad esistere nella sua gravità immutata - e va risolto - anche se ci si scherza sopra per ridurre lo stress a cui siamo sottoposti.

Links utili per approfondimento dei temi trattati:

venerdì 16 marzo 2012

Unione Europea conferma la grande usura sulla proprietà dell'Euro


Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’Euro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati.
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
"
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:
"IT
E-000302/2012
Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione

(12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete."
Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN!
di Francesco Fillini
integralmente tratto da tuttouno,blogspot,com

mercoledì 14 marzo 2012

I 16 privilegi che il popolo libico perderà con la sottomissione all'occidente imperialista.


Chi è convinto che il presupposto più importante della guerra mossa alla Libia sia stato il (non più) suo petrolio, forse ignora il fatto che essa era rimasta uno dei pochissimi Paesi al mondo in cui la moneta era emessa direttamente dallo Stato e non da banche private e poi prestata a strozzo allo Stato, come accade in tutti gli altri Paesi.
A titolo di cronaca, dopo la sottomissione di Iraq e Libia, gli unici tre Paesi al mondo in cui lo Stato è ancora padrone della moneta sono la Corea del Nord, Cuba e, guarda un po', l'Iran...

giovedì 8 marzo 2012

Quel filo (non troppo) sottile che lega Camorra e Bestie di Satana

"Lo Stato è un parassita della società"
[Michail Bakunin]
-

“Negli Stati moderni si conoscono almeno sei tipi di potere, tutti strutturati in forma piramidale e con un’élite al comando: il potere politico, il potere economico, il potere giudiziario, il potere mediatico, il potere religioso, e il poco ortodosso, ma assai italiano, potere criminale. A seconda delle fasi storiche, questi poteri possono combattersi, allearsi o ignorarsi in base a ogni genere di combinazione possibile.”
[Francesco Cossiga, “Fotti il potere”, pag. 16]

Mercoledì ero in trasmissione a Radio Ies, ospite di David Gramiccioli a Ouverture. Con me era ospite anche il collaboratore di giustizia Luigi Coppola. Abbandonato dallo Stato dopo che per anni aveva goduto di un regime di protezione per essere testimone in processi di camorra, adesso vive avendo perso tutto, lavoro, casa e protezione.
Dopo anni che mi occupo di mafie e massoneria, francamente a me viene da sorridere quando sento dire che “lo Stato” non protegge qualcuno dalla mafia. Mafia e Stato sono infatti una cosa sola, e la mafia altro non è che uno dei tanti strumenti di cui lo Stato si serve per gestire il suo potere sui cittadini. Questo concetto l’ho anche ribadito in trasmissione.

sabato 18 febbraio 2012

12 paralleli fra Pearl Harbour e l'11 settembre

Quando lo scrittore e ricercatore David Ray Griffin decise di intitolare il suo primo libro sull’11 settembre “La nuova Pearl Harbor”, era qualcosa di più di un suggerimento che ci fosse una certa analogia fra i due eventi storici.
Più cose si vengono a sapere sull’11 settembre più ci si rende conto che anche le dinamiche interne dei due eventi si assomigliano fra di loro in modo inquietante.

venerdì 17 febbraio 2012

IMPORTANTE: PA Trento. Non sanzionabili i genitori che non vaccinano i figli per convincimento personale


Sono queste le prime disposizioni per il superamento dell’obbligo vaccinale decise in via sperimentale dalla Giunta nel Piano vaccinale. Anche all’atto dell’iscrizione scolastica, non sarà obbligatorio presentare il certificato di avvenuta vaccinazione.
Ciò è di fondamentale importanza per la salute pubblica vista l'inaccettabile tossicità e pericolosità comprovate per la maggior parte dei vaccini a fronte di una loro dubbia utilità vantata unicamente dalle Case produttrici e da medici disinformati o di dubbia moralità..

martedì 2 agosto 2011

L'inganno di Bin Laden

Qui sotto proponiamo un "vecchio" articolo sulla morte di bin Laden datato 5 dicembre 2009 e firmato da Gordon Duff. L'articolo, come si evince chiaramente dalla data, è stato scritto diverso tempo prima dell'annuncio della PRESUNTA uccisione di Osama Bin Laden (non) avvenuta di recente.

Come detto nelle note biografiche:

"Gordon Duff è un marine veterano del Vietnam, e Senior Editor di Veterans Today. La sua carriera ha incluso una vasta esperienza nel settore bancario internazionale e in aree molto diverse, come la consulenza sulle contro insurrezioni, le tecnologie di difesa o in qualità di agente diplomatico dei gruppi umanitari delle Nazioni Unite."
L'articolo è introdotto da un commento di Eric Jon Phelps del 13 dicembre 2009: