domenica 2 giugno 2019

Jamaican Rhapsody

Non amo particolarmente il reggae - e peraltro non sono neanche mai stato un consumatore di cannabis - ma ho la presunzione di ritenermi capace oltre la media di riconoscere un capolavoro artistico e musicale come quello che seguirà questo scritto. Una parodia rasta di quella celebre Bohemian Rhapsody dei Queen ritenuta dai maggiori critici musicali "la più bella canzone del mondo" per la sua incredibile struttura musicale. Il testo è brillantemente riadattato a inno a favore della liberalizzazione della canapa che, ricordiamo per le menti meno brillanti, è una pianta e non una droga. Eppure, nel terzo millennio c'è ancora chi si ostina a proibire la coltivazione di una pianta che peraltro ha una serie sconfinata di utilizzi: dai tessuti più resistenti del nylon (e sicuramente più ecologici!) a diversi tipi di farmaci antidolorifici, anticancro e contro il glaucoma. Inoltre dalla canapa si possono estrarre oli alimentari, lubrificanti e combustibili. E quanto a combustibili anche l'etanolo. Tutte queste virtù ovviamente sono sempre state una spina nel fianco delle Compagnie chimiche e petrolifere e furono proprio due magnati privi di scrupoli come Du Pont (Du Pont) e Rockefeller (Standard Oil) ad esercitare pressioni sul congresso americano - grazie alla collaborazione dell'editore Hearst - al fine di vietare la coltivazione della canapa. C'è da sottolineare che, inganno nell'inganno e dimostrazione di quanto possa essere potente ed efficace la neolingua nell'utilizzo di termini devianti, la maggior parte dei senatori, quando votarono contro la coltivazione della marijuana in quanto "droga", non sapevano neanche che il termine non fosse altro che il nome latino-americano traducibile con "canapa". Nessuno di loro in tutta coscienza sarebbe stato tanto idiota da votare contro la coltivazione della canapa ma ormai era troppo tardi, partì una campagna mondiale contro l'utilizzo di questa pianta che colpì perfino il governo fascista che o per ignoranza o per asservimento alle logiche industriali, provvide ad estirpare dal territorio tutte le piantagioni di canapa che avevano costituito fino ad allora un vero patrimonio culturale, agricolo ed industriale della Nazione.
Parliamoci chiaro: ci sono solo due categorie sociali che traggono vantaggio dal divieto di coltivazione della canapa: gli azionisti delle industrie chimico-farmaceutiche e la delinquenza organizzata, categorie spesso coincidenti per filosofia comportamentale. Si fa presente che l'erba che i consumatori abituali di tutto il mondo continueranno a comprare sul mercato illegale non ha nessuna garanzia di purezza che potrebbe offrire solo un ente controllato dallo Stato ma, al contrario, è spesso integrata da resine cancerogene e perfino fibra di vetro.
L'attuale governo, con l'annuncio di una stretta sul commercio dei derivati della canapa, si dimostra oscurantista e idiota esattamente come quello americano che fu incapace di distinguere una droga da una pianta. Inoltre l'esperienza negativa del proibizionismo dovrebbe insegnare qualcosa eppure non è stata sufficiente. Siamo nel terzo millennio ma tra ideologie nichiliste, guerre e conflitti tra religioni sembra di stare ancora nel medioevo. Purtroppo, diversamente dal medioevo, maneggiamo delle tecnologie pervasive ed estremamente pericolose ed è sempre più improcrastinabile un rinascimento filosofico dell'umanità per scongiurarne l'estinzione.
 Intanto godetevi questo vero capolavoro ma se non avete mai ascoltato la versione originale della "più bella canzone del mondo" non la apprezzerete mai abbastanza quindi eccovi il link che al momento ha ricevuto quasi un miliardo di visualizzazioni! Bohemian Rhapsody

Vista ed ascoltata? Bene, vi siete fatti un piacere, adesso ascoltate e leggete questa: