domenica 12 ottobre 2008

Wind Telecomunicazioni SpA, Roma

Potrebbe capitare anche a voi di scoprire che sulla vostra linea telefonica è in essere un contratto Wind Infostrada!
A me è capitato, rientrando a casa dopo un lungo periodo di lavoro, di accorgermi che non era possibile accedere alla rete attraverso solita la connessione stipulata a suo tempo con Telecom Alice: chiamato il 187 mi sento rispondere che la linea è occupata da un contratto Wind Infostrada.
Così chiamo subito il 155 e, dopo una lunga attesa, riesco "finalmente" a parlare con un'operatrice isterica che, tagliando corto e senza neanche voler ascoltare le mie ragioni, pretende l'esborso di 40€ per la rescissione del fantomatico contratto.
Cerco ovviamente di farle presente che NON sono un cliente della loro Compagnia ma solo il titolare inconsapevole della linea telefonica e per tutta risposta la tipa mi attacca il telefono in faccia!Allora mi viene un dubbio, e chiedo alla mia anziana madre, IPOUDENTE, se per caso non avesse stipulato, chissà per quale motivo, un contratto con Wind Infostrada: in effetti, qualche tempo addietro quando io non ero in casa durante il suo riposo pomeridiano, fu svegliata da una telefonata della Compagnia per una delle solite PROPOSTE di contratto, che lei invece interpretò come una richiesta di dati (suoi, personali) da parte della Telecom con la quale avevo io il contratto.
Insomma non aveva neanche capito si trattasse di un altro operatore!
In casa reperisco una PROPOSTA DI CONTRATTO inviata successivamente al tentativo effettuato per telefono: qualsiasi cosa abbia risposto a voce mia madre all'operatore, non sarebbe dovuta bastare alla Wind per rendere operativo il contratto senza che la detta PROPOSTA fosse stata restituita controfirmata da lei stessa E DA ME, CHE SONO IL TITOLARE DELLA LINEA!
Invece il contratto risultava operativo e, visto che far valere le proprie ragioni presso i call-center era impossibile, comincio a spedire fax e lettere raccomandate sia a Wind che alla stessa Telecom.
Non ottengo nessuna risposta da Wind, mentre Telecom mi contatta sollecitamente: in breve, mi avrebbero ridato subito la linea se avessi comunicato loro il CODICE MIGRAZIONE... fornito da Wind! Ovviamente Wind non mi avrebbe mai fornito il codice se non dietro l'esborso della tangente, sorvolando sul fatto che io NON SONO SUO CLIENTE.
In pratica, in Italia è possibile abbonarsi con un operatore telefonico anche se non si è titolari della linea interessata!
Mi sono dunque rivolto alla Polizia Postale che ho trovato estremamente disponibile, comprensiva e sopratutto ben al corrente del verificarsi di queste truffe, con l'ipotesi che la Telecom sia connivente con le altre Compagnie in questi casi: altrimenti non si spiegherebbe la loro sollecitudine a cedere la linea senza neanche aver visto un contratto firmato, e non si spiegherebbe come altre Compagnie siano venute in possesso di dati sensibili come il numero della carta d'identità, mai comunicato per telefono!Avevo preparato una denuncia che il Comandante di Stazione non ha neanche letto in quanto a suo avviso inutile: dopo averne preso atto, il magistrato di turno non avrebbe dato corso a nessun procedimento.
Il Comandante invece, dopo avermi raccontato che una storia simile era occorsa anche a sua suocera, m'indirizza al Corecom (Toscana, nel mio caso), ovvero l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che in effetti si dimostra sollecita nella risposta ed estremamente cortese e disponibile nella figura dei suoi operatori telefonici solo che, per legge, è previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione tra le parti prima di poter partire con un'azione legale e quindi mi ritrovo ancora con la linea di casa occupata indebitamente da Wind Infostrada e con un appuntamento fissato tra quasi due mesi - a 600km di distanza dal luogo nel quale lavoro - presso il Corecom, con un emissario della Compagnia truffaldina.
Nel frattempo, a casa è già arrivata una fattura della Wind che non pagheremo mai, non essendo loro clienti e non avendo richiesto nessun servizio; sono arrivate anche due fatture Telecom con allegati bollettini per il pagamento allo sportello: strano, visto che avevamo predisposto l'addebito cu c/c postale!!Rivoltomi alla Posta, scopro che l'utenza è stata CANCELLATA dal loro carnet di addebiti (da me) preordinati e, proprio per questo motivo, una delle due fatture riguardava una mora per ritardato pagamento di una precedente fattura andata insoluta, visto che mia madre è abituata ad archiviarle dopo aver dato un'occhiata al loro importo, sapendo di poter contare sull'addebito in conto e sapendo che tanto lei, impossibilitata ad uscire autonomamente di casa per via della sua invalidità di deambulazione, non è certo in grado di andare alla Posta....
Anche questa è stata una conseguenza della prevaricazione messa in atto da Wind.
Adesso il rischio per la mia anziana madre (invalida, diabetica ed ipoudente) è quello di subire un distacco della linea - fondamentale per la sua vita quotidiana - per morosità verso la Wind con la quale non siamo legati da nessun contratto, pur avendo pagato tutte le fatture Telecom!
Quindi state attenti, queste truffe sono frequentissime: da una breve indagine condotta solo nel ristrettissimo ambito della mia famiglia o poco più ho scoperto che anche mia zia (la sorella di mia madre) e la madre della mia compagna si sono ritrovate un contratto Wind senza saperlo: emblematico il particolare che anche loro, esattamente come mia madre, siano ipoudenti.
Mia zia mi ha addirittura detto che, quando è capitato a lei, l'operatore (Wind) le ha fatto capire di agire per conto della Telecom!
Come notazione statistica, le età delle tre vecchiette vittime di Infostrada è, rispettivamente, di 78, 77 e addirittura 94 anni!!!

link all'articolo originale tratto da HEYMOTARD news blog

mercoledì 1 ottobre 2008

Geom. Domenico "Mimmo" Iannazzone, Napoli

Da campeggiatore a proprietario del campeggio in poche mosse.
Un altro geometra capitato a sproposito nella mia vita
(ed in quella di mia madre).
Suo degno compagno di merende il defunto, ma non per questo meno abbietto, Avv. Francesco "Ciccio" Tata di Agropoli, di dichiarata fede comunista per cui grande nemico del cittadino e amico solo di sé stesso.

Il contesto
Da campeggiatore che era, subodorò l'affare rendendosi conto che la società col precedente nostro socio vacillava e, una volta che noi riuscimmo a liquidarlo rientrando in possesso della proprietà, si fece avanti, assieme ad un suo socio, per l'acquisto della struttura, che al tempo consisteva in poco più che un terreno agricolo attrezzato.

L'occasione (fa l'uomo ladro?)
Senza tanti preamboli, la trattativa della vendita, inizialmente aperta ad altri acquirenti, fu decisamente influenzata attraverso delle intimidazioni operate su mia madre che se ne fossi venuto a conoscenza allora, col sangue caldo che avevo, sarebbe finita male per tutti...
Allora fu deciso che il papabile poteva essere solo lui, che nel frattempo era stato "abbandonato" dal suo socio nell'operazione (poveretto).

Bene, anzi male: una volta stabilita la cifra, che era più o meno proporzionata al reale valore della proprietà, un terreno agricolo, si andò a fare l'atto di vendita a Napoli, secondo il desiderio dell'acquirente.
E in quel contesto sorsero i primi dubbi sul nostro avvocato che fece passare senza obiettare, anzi avallandole, delle garanzie del tutto aleatorie sulla dilazione di una sostanziosa parte del pagamento, da effettuare quindi DOPO l'atto!
Va da sé che per avere tutta la cifra pattuita ci misi 10anni oltre il termine previsto, ma l'essenza del discorso non è questa!
Anni dopo la vendita, ero in procinto di avviare un'attività commerciale, subito dopo aver liquidato dei soci con i quali avevo costruito un impianto sportivo che riuscii a riscattare, ed ero esposto con una banca locale per 20.000.000 di lire. Ma contavo sui proventi dell'attività per tirarmi fuori dall'impasse.
Mi aspettavo, è vero, che arrivasse prima o poi l'INVIM da pagare per la vendita che avevamo fatto ma avevo calcolato che potesse essere di poco superiore ai 20.000.000: una cifra che, con l'aiuto di mia madre e forse qualche amico, sarei riuscito a racimolare; invece mi arrivò una comunicazione della Commissione Tributaria di II grado di Napoli che richiedeva il pagamento, entro 60gg di una cifra molto, molto vicina ai 90.000.000 di lire.
Al che riuscii, indebitandomi fino al collo e minando alla base i miei futuri 10anni di lavoro e di vita, con altre due banche per pagare la cifra richiesta: se il pagamento fosse avvenuto con un solo giorno di ritardo, sarebbe ammontato a 273.000.000!!!
Per anni non abbiamo mai capito come mai l'Ufficio Tecnico Erariale di Salerno avesse effettuato una stima dell'immobile pari ad 1.230.000.000 quando al momento della vendita si trattava di un terreno agricolo.

???

Anni dopo, il fratello del nostro defunto avvocato (meglio per lui che è morto) confidò ad un mio amico fidato che suo fratello aveva accettato da Iannazzone la cifra di 50.000.000 per intercedere in suo favore durante la trattativa.
La nostra perplessità era basata sul fatto che in fondo, anche se con molto ritardo, avevamo percepito tutta la cifra pattuita, della quale eravamo soddisfatti e non capivamo come mai "Mimmo" avesse dato tanti soldi al nostro avvocato.
L'illuminazione tardiva venne dalla comprensione che cotanto INVIM non era casuale: si trattava del pagamento di un CONDONO EDILIZIO (inappellabile proprio in quanto condono) per le opere che aveva edificato Iannazzone DOPO l'aquisto!!
In pratica il nostro avvocato ci aveva fatto firmare la richiesta di condono come se le opere le avessimo realizzate noi e POI vendute assieme al terreno a Iannazzone!
Ecco il perché dei 90.000.000 tra capo e collo quando me ne aspettavo solo 20.

Danno sofferto
In realtà è incalcolabile a causa delle conseguenze (negative) a catena che si sono succedute nei dieci anni successivi, ma se vogliamo limitarci a quantificare la differenza di INVIM dovuto, ammontano a quasi 70.000.000 di lire.
Ai quali sarebbe giusto aggiungere tutti gli interessi non goduti delle somme tardivamente versate.

Commenti & auguri
Che dire? Per un essere come questo mi auguro il peggio: truffare un ragazzo inesperto in affari ed una vedova invalida che si affida a gentaglia come l'Avv. Tata non dev'essere un motivo di orgoglio, anche la sera al bar in mezzo a rifiuti della sua risma.

Geom. Aldo Coppola

Si tratta di un personaggio originario del posto ma che ha vissuto a lungo in Brasile e che ha famiglia a Roma. Forse adesso è in pensione perché comincia ad avere la sua età, nonostante il cancro che mi disse di avere, qualche tempo fa...

Il contesto
Egli occupava da anni un piccolo appartamento ricavato da quella che era stata la zona ambulatorio del mio defunto padre.
Come affitto mi versava SALTUARIAMENTE, e saltando spesso le pigioni, 25.000lire al mese; in teoria.
Essendo io tornato in paese dal centro Italia proprio per metter a frutto le mie proprietà residue, speravo che il tipo mi lasciasse libero l'appartamentino quanto prima, in modo da poterlo fittare d'estate ai villeggianti, cosa che mi avrebbe reso almeno 2.000.000 sicuri all'anno contro le 300.000lire aleatorie, teorico frutto del fitto annuale. Tanto più che la sua residenza legale era a Roma.

Lui, almeno secondo quanto affermava, non era messo molto bene a denari, anche perchè si era buttato in una speculazione edilizia forse al di fuori dalla sua effettiva portata. Aveva tirato su, infatti, uno stabile da un migliaio di metri quadri in pianta, se ricordo bene, di cui era riuscito a terminare in modo sommario solo alcuni appartamenti al piano ammezzato.


L'occasione (fa l'uomo ladro?)
Nel frattempo io avevo condotto una vendita di una certa importanza ed al momento del... fattaccio avevo ancora un po' di soldi da investire. Lui lo sapeva.
Al che, per farla breve, stringemmo un patto: io avrei acquistato un paio dei suoi appartamenti e lui, contestualmente, mi avrebbe lasciato libero il mio trasferendosi in un altro dei suoi ancora liberi. Come dire che, per me, sarebbe stato come poter disporre in breve di tre appartamenti acquistandone solo due!
L'idea non mi sembrava male, anche se oggettivamente l'acquisto di due appartamenti in quella zona decentrata, poco servita e ancora senza accesso alla spiaggia non mi sembrava un affarone: sarebbe stato tutt'al più un discreto affaruccio nel momento in cui il Comune avrebbe deciso di realizzare la citata discesa, cosa che però si è verificata diversi anni dopo, quando avevo già perso la proprietà....
Purtroppo, di tale patto mettemmo per iscritto solo la parte relativa all'acquisto degli appartamenti: l'accordo sulla disponibilità del mio fu suggellato da una stretta di mano da vecchi amici....
Intanto cominciai a versargli regolarmente 25.000.000 ogni sei mesi, secondo le modalità previste dalla scrittura privata. E lui occupava ancora il mio appartamento.
Successe che ad un certo punto si verificò un grosso imprevisto, del quale racconterò in altra sede, che m'impose la necessità di disinvestire al più presto la cifra fino ad allora versata, 125.000.000 di lire, per far fronte al pagamento di un condono che... non sapevo di aver richiesto!

Ed ecco manifestarsi lo squalo che c'era in lui: conscio della mia situazione, cominciò a chiedermi gli interessi dei ritardati pagamenti dell'ultima rata, che io non volevo versargli fino a che non avrebbe onorato il patto stipulato: non prima, cioè, che avesse abbandonato il mio appartamento.

Intanto avevo trovato un'acquirente per uno dei due appartamenti che avevo impegnato: la signora era disposta a pagarmelo sull'unghia 50.000.000, ovvero 25.000.000 in meno di quanto l'avevo pagato io.
Mi trovavo in una situazione in cui un ritardato pagamento del condono ("...da effettuare presso questo Ufficio entro 60gg dalla ricezione della presente.") avrebbe comportato un aumento per mora della somma richiesta di 183.000.000!!!
Quindi dovetti cedere al ricatto: lui avrebbe firmato il passaggio di proprietà dell'appartamento che avrei venduto alla signora - di uno solo, quindi - ed in cambio avremmo strappato la scrittura privata, visto che secondo i SUOI calcoli l'interesse montante aveva già equiparato la somma versata per DUE appartamenti...!

Danno sofferto
Versati, per l'acquisto dei due appartamenti: 125.000.000
Ricavati, dalla vendita di uno dei due: 50.000.000
Truffati: 75.000.000 ritenuti congrui quali interessi per ritardato pagamento dell'ultima rata da 25.000.000.

Commenti & auguri
Che gli venga un accidente sul serio, non una blanda forma di cancro, che oltre ai patimenti del corpo gli costi almeno l'equivalente attuale di 75.000.000 di lire (rivalutate) con gli stessi interessi da strozzino che lui applicò a me, ovvero del 300%.