mercoledì 1 ottobre 2008

Geom. Domenico "Mimmo" Iannazzone, Napoli

Da campeggiatore a proprietario del campeggio in poche mosse.
Un altro geometra capitato a sproposito nella mia vita
(ed in quella di mia madre).
Suo degno compagno di merende il defunto, ma non per questo meno abbietto, Avv. Francesco "Ciccio" Tata di Agropoli, di dichiarata fede comunista per cui grande nemico del cittadino e amico solo di sé stesso.

Il contesto
Da campeggiatore che era, subodorò l'affare rendendosi conto che la società col precedente nostro socio vacillava e, una volta che noi riuscimmo a liquidarlo rientrando in possesso della proprietà, si fece avanti, assieme ad un suo socio, per l'acquisto della struttura, che al tempo consisteva in poco più che un terreno agricolo attrezzato.

L'occasione (fa l'uomo ladro?)
Senza tanti preamboli, la trattativa della vendita, inizialmente aperta ad altri acquirenti, fu decisamente influenzata attraverso delle intimidazioni operate su mia madre che se ne fossi venuto a conoscenza allora, col sangue caldo che avevo, sarebbe finita male per tutti...
Allora fu deciso che il papabile poteva essere solo lui, che nel frattempo era stato "abbandonato" dal suo socio nell'operazione (poveretto).

Bene, anzi male: una volta stabilita la cifra, che era più o meno proporzionata al reale valore della proprietà, un terreno agricolo, si andò a fare l'atto di vendita a Napoli, secondo il desiderio dell'acquirente.
E in quel contesto sorsero i primi dubbi sul nostro avvocato che fece passare senza obiettare, anzi avallandole, delle garanzie del tutto aleatorie sulla dilazione di una sostanziosa parte del pagamento, da effettuare quindi DOPO l'atto!
Va da sé che per avere tutta la cifra pattuita ci misi 10anni oltre il termine previsto, ma l'essenza del discorso non è questa!
Anni dopo la vendita, ero in procinto di avviare un'attività commerciale, subito dopo aver liquidato dei soci con i quali avevo costruito un impianto sportivo che riuscii a riscattare, ed ero esposto con una banca locale per 20.000.000 di lire. Ma contavo sui proventi dell'attività per tirarmi fuori dall'impasse.
Mi aspettavo, è vero, che arrivasse prima o poi l'INVIM da pagare per la vendita che avevamo fatto ma avevo calcolato che potesse essere di poco superiore ai 20.000.000: una cifra che, con l'aiuto di mia madre e forse qualche amico, sarei riuscito a racimolare; invece mi arrivò una comunicazione della Commissione Tributaria di II grado di Napoli che richiedeva il pagamento, entro 60gg di una cifra molto, molto vicina ai 90.000.000 di lire.
Al che riuscii, indebitandomi fino al collo e minando alla base i miei futuri 10anni di lavoro e di vita, con altre due banche per pagare la cifra richiesta: se il pagamento fosse avvenuto con un solo giorno di ritardo, sarebbe ammontato a 273.000.000!!!
Per anni non abbiamo mai capito come mai l'Ufficio Tecnico Erariale di Salerno avesse effettuato una stima dell'immobile pari ad 1.230.000.000 quando al momento della vendita si trattava di un terreno agricolo.

???

Anni dopo, il fratello del nostro defunto avvocato (meglio per lui che è morto) confidò ad un mio amico fidato che suo fratello aveva accettato da Iannazzone la cifra di 50.000.000 per intercedere in suo favore durante la trattativa.
La nostra perplessità era basata sul fatto che in fondo, anche se con molto ritardo, avevamo percepito tutta la cifra pattuita, della quale eravamo soddisfatti e non capivamo come mai "Mimmo" avesse dato tanti soldi al nostro avvocato.
L'illuminazione tardiva venne dalla comprensione che cotanto INVIM non era casuale: si trattava del pagamento di un CONDONO EDILIZIO (inappellabile proprio in quanto condono) per le opere che aveva edificato Iannazzone DOPO l'aquisto!!
In pratica il nostro avvocato ci aveva fatto firmare la richiesta di condono come se le opere le avessimo realizzate noi e POI vendute assieme al terreno a Iannazzone!
Ecco il perché dei 90.000.000 tra capo e collo quando me ne aspettavo solo 20.

Danno sofferto
In realtà è incalcolabile a causa delle conseguenze (negative) a catena che si sono succedute nei dieci anni successivi, ma se vogliamo limitarci a quantificare la differenza di INVIM dovuto, ammontano a quasi 70.000.000 di lire.
Ai quali sarebbe giusto aggiungere tutti gli interessi non goduti delle somme tardivamente versate.

Commenti & auguri
Che dire? Per un essere come questo mi auguro il peggio: truffare un ragazzo inesperto in affari ed una vedova invalida che si affida a gentaglia come l'Avv. Tata non dev'essere un motivo di orgoglio, anche la sera al bar in mezzo a rifiuti della sua risma.